NEURALINK: ELON MUSK metterà la tua mente in un COMPUTER?

 

La fantascienza è sempre stata il genere di narrativa che più mi ha affascinato: libri, fumetti, film, videogiochi, scuse per teletrasportarsi in un mondo futuristico dominato da schermi, ologrammi, astronavi e laser.

Ma quella fantascienza che mi faceva sognare da ragazzino assomiglia sempre di più alla realtà che viviamo ogni giorno: computer che stanno in una mano, collegamenti iper-veloci, macchine ed elettrodomestici intelligenti, telecamere, droni, satelliti, un flusso di informazioni costante in tempo reale da tutto il mondo, razzi sparati nello spazio…

Il futuro è già oggi ed ecco che allora la nuova frontiera dell’innovazione sembra spostarsi da fuori a dentro di noi. C’è chi pensa che il futuro della specie umana sia fatto di una progressiva integrazione fra noi e le macchine, una modifica del concetto stesso di uomo come lo abbiamo conosciuto finora.

In prima fila, ovviamente, siede Elon Musk, il genio miliardario.

Elon Musk domina la scena tecnologica, e con Neuralink, la sua startup di ingegneria neurale, vuole letteralmente entrare nelle nostre teste. Per fare cosa? E cosa ha presentato qualche settimana fa di tanto rivoluzionario?

Ne parliamo in questo articolo.

 

CHI È ELON MUSK

Non perderò tempo a riassumervi chi sia Elon Musk, questo un po’ folle Leonardo da Vinci dei nostri tempi.

                                              

Ho anche scritto un altro articolo su di lui e i suoi segreti di apprendimento, se vi interessa andate a recuperarlo.

Per cui passiamo direttamente a Neuralink e ai suoi obiettivi!

 

QUANDO NASCE NEURALINK E PERCHÈ

Neuralink viene fondata da Musk insieme a Max Hodak, l’attuale presidente, nel luglio del 2016, poco più di 4 anni fa, ad oggi ha ricevuto quasi 200 milioni di dollari di finanziamenti, più della metà dei quali da parte di Musk stesso e conta un centinaio di dipendenti.

Fin dal principio l’obiettivo che si è prefissata è stato uno e uno soltanto: creare un’interfaccia diretta a banda larga fra il cervello umano e i computer.

E la parola chiave qui è proprio banda larga, perché, che ci piaccia oppure no, noi siamo già interconnessi con i nostri computer, ne siamo già così dipendenti sia come società che come individui da essere quasi considerabili una cosa sola.

Siamo già, in qualche modo, dei Cyborg.

Potreste davvero lavorare, comunicare, viaggiare, studiare, giocare, vivere, senza dipendere da almeno un computer? Pensateci bene.

Non solo, sono già decenni che i computer diventano sempre più piccoli, sempre più vicini, sempre più… personali. È stato proprio il PC, il “personal computer” a iniziare questa rivoluzione e oggi abbiamo nelle nostre tasche, nelle nostre mani, sui nostri polsi computer in cui custodiamo parti della nostra vita privata intime e indispensabili. La tecnologia digitale si è avvicinata all’uomo fino ad arrivare alla sua pelle.

La nostra interfaccia, però, è sempre uno schermo di qualche tipo ed è limitata da un lato dalla velocità dei dispositivi che utilizziamo, dall’altra dalla capacità dei nostri sensi di processare le informazioni.

L’idea di Musk è proprio di superare questi limiti, aggirare il filtro dei sensi e degli schermi e far comunicare direttamente il cervello con il computer, raggiungendo una velocità di scambio di dati impressionante.

 

LE DUE FASI

Neuralink, realizzando questo collegamento, ha due obiettivi, due “fasi”, se volete. La prima fase è medica, e non è un caso infatti che la società, con sede a San Francisco, si definisca proprio una startup di ingegneria medica e punti tutto su questa definizione e su questo obiettivo.

Il collegamento neurale col computer permetterà, secondo i neuroscienziati di Neuralink, di curare condizioni neurologiche gravi come l’Alzheimer o il Parkinson, di restituire la vista a chi l’ha persa, di curare la paralisi, la sordità, i disturbi di memoria, prevenire e curare gli ictus.

E questa è una prospettiva su cui tutti, davvero tutti credo, non possono che essere entusiasti.

Ma allora perché Neuralink fa così discutere, fa così paura, è così al centro di teorie del complotto, polemiche e incubi? 

Per la fase 2.

Sì, perché curare le patologie neurologiche è solo il primo passo. Un collegamento diretto con il computer permetterebbe, col tempo, di comunicare a distanza simulando una sorta di telepatia, di espandere la propria memoria e capacità di apprendimento, di incrementare l’intelligenza e di, alla fine di tutto, sfumare i confini fra la macchina e l’essere umano, se non eliminarli del tutto.

Neuralink è il tentativo di Elon Musk di superare i limiti della biologia in pieno paradigma transumanista e di arrivare a una vera e propria simbiosi tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale. 

E questo sì che, almeno ad alcuni, fa davvero paura. Ma sull’aspetto “etico” e futuristico mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate voi, magari scrivetemelo e scriverò un articolo in cui parlo proprio di transumanesimo e dei miei pensieri a riguardo, confrontati coi vostri, dovrebbe essere interessante!

Torniamo con i piedi per terra però, oltre alle belle parole, che cosa ha davvero realizzato Neuralink finora?

