Come creare e sfruttare MODELLI MENTALI

Quando ragioniamo, quando pensiamo, quando prendiamo decisioni, quando risolviamo problemi, quando navighiamo la vita in ogni suo aspetto, specialmente in quelli più complessi e che richiedono l’intervento della razionalità, facciamo affidamento sulla nostra mente e sulle sue straordinarie capacità.

Non solo, ma nel corso del tempo cominciamo a notare dei pattern che si ripetono, dei principi che si possono applicare in più campi, dei parallelismi, delle strutture, delle regole, delle scorciatoie di pensiero, delle euristiche, e un po’alla volta cominciamo a costruire una nostra personale cassetta degli attrezzi che, col tempo, diventa sempre più raffinata e completa, rendendoci non tanto più intelligenti, quanto più saggi e più capaci di applicare la nostra intelligenza per ottenere i risultati che desideriamo.

Se ampliamo il campo, potremmo dire che anche i detti popolari, i proverbi, ma anche i grandi lavori letterari e scientifici sono un modo per condensare queste idee e trasferirle ad altre persone, in altri luoghi, in altri tempi.

Le migliori di queste idee, le più potenti, le più utili, le più geniali, le più universali, le più consolidate si guadagnano il diritto di venire chiamate “modelli mentali”.

La saggezza combinata delle scienze, della logica, dell’economia, della psicologia al nostro servizio, per renderci migliori, come se fossero dei nuovi programmi, dei nuovi protocolli da installare dentro di noi.

 

Il libro di cui vi parlo oggi cerca di regalarci proprio questo. Ci riuscirà?

Questo è 4 frasi per… Mental models, di Peter Hollins.

 

 

 

“Senza un modello mentale, potresti vedere solo un assortimento di linee disposte in modo casuale. Ma con un modello mentale applicabile al contesto, è come ricevere una mappa del significato di quelle linee. Ora sai interpretare correttamente le informazioni e prendere delle decisioni informate.”

 

Peter Hollins è uno psicologo, scrittore, autoproclamato lifelong learner e, mentre leggevo questo suo libro… sono rimasto perplesso.

Perplesso? Ma è una cosa negativa? Sta forse per arrivare una recensione negativa e una demolizione totale?

No, tranquilli, questa volta no!

Questo libro mi ha lasciato perplesso perché mi è piaciuto molto, mi ha aperto un mondo in un certo senso, l’ho trovato utilissimo e lo consiglierei tantissimo, tant’è che sono qui a farlo. Ma al tempo stesso non mi ha convinto fino in fondo, mi ha lasciato una sensazione… come se mancasse qualcosa. Ne riparliamo tra un attimo, portate pazienza, stavolta dovete rimanere fino alla fine dell’articolo!

 

Torniamo indietro e partiamo dalla scrittura: niente di speciale, ma quantomeno non si perde in chiacchiere e va dritto al punto. Ha il pregio (perché in questo contesto, a mio avviso, è un pregio), di non mettere mai la ricerca della bellezza della frase davanti al desiderio di trasmettere informazioni.

Questo libro, questo autore, questa scrittura, sa cosa vuole e cosa non vuole.

Di sicuro non vuole vincere il Nobel per la letteratura, poco ma sicuro, ma vuole invece insegnare strumenti pratici applicabili nella vita di tutti i giorni e farlo in modo rapido e sintetico, senza troppe pretese.

E allora il libro non è né più né meno che una raccolta di ben 33 modelli mentali da applicare a varie situazioni (molto varie), desunti dal lavoro e dal pensiero di personaggi di successo, imprenditori, filosofi e chi più ne ha più ne metta. Spiegati in modo semplice e diretto. Uno dietro l’altro.

Bello grande il font, ben paragrafata la scrittura, tutto sembra gridareehi, io ce la sto mettendo tutta per venirti incontro, ora vedi di imparare qualcosina”.

Si sprecano le citazioni e le storielle per “ambientare” il modello mentale e dargli un contesto di riferimento. L’inglese è semplice e può leggerlo chiunque, anche chi non ha tutta questa dimestichezza con la lingua.

