Come IMPARARE una LINGUA STRANIERA (per davvero)

 

SCARICA QUI LA TABELLA ADC PER L'APPRENDIMENTO DELLE LINGUE

 

E quindi anche tu vuoi imparare una lingua straniera e non sai da dove cominciare… ci sono mille proposte, corsi, scuole, libri, metodi che ti promettono di insegnarti la lingua che hai scelto, che sia l’inglese, lo spagnolo, il tedesco o il cinese, in uno schiocco di dita.

Niente di male in tutto questo, per carità, il problema è che se ti manca una struttura, se non hai veramente idea di come studiare una nuova lingua e di quali principi sfruttare per rendere questo apprendimento rapido e duraturo, non andrai da nessuna parte.

Corsi o non corsi.

E tu potresti dire: ADC, ma chi sei tu per insegnarmi come imparare una lingua? Sei forse un poliglotta? No, in realtà, parlo piuttosto bene l’inglese ormai, ma non sono uno di quei famosi personaggi che parlano 60 lingue diverse e girano il mondo per mestiere.

Tuttavia, qualcosina credo proprio di saperne, tra i miei studi di linguistica, quelli sull’apprendimento e tutte le testimonianze di poliglotti ed esperti del settore in cui mi sono imbattuto.

E allora in questo articolo ti spiego tutti i principi fondamentali per imparare una nuova lingua.

 

Voglio cominciare facendoti tre nomi, di tre “hacker” dell’apprendimento delle lingue straniere a cui negli anni mi sono ispirato e che offrono spunti interessanti: il primo è sempre lui, un po’ il punto di riferimento di tutti gli “speed learner” mondiali: Tim Ferris, l’imprenditore, scrittore, sperimentatore che ha imparato di tutto in vita sua, comprese diverse lingue.

Il secondo è Benny Lewis, un ragazzo giramondo che ha fatto dell’imparare le lingue rapidamente il suo hobby prima, il suo lavoro poi.

E infine Steve Kauffman, il poliglotta, uno studioso notevole e un vero punto di riferimento sull’argomento.

Ognuno di questi 3 ha contribuito a portare l’attenzione su un diverso principio dell’apprendimento linguistico efficace.

Oh, sia chiaro, non è che li abbiano inventati questi principi eh, li hanno solo popolarizzati, ci sono fior fiore di studi scientifici in materia.

In ogni caso, basta premesse partiamo coi…

 

PRINCIPI FONDAMENTALI

Sono 4 i principi cardine su cui basare l’apprendimento linguistico, sempre che ti interessi farlo bene e rapidamente, ognuno di questi lo riprendiamo direttamente da uno dei tre “hacker” di cui sopra, più un quarto regalatoci nientepopodimenochè da un altro personaggione, ne parliamo fra un minuto.

Descriverò questi 4 principi, e poi ti darò un’idea precisa di come concretizzarli e portare avanti lo studio.

 

  • Dunque, il primo principio cardine è quello dell’immersione ed è al cuore dell’insegnamento di Steve Kauffman. Immersione vuol dire che il metodo più rapido, sicuro e duraturo per imparare una lingua è circondarsi di essa, immergersi in essa in ogni aspetto della nostra vita: guardare, parlare, ascoltare, respirare la nuova lingua e, perché no, la nuova cultura. È emblematica in tal senso una delle frasi celebri di Kauffman: “più che imparare le lingue, ci si abitua ad esse”. Non imparerai mai a parlare in modo fluente se non fai lo sforzo di uscire dalla tua comoda zona di comfort linguistico per saltare nella piscina con gli squali. O nuoti… o nuoti.

 

  • Questo si collega direttamente col secondo principio, che ci viene raccontato da Benny Lewis: senza sforzo comunicativo non esiste apprendimento linguistico. Ha del tutto senso, se ci pensi: che cos’è una lingua? È una serie di convenzioni con l’obiettivo di comunicare. È una concretizzazione specifica e ristretta temporalmente e geograficamente della facoltà umana del linguaggio. E’ uno strumento, un attrezzo, un utensile mentale. Non hai alcun modo di farlo davvero tuo se non lo usi. Benny Lewis porta all’estremo questo principio e arriva a consigliare di sforzarsi di comunicare nella nuova lingua fin dal giorno 1, prima ancora di conoscere una sola parola. Non arriverei a questo estremismo, ma il concetto regge. Non appena possiedi sufficienti vocaboli da indicare a una persona un bicchiere e dire “io sete acqua grazie” dovresti farlo. Comunicare, comunicare, comunicare, dal primo momento all’ultimo, lungo tutto il tuo percorso di studio della nuova lingua.

 

  • Il terzo principio ci è regalato da Tim Ferris, ed è quello della decostruzione e messa in sequenza degli elementi grammaticali. Cosa vuol dire? Bè, significa estrarre dall’enorme corpus della lingua che dobbiamo imparare per prima cosa le semplici regole che ci consentono di creare le strutture sintattiche più elementari: le frasi semplici, interrogative, negative, i tempi verbali principali ecc., per poi procedere nello studio della grammatica in una progressione basata sulla frequenza di utilizzo: dalla regola più utilizzata a quella più rara. Banale, forse, eppure del tutto ignorata come idea.