 

I FATTI

Partiamo col dire che, al momento, non si può comprare nulla da Neuralink, è tutto ancora in fase di sperimentazione e lontano dall’essere pronto per il mercato o per l’applicazione sugli umani.

Volendo banalizzare, Neuralink sta progettando e testando una tecnologia per praticare un foro nel cranio di qualche cm di diametro, pressappoco come una moneta da 2 euro o poco più, attraverso il quale collegare migliaia di elettrodi, cavi sottilissimi e flessibili, con un diametro di pochi nanometri a gruppi di neuroni o persino a singoli neuroni.

Per il momento, la tecnologia disponibile non riesce ancora ad arrivare al singolo neurone, ma si progredisce rapidamente.

Questi elettrodi sarebbero poi collegati a un piccolo dispositivo a forma di disco posto fuori dalla scatola cranica a mò di tappo del foro, in grado di connettersi wireless a un computer con uno scambio di dati a banda larga.

Il tutto sarebbe applicato da una specie di braccio robotico iper-preciso, programmato per evitare qualunque vaso sanguigno e garantire la sicurezza totale dell’operazione. Niente chirurghi, niente errore umano, niente dolore, niente effetti collaterali. Si spera.

Una vera e propria porta per la mente, capace di permettere la registrazione dell’attività e la stimolazione dei neuroni. È così che, ad esempio, si potrebbe superare la paralisi, che di fatto è un mancato collegamento tra le strutture cerebrali che regolano il movimento e una parte specifica del corpo. Lavorare a livello dei singoli neuroni avrebbe potenzialità infinite.

Questa è l’idea, ma a che punto siamo? 

Qualche settimana fa Elon Musk ha sollevato un polverone incredibile annunciando una dimostrazione a sorpresa della tecnologia Neuralink. Che cosa ha mostrato?

Un… maiale. 

Sì, un maiale, il primo animale a cui è stato impiantato il dispositivo Neuralink.

Così il mondo è venuto a conoscenza del fatto che, ovviamente, come qualunque azienda in campo medico, Neuralink sperimenta sugli animali e quindi è arrivata una bella tonnellata di controversia animalista. 

Lasciando perdere la questione sulla sperimentazione animale sennò finisco nei guai pure io, quello che Musk ha dimostrato è stata la capacità del dispositivo impiantato nel cranio del suino di registrarne l’attività cerebrale, addirittura facendo ascoltare in diretta i suoni provocati dagli impulsi elettrici del cervello.

In agosto Neuralink ha ricevuto l’approvazione dall’FDA come dispositivo all’avanguardia per essere testato su un numero ristretto di pazienti umani. Su questo, però, non abbiamo ancora notizie e l’azienda continua a portare avanti le sue ricerche con un alone di mistero e opacità che a tanti non convince.

 

LE CRITICHE

E arriviamo quindi alle critiche, alle controversie, la prima delle quali è proprio la questione dell’opacità e della segretezza. C’è chi dice che Neuralink non sia altro che un giocattolino di Musk per fare marketing e che oltre al fumo, ci sia ben poco arrosto, che siamo lontani decenni dal realizzare davvero un prodotto di questo tipo e che l’intero gruppo dirigente dell’azienda non abbia la minima idea di come e quando produrre qualcosa di davvero rivoluzionario.

C’è da dire, però, che lo dicono di tutte le iniziative di Musk. Lo dicevano di Space X, prima che realizzasse davvero dei razzi riutilizzabili e firmasse accordi con la NASA. Lo dicevano di Tesla, prima che le auto elettriche invadessero le strade di mezzo mondo.

Questo non per screditare del tutto questa critica eh, che Musk sia abituato alle sparate grandiose e venda la pelle dell’orso prima di averlo catturato è un fatto noto e indiscutibile. Il fatto è che poi, spesso, l’orso lo cattura davvero. Vedremo.

La seconda critica è in realtà molto semplice ed è quella che dice che, anche se Neuralink dovesse davvero riuscire a realizzare quello che promette, nessuno si farebbe mai impiantare un dispositivo del genere nel cranio. Io, su questo, non sono d’accordo per nulla. Che oltre agli entusiasti transumanisti credo proprio che disabili e affetti da malattie neurologiche degenerative gradirebbero una chance di tornare alla salute. E una volta che la tecnologia si fosse dimostrata sicura… per quanto mi riguarda è solo questione di tempo prima che il grande pubblico si abitui.

La terza critica è quella di cui abbiamo già discusso prima, quella etica, quella ideologica, quella contraria al concetto stesso di fusione uomo-macchina.

La quarta e ultima critica è in realtà un insieme di critiche, e sono quelle tecniche che vengono da altri esperti del settore che non condividono, in parte o del tutto, l’approccio dell’inserzione degli elettrodi ecc. Ho provato, dico davvero, a trovare il modo di semplificare quelle critiche ma vanno davvero oltre la portata di quello che posso comprendere e divulgare, ci vorrebbe una comprensione della medicina, della chirurgia, della neurologia e dell’ingegneria che non posso certo fingere.

Per ora, questo è tutto: bracci robotici fora-cranio, maiali connessi al computer wireless, elettrodi, un portavoce ricco, famoso, carismatico, vagamente incline al carattere di un supercattivo di James Bond e una promessa fantascientifica.

Riuscirà Elon Musk a entrare nelle nostre menti e portarle al prossimo livello di evoluzione? Fatemi sapere cosa ne pensate!

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