Come tenere il GIUSTO ATTEGGIAMENTO nello STUDIO

Non esistono soltanto i libri, le dispense, gli appunti, gli schemi e le tecniche che usi per affrontarli ed impararli, non c’è solo il metodo di studio propriamente detto, per quanto rimanga sempre l’elemento più importante di tutti, c’è anche il modo in cui ti comporti, in cui pensi, in cui ti approcci all’atto stesso dello studio in tutte le sue fasi.

L’atteggiamento, insomma.

L’atteggiamento completa il metodo di studio, lo facilita, gli permette di esprimere il pieno potenziale o, al contrario, se gestito in modo pessimo, può pregiudicarne completamente i risultati.

Quando ti siedi davanti ad una scrivania e senti un’ondata di noia e di poca voglia di fare che ti assale, ti accasci, ti tieni la testa con una mano e cominci a svogliare il libro pigramente cosa credi che succederà?

Esattamente, con enorme probabilità la tua sessione di studio sarà improduttiva.

Ma ti dirò di più, se porti avanti un atteggiamento nel complesso sbagliato puoi rovinare anche le fasi precedenti lo studio, così come il momento della tua performance: l’esame.

E allora in questo articolo vediamo insieme come tenere il giusto atteggiamento nello studio!

 

COSA SI INTENDE PER ATTEGGIAMENTO

Partiamo dalle basi, perché è meno scontato di quello che pensi: che cosa significa davvero “atteggiamento”? Secondo Wikipedia, che, come sai, ha sempre ragione, SEMPRE,  significa:

“Modo di disporsi o di presentarsi, come riflesso di un determinato stato d'animo o come forma deliberatamente assunta di comportamento.”

Quindi, in sostanza, quello che fai, pensi o dici, l’immagine che proietti, psicologia e azioni insieme, il generale complesso di ciò che accade dentro e fuori di te in un determinato momento, come frutto di uno stato d’animo inconscio o di un comportamento che hai scelto di mettere in atto.

Questo è il primo punto fondamentale da capire: se è vero che, in gran parte, l’atteggiamento è il frutto di spinte inconsce dentro di noi, è altrettanto vero che possiamo volontariamente, deliberatamente modificarlo, possiamo agire su di esso, non è necessario che lo subiamo e basta.

Come scrivevo prima, l’atteggiamento gioca un ruolo decisivo in tutte le fasi che ruotano intorno allo studio, per cui ho deciso di fare così: ho diviso questo articolo in 3 parti: prima, durante e dopo lo studio. Per ognuna di queste fasi ho voluto sottolineare 3 elementi di atteggiamento che fanno la differenza.

Cominciamo.

 

PRIMA FASE

La fase precedente allo studio è quella organizzativa, di raccolta delle informazioni, pianificazione, strutturazione degli obiettivi, selezione delle fonti ecc...

Non sprecherò una parola di più su che cosa si debba fare in questa fase, se segui questo blog e i miei articoli ormai lo sai bene, andiamo con la carrellata di elementi di atteggiamento:

 

  • Decisione: ora, non vorrei essere male interpretato, io detesto quelli che sembrano sempre certi al 100% di tutto, quelli che dicono di non avere nessuna preoccupazione, di avere sempre la risposta pronta e una visione chiara della situazione. Semplicemente, mentono: le variabili da tenere presenti prima dello studio sono numerosissime, molte delle quali del tutto fuori dal tuo controllo; gli imprevisti, i dubbi, i casini, la confusione sono inevitabili e permeano la vita di tutti gli studenti del mondo. Sempre. Essere decisi non significa quindi ignorare queste difficoltà, significa tenerle presenti ma non farsi bloccare da esse.

Un esempio fra tutti: come faccio a essere sicuro di come pianificare se non so ancora la data d’esame? Se il professore non ha ancora completato il programma? Se non so quanto ci metterò a studiare il manuale ecc… ? Tutti problemi veri ma la risposta sbagliata è dire: poiché ho tutte queste incertezze mi lascio sopraffare dal dubbio e mi blocco, aspetto che le cose si chiariscano e mi giro i pollici. Sbagliato, è qui che entra in gioco la decisione: essere decisi significa prendere delle scelte anche quando le informazioni sono parziali o incomplete, cominciare ad agire nel modo più sensato possibile date le informazioni che in quel momento hai a disposizione ed essere pronto a modificare le tue scelte quando la situazione si chiarirà. Ma intanto agisci, sii deciso e comincia.