 

  • Infine, il quarto principio fondamentale ce lo regala quel barbuto buontempone di Herman Ebbinghaus, il papà di tutti gli scienziati studiosi della memoria, il primo a rendersi conto dell’importanza fondamentale del tempo e della ripetizione per il consolidamento dei ricordi. E il principio è sempre quello, ne abbiamo parlato tante volte col metodo di studio: lo spacing. C’è bisogno di tempo per consolidare una lingua e di ripetizioni distribuite e organizzate. Molto meglio mezz’ora ogni giorno che tre ore e mezza una sola volta alla settimana. Se non sei pronto a dedicare almeno qualche ritaglio di tempo al giorno per la nuova lingua puoi anche mettertela via: sarà un processo lungo, faticoso e frustrante. La lingua va frequentata ogni giorno, punto, altrimenti siamo destinati a fallire.

 

Questi sono i 4 punti cardinali che dovrebbero guidare il tuo studio di una lingua straniera… Noti qualcosa?

Sì, esatto, nessuno di questi viene applicato a scuola, e indovina un po’ perché l’Italia è agli ultimi posti in Europa per conoscenza dell’inglese e i ragazzi escono da scuola che a malapena sanno dire “de cat is on de teibol”?

Immersione? Ma quando mai, con eccezione di qualche insegnante illuminato nessuno fa leggere in inglese con continuità, in Italia non esiste la cultura dei film in lingua originale, e nell’ambiente scolastico, con eccezione ovviamente delle scuole inglesi, certo non si incoraggiano i ragazzi a sfruttare continuamente la nuova lingua. E infatti, quando i giovani imparano l’inglese lo fanno con YouTube o i videogiochi. Triste ma vero.

Sforzo comunicativo? Per favore. A scuola gli insegnanti di inglese parlano in italiano e sono rarissime le esercitazioni improntate sul dialogo e inesistenti gli esercizi propedeutici alla conversazione libera.

Decostruzione grammaticale? Ma li hai visti i libri che si usano a scuola? Aprite a pagina 27 oggi parliamo del past perfect... zzz zzz zzz

Spacing? Ma se si fa lezione di inglese 2-3 volte la settimana e per il resto del tempo ce se ne dimentica del tutto.

Ecco qua, svelato l’arcano, ora sai perché a scuola non impariamo a parlare l’inglese… e hai un perfetto esempio negativo di cosa non devi fare!

A questo punto passiamo a come si studia nel concreto, e ti introduco la tabella ADC per imparare le lingue straniere…

FASI DI APPRENDIMENTO

Parliamo ora per un secondo delle tre fasi dell’apprendimento linguistico, ma attenzione: non sono in ordine cronologico, sono tre aspetti diversi dello studio delle lingue che andrebbero portati avanti insieme, alternati e mescolati gli uni con gli altri. Lo scopo della suddivisione è da un lato didattico, per spiegarli più facilmente, dall'altro per poter riconoscere i diversi esercizi da svolgere e che ruolo svolgono nel puzzle dell’imparare una lingua.

 

  • La prima fase da descrivere è lo studio vero e proprio, ovvero l’imparare e il memorizzare gli elementi della lingua in modo sistematico e sequenziale. È la parte dell’apprendimento linguistico più simile al normale studio scolastico o universitario;

 

  • La seconda fase è l’assorbimento, ovvero il momento in cui si riceve la nuova lingua, ci si abitua ad essa e la si interiorizza, variando stimoli il più possibile e rimanendo focalizzati. Ricordati infatti che l’assorbimento e l’ascolto passivo esiste, ma può fare soltanto da contorno e completamento, è sempre con il lavoro attivo e consapevole che si costruiscono i ricordi più duraturi e le competenze più efficaci;

 

  • E poi la produzione, la fase in cui si tira fuori quanto si è imparato, ci si mette alla prova (seguendo anche il classico principio del testing) e si usa concretamente la lingua stessa.

 

Ogni area di competenza della lingua dovrà portare avanti queste tre fasi, alternarle, come dicevo prima e concretizzarle in esercizi diversi.

A questo punto passiamo a descrivere le cinque…

 

AREE DI COMPETENZA LINGUISTICA

 

  • La prima è semplice, il vocabolario, le parole, che costituiscono un po’ la base da cui partire per potersi buttare subito nella mischia. Fondamentale da tenere presente per questo aspetto sono le tecniche di memoria per la memorizzazione dei vocaboli, che ti consentiranno rapidamente di acquisire un vocabolario di base sufficiente a sostenere le prime conversazioni. Se non sai come applicarle recupera questo mio video e resta pronto per Mnemonica, il videocorso che sto realizzando con Andrea Muzii e Vanni De Luca che coprirà tutte le mnemotecniche esistenti, compresa questa.