E ora sicuramente vi avrò dato l’impressione che il libro mi abbia lasciato freddino, e invece ha acceso in me un fuoco. Ma anche su questo ci ritorniamo fra un secondo.
E lo so, questa recensione è venuta un poco strana, ma portate pazienza, avrà tutto senso fra poco!

 

 

 

“L’errore è pensare che importante e urgente siano sinonimi e non capire l’abisso di differenza che c’è fra i due termini e come dovresti gestire le tue priorità.

Distinguere tra i due è un passaggio chiave per abbassare l’ansia, bloccare la procrastinazione, assicurarti di star agendo in modo ottimizzato.”

 

Il primo modello mentale che il libro mi ha sbattuto in faccia, a pagina 20: occuparsi di ciò che è importante, ignorare ciò che è urgente (è un po’ più complesso di così in realtà, ma la frase a effetto mi piaceva).

Sbam, con tanto di diagrammino della matrice di Eisenhower per assegnare le priorità.

 

 

E io mi sono sentito un idiota, perché io questa cosa l’avevo già sentita, la matrice di Eisenhower già vista, nulla di tutto questo mi giungeva nuovo. Però, sono stato colpevole di non usare mai questo concetto, sono stato colpevole proprio di farmi prendere dalle cose urgenti e correre dietro a un’urgenza dopo l’altra invece di focalizzarmi su ciò che avrebbe fatto la differenza.

Forse il punto è proprio che queste idee, questi modelli mentali, o quantomeno alcuni di essi, sono le classiche cose che si sanno in teoria ma non si applicano in pratica.

Continuiamo a sbagliare e a tentare di imparare dai nostri errori quando potremmo imparare dagli errori e dai successi di chi è venuto prima di noi e muoverci dritti verso i nostri obiettivi.

 

Ed ecco che allora diventa chiaro il valore di un libro come questo, anzi, i valori, perché sono 3:

  • Ricordarci di cose che già sappiamo ma non applichiamo e insegnarcene altre a cui saremmo potuti arrivare da soli magari, ma in molto tempo, con molta fatica, dopo molti sbagli e con una dose copiosa di autoriflessione e consapevolezza che non tutti hanno;

 

  • Sistematizzarle, renderle chiare, spiegarle in modo pratico così che non restino nel reame della teoria ma diventino pratica mentale quotidiana;

 

  • Fungere da archivio, da raccolta, da vademecum, da catalogo, da enciclopedia su cui possiamo tornare ogni volta che ci perdiamo per strada uno di questi preziosi

Vi sembra poco? A me no, a me sembra tantissimo!

E allora ecco spiegato, nonostante i limiti di questo libro, il fuoco che ha acceso dentro di me, il fuoco di averne ancora, di imparare più strumenti utili e di ottimizzare ancora di più il mio modo di ragionare, perché con ogni modello mentale sentivo distintamente la mia mente fare un piccolo, ma definito, salto di qualità.

E questo fuoco è anche l’altra faccia della medaglia di quella sensazione di perplessità, di come se mancasse qualcosa, di cui abbiamo detto all’inizio.

Sì, perché nel libro ho trovato tantissimi modelli mentali utili, alcuni meno utili su cui mi sono soffermato poco, ma non ne ho trovati altri che personalmente ritengo fondamentali.

E che mi sono mancati.

In particolare, non ho trovato, o non li ho trovati approfonditi come avrei voluto, quei modelli mentali che derivano dalle grandi teorie scientifiche.

Vi ho già raccontato nel mio articolo sul Gene Egoista di Dawkins di come le idee dell’evoluzionismo mi abbiano fornito nuovi strumenti di ragionamento per interpretare il tempo, il caso, la natura e mi abbiano fatto appassionare al tema della scienza.
Mentre leggevo Mental Models di Hollins ho cominciato a domandarmi se non ci fosse qualcos’altro, qualcosa di più, qualcosa di meglio anche, qualcosa che completasse questa mia immersione nei modelli mentali e la portasse a un altro livello. Ed è allora che ho trovato... 

Eh sì, ho barato, questa non è solo una recensione del libro di Peter Hollins, ma anche dei primi due volumi di The Great Mental Models. Parliamo di loro adesso!