 

  • Professionalità: su questo concetto dell’essere professionali ci ritorneremo anche dopo, perché è importante, in questo caso lo decliniamo così: studiare è, di fatto, il tuo mestiere ed è così che devi intenderlo. Non sei un povero ragazzino in balia degli eventi, sei in pieno controllo di quello che è una tua competenza, una tua abilità, un tuo lavoro. A questo proposito cito sempre l’esempio di due scrittori contemporanei di romanzi, Stephen King, il re dell’horror, e Dan Brown, il fenomeno dei thriller con elementi storici e misteriosi.

Bene, entrambi, in modo diverso, descrivevano il loro rapporto con la scrittura e il concetto di ispirazione e, parafrasando, dicevano questo: quando c’è, l’ispirazione è la benvenuta, è una sensazione meravigliosa e probabilmente in quei momenti scriverò le mie cose migliori, ma quando non c’è, beh, scrivere è il mio lavoro e se oggi il mio obiettivo era scrivere 20 pagine mi metterò sotto e scriverò 20 pagine. Perché è quello che so fare, perché ho il controllo del processo e so gestire le mie competenze.

Vale lo stesso per me, il mio lavoro è insegnare e fare divulgazione online. Pensi davvero che tutti i video che registro, le dirette che faccio, le lezioni che tengo, i corsi che giro, siano fatti in giornate in cui ho voglia di lavorare? A volte capita, certo, spesso anche, perché adoro il mio lavoro, ma non sempre, anzi. Ma lo faccio lo stesso e lo faccio bene, perché so farlo, voglio farlo, è il mio mestiere farlo.

Con lo studio è lo stesso. Sei un professionista dello studio, lo fai da decenni, se hai una brutta giornata è un gran peccato e magari non sarà la giornata più produttiva della tua vita, andrai un po’ a rilento, ci sta, ma non ti potrai far fermare del tutto. Non aspettare l’ispirazione, studia da professionista quale sei.

 

 

DURANTE LO STUDIO

  • Ed eccoci alla fase durante lo studio, la prima cosa da gestire è la postura che assumi, insieme agli strumenti e all’ambiente che prepari, i vestiti che indossi persino: anche gli elementi esterni che impieghi, anche i tuoi movimenti e le posizioni fisiche che assumi hanno un impatto sull’atteggiamento generale e sul tuo rendimento. Devi essere comodo, avere tutto a portata di mano, ma al tempo stesso non essere mai svaccato, collassato, sciolto.

 

  • Il secondo elemento di atteggiamento “durante” è l’ormai celeberrimo approccio del carro armato, il concetto di procedere un passo per volta, privilegiando la velocità a lungo termine su quella a breve termine. Ho scritto di recente un articolo che parlava proprio di questo concetto, se non lo hai letto DEVI andare a recuperarlo appena abbiamo finito qui.

 

  • Connesso al punto numero 2 c’è la questione del mettere la comprensione al primo posto. Io lo so, lo so che hai l’ansia dell’esame, del concorso, della verifica, dell’interrogazione e che tutto quello di cui riesci a preoccuparti è “mi ricorderò questa cosa?” ma è un errore. La memoria, come è ovvio, è fondamentale nello studio, non può essere trascurata e tutti i metodi di studio, le tecniche di memoria e via discorrendo ti aiuteranno in questo, ma l’obiettivo primario è sempre e sempre sarà la comprensione: capire davvero cosa stai studiando, farlo tuo, andare a fondo. Se assumi un atteggiamento superficiale, scorri velocemente e ti preoccupi solo di quali domande ti verranno fatte più probabilmente all’esame stai creando la ricetta perfetta per, a breve termine, il fallimento all’esame e, a lungo termine, per il rimanere ignorante come un caprone tibetano. In Tibet hanno dei caproni che tu sappia? Mah.

 

  • Quarto elemento di atteggiamento è… aspetta, non avevo detto che sarebbero stati 3 per ogni sezione? Eh vabbè, me ne sono usciti 4, non farci caso. Dicevo, il quarto elemento di atteggiamento durante lo studio è la positività e l’interesse per la materia che, come ti spiegavo in questo articolo, puoi suscitare a comando.

