La fine dell’UMANITÀ – Io sono LEGGENDA

Siamo in estate, la sessione estiva attanaglia gli studenti, quella autunnale sta per farlo, e io sono appena uscito vivo (a malapena) da un periodo che definire frenetico sarebbe davvero un eufemismo… e allora, mentre mi mettevo al computer a scrivere il nuovo episodio di questa rubrica in cui consiglio libri, ho realizzato una cosa: sto leggendo troppo poco.

Sono rimasto risucchiato dalle cose da fare e questa rubrica è diventata più complessa perché non ho più abbastanza materiale nuovo di cui parlare. Farò allora in modo di sfruttare le meritate vacanze per leggere qualcosa di nuovo e di interessante di cui parlarvi, ma per oggi ho scelto un libro su cui, in realtà, ho già fatto un video due anni fa. Vi lascio il link qui se volete approfondire!

 

Un libro che, per una volta, non ha direttamente a che fare con la formazione e la divulgazione, ma è invece un ritorno per me alla pura narrativa e alla letteratura, ammesso che siano due cose diverse.

Un libro rapido da leggere ma capace di scavare nell’anima, perfetto per un’estate torrida che segue a eventi catastrofici che hanno cambiato il mondo. Un’estate in cui lo svago e l’intrattenimento sono importanti, certo, ma la riflessione su cosa siamo e cosa sia questa nostra società, lo è di più.

Il libro giusto per il 2021.

 

Già sapete di cosa parleremo, il titolo dell’articolo lo avete letto, ma lasciate che vi legga giusto due citazioni da niente sull’autore del libro, il Maestro Richard Matheson.

          

Scrive Ray Bradbury, l’autore di Fahrenheit 451: “Uno degli scrittori più importanti del XX secolo” 

Scrive Stephen King: “lo scrittore che mi ha influenzato più di ogni altro”.

 

Richard Matheson è un caposaldo fondamentale della cultura contemporanea e l’opera di cui vi parlo oggi è forse il suo lavoro più importante di sempre e vi trascinerà in un viaggio che non dimenticherete mai più.

Questo è 4 frasi per… Io sono Leggenda, di Richard Matheson.

 

 

“La sveglia non suonò perché aveva dimenticato di caricarla.”

 

Io sono leggenda è uno di quei libri di cui tutti conoscono la trama. O meglio, pensano di conoscerla.

Il concept è semplice e potente. C’è un uomo solo, l’ultimo uomo a sopravvivere sulla terra, chiuso in casa sua dopo una terribile pandemia. C’è un batterio, ci sono dei mostri, dei vampiri, che di notte lo assediano e di giorno se ne vanno, lasciando una città vuota e spettrale a sua disposizione.

Questo lo sanno tutti.

 

Ma le cose interessanti a proposito di questa storia sono due:

  • No, non è vero: anche sapendo questo voi non conoscete la trama di Io sono Leggenda se non lo avete letto. No, neanche se avete visto il film con Will Smith. Anzi, a maggior ragione se avete visto il film con Will Smith.
  • La trama di Io sono leggenda, intesa come la successione di eventi che si dipana in queste poco meno di 200 pagine, conta pochissimo. Se qualcuno che non sono io volesse spoilerarvela potrebbe farlo con due frasi. Forse tre.

 

Non è il cosa, con questo libro, è il come.

Lo stile concreto, asciutto, evocativo, diretto di Matheson è messo qui al servizio di un obiettivo semplicissimo: entrare nella mente, nel cuore, nei vestiti e nelle mani di una persona che si ritrova in una situazione impossibile anche solo da immaginare.

Una persona sola, non nel senso che non ha amici o famiglia, ma nel senso assoluto del termine. Una persona che è letteralmente l’ultima rimasta.

Eppure, Matheson è in grado fin dalla primissima pagina di farci provare quello che Robert Neville, il protagonista, sta provando, e per farlo si concentra su dettagli quotidiani, su oggetti, su azioni banali, come quella dello svegliarsi tardi e di soprassalto perché ci si è dimenticati di impostare la sveglia.