 

 

 

“Le idee semplici hanno un grande valore, perché possono aiutarci a prevenire problemi complessi”

 

Ho scoperto da pochissimo Shane Parrish e il suo progetto, Farnam Street, un sito, blog, community, casa editrice, podcast ed ente di formazione con lo scopo di trasmettere conoscenze e idee interessanti, vi lascio il link qui, che già ne sono affascinato!

Con questi due volumi il buon Shane ha deciso di condensare i modelli mentali più importanti, più fondanti, e metterli su carta.

Simile a quanto fatto da Hollins, direte voi. In un certo senso sì, e infatti i due progetti procedono in parallelo e ve ne ho voluto parlare insieme, ma qui si è fatta una scelta diversa.
Dove il libro di Hollins voleva essere un archivio, una raccolta rapida di una marea di consigli, i libri di Shane sono invece una raffinata disamina di idee, molto più curata da ogni punto di vista, a partire dalla qualità di questi volumi che è francamente straordinaria.

La copertina rigida, la carta, le illustrazioni, l’impaginazione, questi divisori rossi tra i vari capitoli leggermente più corti delle pagine… io i libri con questi dettagli li amo, sono il genere di oggetto che fa dire ai boomer che gli ebook non sostituiranno mai il cartaceo. E sapete che c’è? C’hanno ragione loro e io sono ufficialmente un boomer… ahh, il profumo della carta!
E poi la scrittura è molto più curata e ogni idea è affrontata con grande dettaglio, cura e rispetto. Meraviglioso.

Il primo volume è dedicato ai modelli generali, alcuni dei quali si ritrovano anche nel libro di Hollins, quelli più legati alle decisioni e al pensiero razionale.

Il secondo volume invece…

 

 

 

“Il nostro scopo è mostrarti come usare questi modelli per svelare la funzione delle forze in gioco nella nostra vita. Quando un problema sembra troppo complesso o un comportamento troppo misterioso, questi modelli ti daranno uno sguardo nel ‘perché’”

 

Sognavo questa cosa da una vita. Il secondo volume è dedicato proprio ai grandi modelli mentali desunti dalla scienza, in particolare dalla fisica, dalla chimica e dalla biologia.

Questo è quello che davvero mi mancava, è ciò che ho sperimentato quella volta con il libro di Dawkins senza saperlo, un nuovo modo di guardare al mondo tramite la lente di pensieri scientifici frutto delle più grandi menti dell’umanità.

Qui si entra in concetti complessi, il librone è ben più spesso e denso, ma sempre spiegato benissimo.

Non ho ancora finito di leggerlo in realtà, ma entrambi questi volumi me li sto gustando poco alla volta, un’idea alla volta, perché voglio veramente assaporare e fare miei questi modelli mentali e osservare l’influsso che possono avere su di me.

E il meglio è che sul sito di Farnam street, parlano di altri due volumi, il terzo e il quarto, che dovrebbero contenere modelli mentali del pensiero sistemico, di matematica e statistica, di economia, dell’arte militare e della psicologia. 

Sono come un bambino nel negozio di caramelle e ho la carta di credito che scalpita nel portafoglio. Li voglio ora. Li voglio ieri!

 

 

Il tema dei modelli mentali è la mia scoperta del 2021, senza alcun dubbio. Ne avevo sentito parlare ma non mi ci ero mai buttato e ora sento e so che giocherà un ruolo fondamentale nel resto della mia vita.

Mental Models di Peter Hollins è il modo perfetto per cominciare ad averci a che fare, la serie The Great Mental Models di Farnam Street è il pezzo da 90, l’opera da collezione oltre che di formazione, che non può mancarvi se trovate affascinante questo tema anche solo la metà di me.

So che questo articolo non è stato fra i miei più lineari e ben organizzati, l’ho scritto tutto d’un fiato, a caldo sull’onda dell’entusiasmo… portate pazienza e fatemi sapere cosa ne pensate, se avete letto o leggerete questi libri!

 

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The Great Mental Models, Vol.1: https://amzn.to/3zeaKQF

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