Più lo studio ti pesa, più ti infastidisce, più lo trovi insopportabile e più importante diventa questo punto, non sottovalutarlo.

 

DOPO (MOMENTO DELL’ESAME)

E poi c’è il dopo lo studio o meglio ancora, il momento della valutazione, specie quando si tratta di un orale: lo scontro titanico con l’insegnante che dovrà mettere alla prova la tua preparazione e saggiare direttamente (e magari in modo anche un po’ sadico) i frutti del tuo studio.

In questa fase l’atteggiamento vale il doppio, perché da un lato influenza te, ovviamente, e la serenità con cui affronti questo momento tanto stressante, dall’altro influenza la persona che ti starà davanti, che potrà reagire in modo diverso e farsi pregiudizi positivi o negativi nei tuoi confronti anche a causa di questo.

Apro una parentesi giusto perché ci capiamo: non è che se hai il giusto atteggiamento ma non hai studiato un cavolo di niente magicamente riuscirai a convincere il tuo professore del tuo incredibile merito accademico, lo studio serio, la competenza e la conoscenza sono il 90% e passa delle cause che porteranno al tuo voto. Ma anche un ipotetico 10% di differenza non è poi così poco, può fare la differenza tra un buon voto e un voto eccellente, ad esempio, o tra un voto appena sufficiente e uno insufficiente. Vale la pena di curare questo aspetto.

 

  • E qui torniamo al concetto di professionalità, in questo caso declinato al rapporto che tieni con l’insegnante. È un rapporto di subordinazione a livello della materia in cui stai venendo valutato, questo è poco ma sicuro, ma di parità come persona. Professionista a professionista. Non sei un suddito prostrato a chiedere pietà al sovrano, non sei neanche un arrogante che deve dimostrare quanto è figo. Sei un tranquillo professionista di fronte a un altro tranquillo professionista, sei gentile ed educato senza essere sottomesso e impaurito, sei sicuro, guardi il professore negli occhi, gli stringi la mano e ti comporti di conseguenza.

 

  • Anche in questo la postura gioca un elemento importante, mantieni la giusta distanza, evita di apparire come un fringuello terrorizzato o un condannato a morte che va al patibolo, non ti accasciare sulla sedia né ripiegarti su te stesso, parla con un tono di voce normale, non bisbigliando né declamando un’orazione… insomma, hai capito.

 

  • E infine, onestà: scommetto che questa non te la aspettavi. Cosa intendo? Intendo dire che se c’è una cosa che manda fuori di testa i professori e che alla velocità della luce ti fa bollare come studente impreparato o, peggio, come un furbo che tenta di fregarli, è arrampicarsi sugli specchi, cercare scuse, rispondere a una domanda chiara con una risposta che non c’entra nulla solo per dire qualcosa, fare voli pindarici a caso… Sii onesto e chiaro. Non sai la risposta? Dillo, e passa alla prossima, rimani calmo, mille volte meglio una persona onesta e diretta che ammette una sua lacuna e poi recupera col resto dell’interrogazione che uno che balbetta stupidaggini per 12 minuti e tenta invano di fregare il prof. Che tanto non ci riesci.

 

COME COSTRUIRLO

Tutto bello, tutto giusto, ma come fare a mettere in pratica tutti gli atteggiamenti che ti ho descritto? Il modo migliore è cominciare per imitazione, quasi recitare una parte. Scriviti questi punti su un foglio e, per ognuno di questi, elenca nel dettaglio quali azioni, quali movimenti, quali scelte farebbe uno studente con queste caratteristiche. E comportati così.

Puoi anche ispirarti a qualcuno che conosci e che ti pare un modello di sicurezza e atteggiamento positivo.

E poi magari scrivimi qui sotto in che modo rispetti o hai rispettato questi punti e quando, invece, hai fallito miseramente, così magari ti do qualche consiglio diretto in merito.

E poi, quando hai sistemato il tuo atteggiamento e vuoi passare a un metodo di studio che faccia davvero la differenza e si occupi di tutto il resto ti aspetto in Sistema ADC, il mio corso e community che ti trasformerà il metodo di studio all’insegna dell’eccellenza e dei risultati.

 

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