 

  • Grammatica, questa è la seconda area e c’è poco da spiegare. La grammatica è un po’ una serie di regolette aride, è la parte più pallosa. Tieni presente la decostruzione e messa in sequenza degli elementi che abbiamo preso da Tim Ferris e tieniti pronto a schematizzare, perché ce ne sarà bisogno. Come dici? Non sai come schematizzare alla perfezione ? E allora fiondati su Conquistare il Foglio, il mio videocorso fatto apposta per questo. 

 

  • Terza area l’oralità, lo speaking, comprese le frasi-chiave, i modi di dire, le espressioni idiomatiche e via dicendo. Ti ho già parlato dell’importanza dello sforzo comunicativo e quindi del mettere in pratica la lingua, non serve dire altro.

 

  • Quarta area la comunicazione scritta, scrittura e lettura, spesso vera croce di chiunque sia alle prime armi con una lingua straniera, è forse meno importante quando il nostro scopo è semplicemente quello di sopravvivere in un altro paese, ma se abbiamo mire più elevate, come lavorare o studiare in un’altra lingua, risulta fondamentale. È in quest’area che si concentreranno i nostri sforzi riguardo alla correttezza espositiva e l’applicazione pedisseque delle regole grammaticali imparate.

 

  • Quinta area l’alfabeto o la grafia, insomma i segni linguistici impiegati dalla lingua. Che se sei fortunato ed è una lingua che si basa sull’alfabeto latino va tutto bene, ma se così non è… disastro.

 

L’incrocio fra queste cinque aree di competenza linguistica e le tre fasi di apprendimento che abbiamo visto ci restituisce 15 tipologie di attività ed esercizi che, alternati, mescolati e portati avanti in modo costante basandosi sui principi che ti ho spiegato a inizio video, ti consentiranno di imparare bene e in relativo poco tempo.

Non mi metto a descrivere tutti e 15 gli incroci che sennò questo video viene lungo 35 minuti, c’è la tabella apposta per questo.

Ultimo argomento da trattare sono gli…

 

STRUMENTI

Che cosa ci serve per imparare una lingua? Per prima cosa ci sono quelli che definisco “strumenti fondamentali”, materiali imprescindibili di cui non puoi in nessun modo fare a meno. Sono anch’essi in relazione con le 5 aree di competenza linguistica che ho descritto, e anche quelli te li ho messi nella tabella che adesso anche basta mi sono stufato di vederla, via.

 

  • Per quanto riguarda i vocaboli gli strumenti fondamentali sono tre: per prima cosa un bel dizionario, che serve sempre, ormai ci sono anche in forma di app quindi non devi nemmeno far fatica di portarti in giro il tomo da settemila pagine impreziosito dalle incrostazioni di lacrime di giovane liceale disperato. Dopodiché una lista dei 1000 vocaboli più comuni della lingua, da cui procedere con la memorizzazione tramite mnemotecniche, si trovano online per qualsiasi lingua con una Googlata rapida. Infine, possono tornare comode le liste di vocaboli specifiche per occasione, tipo “ristorante” e giù tutti i vocaboli pertinenti a quel contesto. Fanno comodo se si vogliono fare simulazioni di situazioni di vita reale.

 

  • Per la grammatica non vi serve altro che un bel libro chiaro, schematico, con esercizi a non finire a magari anche le soluzioni.

 

  • Per la comunicazione orale la cosa si fa un pelo più complessa, perché oltre che materiale audiovisivo in lingua, film, canzoni, serie tv ecc, che nel mondo di internet si trovano con facilità, hai bisogno anche di un o una madrelingua, o comunque qualcuno di estremamente competente o fluente con cui comunicare ed esercitarvi. Non si scappa. Nulla funzionerà se ti manca questo elemento. Non si imparano le lingue senza parlarle con chi le possiede dalla nascita o a un livello paragonabile. Punto.

 

  • Per la comunicazione scritta invece bastano libri in lingua originale.

 

  • Per la grafia tabelle coi diversi tipi di segni e alfabeti.

 

Dopodichè ci sono gli strumenti ausiliari, come ad esempio le app per smartphone, fenomenali per sfruttare i ritagli di tempo anche tramite i principi di gamification e concretizzare il principio dello spacing. Io ne consiglio 4: Duolingo, Babbel, LingQ e Memrise provale tutte e poi scegli quella che ti piace di più.

E poi puoi sfruttare i video didattici su internet, da affiancare ai libri per lo studio grammaticale, e magari gruppi e community online in cui fare ulteriore pratica, confrontarti e condividere le tue difficoltà.

 

CONCLUSIONE

Questo è quanto e lo so, è un bel puzzle con tanti pezzi da mettere insieme, del resto se fosse semplice chiunque conoscerebbe 12 lingue, ma ora hai quantomeno un’idea di tutti gli elementi in gioco, conosci i principi fondamentali e sai come muoverti per individuare le aree di competenza, le fasi dell’apprendimento e i diversi tipi di attività ed esercizi da alternare.

 

Non hai più scuse, non ti resta che scaricare la maledettissima tabella, stampartela, appendertela davanti sulla scrivania a mò di santino e poi metterti al lavoro.

 

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