Ma qui, nel mondo di Io sono Leggenda, anche solo qualcosa di così piccolo e insignificante cambia di significato e diventa la finestra per entrare dentro a Neville e condividerne la lotta, la rabbia, l’ingegno, la frustrazione. La solitudine.

 

Direte voi, una riflessione totale sulla solitudine dopo una pandemia non mi pare proprio il tema appropriato per questi tempi e nemmeno per passarsi un’estate divertente… e in effetti no, questo libro non è divertente nel senso più classico del termine, non fa ridere. Ma se allarghiamo un po’ il campo nessuno può negare che sia un’opera che intrattiene e nel farlo, ci insegna anche qualcosa di più su di noi, sul fatto che non siamo fatti per stare da soli e, magari che dovremmo prenderci più cura gli uni degli altri.

 

 

“<<Che bravo cane>> disse intenerito. <<Bravo. Mi occuperò di te, adesso. Nessuno ti farà del male. Mi capisci, vero, amico? Certo, Certo. Sei il mio cane, vero?>>"

 

Ma non era un horror fantascientifico questo? Non c’erano i vampiri? Non c’era azione, paura e brivido?

Certo che ci sono. Ma le vere protagoniste di questo libro sono le emozioni di Robert, lo abbiamo detto, e questa frase che ho scelto per seconda è forse quella che più mi ha commosso in assoluto.

Robert parla con un cane che ha trovato e gli dice quello che forse vorrebbe che qualcuno dicesse a lui. Si occupa del suo nuovo amico con tutto sé stesso perché nessuno può occuparsi di lui. Trova uno scopo, una motivazione, una forza che pensava di non avere più, che pensava di aver affogato in troppe bottiglie di whiskey.

 

  

“Gli sfuggì un lamento mentre premeva a fondo l’acceleratore e la piccola giardinetta balzava in avanti, il contachilometri tremolava e poi saliva, toccando gli ottanta, i novanta, i cento. E se fossero stati già lì ad aspettarlo? Come avrebbe fatto ad entrare in casa?”

 

Non manca la frenesia, non manca il ritmo, non manca nemmeno la cattiveria, tutt’altro. Vi siete fatti l’idea di un libro noioso e lento?

Vi sbagliate ancora.

Il ritmo di Io sono leggenda è capace di passare da zero a 100 in quattro righe, ci si ritrova letteralmente tesi sul bordo della sedia mentre si scorrono le pagine, si divorano, per sapere cosa succederà, come andrà a finire, per sapere se davvero…

No, niente spoiler. Dovrete scoprirlo voi!

 

 

“Il cerchio è completo […] Io sono leggenda”

 

Questa frase, di cui taglio delle parti perché non voglio che nemmeno un centimetro di sorpresa sia rovinata, segna forse uno dei ribaltamenti più geniali della storia della narrativa degli ultimi decenni.

Improvvisamente, dopo che il libro è stato una certa cosa fin quasi alla fine, ne diventa un’altra e rivela un’intuizione, un’idea di mondo, una genialità davvero, sono costretto ad usare questa parola, di Matheson, che ha impattato e trasformato tutto ciò che è venuto dopo di lui.

Il respiro della storia, la sua portata, si amplia, Robert Neville capisce qualcosa di sé stesso e di quello che gli sta intorno che sgretola la sua realtà e noi capiamo qualcosa di più di come funzioniamo non solo come individui, ma come gruppo.

Il finale di questo libro è grandioso, indimenticabile, leggendario.

E merita di essere vissuto.

 

 

E allora, se cercate il romanzetto estivo per spegnere il cervello e dimenticarvi di averlo mai avuto guardate altrove, Robert Neville e Richard Matheson non hanno risatine e gridolini di paura facili da offrirvi.

Se cercate invece un libro che vi inchiodi alla prima superficie accessibile per sedersi e vi tenga con il fiato sospeso fino all’ultima parola, mentre al tempo stesso vi terrorizza, vi fa riflettere su di voi, sulla società, su quello che abbiamo passato nell’ultimo anno e più, allora non avete scampo. Questo è il libro per voi.

 

Fatemi sapere se lo avete letto, se lo leggerete e se vi piace che ogni tanto vi parli anche di romanzi e non solo di libri formativi o divulgativi!


 

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