5 PASSIONI che mi hanno CAMBIATO la VITA

Qualche volta a cambiare la nostra vita in meglio e a portarla su una nuova strada sono gli studi che facciamo, altre volte sono le persone che incontriamo o le scelte lavorative o il luogo in cui ci spostiamo.

Altre volte sono gli hobby, le passioni, quei momenti della nostra giornata in cui ci diamo il permesso di inseguire semplicemente quello che ci interessa senza altri doppi fini.

Gli hobby, le passioni, possono cambiare la vita!

Io sono da sempre una persona incostante, che impazzisce per un hobby per un po’ e vi si immerge completamente e poi, quando ne ha tratto tutti gli insegnamenti e la soddisfazione che poteva, passa al prossimo.

E allora oggi vi racconto delle 6 passioni che mi hanno cambiato la vita per davvero… e di come lo hanno fatto.

 

Qualche giorno fa il buon Dario, che sa che in questo periodo sono iper-incasinato tra il mandare avanti il canale YouTube, i millemila progetti imprenditoriali, l’apertura della mia s.r.l., i nuovi corsi in arrivo e tutto il resto, e mi vuole bene, mi ha mandato questo link a un video di Ali Abdaal, proponendomi di farne una mia versione, che avrebbe potuto essere rapida da scrivere (ne ho bisogno, visto che ho a malapena tempo di respirare) ma al tempo stesso interessante per voi che leggete.

O, almeno, Dario avrebbe scritto così se soltanto non fosse un gretto materialista sintetico. E quindi in realtà ha scritto…

In ogni caso, il video di Ali mi è piaciuto molto, ho accolto l’idea di Dario e allora eccoci qui!

(Io però di hobby ne ho messi 5, uno in più, alla faccia di Alì).

 

Dunque, intanto vi spiego in due parole la struttura dell’articolo. Per ognuna delle 5 passioni vi spiegherò:

  • In cosa consiste;
  • Perché mi ha cambiato la vita;
  • Come ho iniziato;
  • Come sono messo adesso;

In quest’ordine o in ordine sparso, come mi sembra più sensato il discorso.

 

 

I GIOCHI DI CARTE COLLEZIONABILI

Non potevo non iniziare da forse la passione che più ha caratterizzato la mia vita di adolescente: i giochi di carte collezionabili. Per chi non sapesse di cosa si tratta, sono giochi basati sul concetto di collezionare delle carte, costruire un proprio mazzo e poi sfidare in un uno contro uno un avversario con un mazzo completamente diverso, identico o leggermente diverso.

                      

Il gioco è triplice: c’è la ricerca e collezione delle carte; c’è la costruzione e ottimizzazione del mazzo (che è sempre stata la mia parte preferita); c’è il gioco e la sfida competitiva, anche in tornei specializzati.

Ecco, io i giochi di carte collezionabili li ho provati praticamente tutti e ne ho giocati tantissimi. Ho cominciato con il gioco dei Pokemon, poi Magic, Yu-Gi-Oh, Vs. System (che è senza dubbio il mio gioco preferito di sempre), Naruto, World of Warcraft, Warlord e chi più ne ha più ne metta.

In alcuni di questi sono arrivato anche a un ottimo livello.

Dai 14 ai 20 anni ho giocato sempre, perennemente, e quando non giocavo pensavo al gioco. Il sabato pomeriggio mi fiondavo nei negozi specializzati per il torneo settimanale e passavo i giorni successivi a prepararmi per quello dopo.

Ma non è per la quantità inverosimile di tempo, energie e denaro che ho impiegato nei TCG, così si chiamano in gergo, a rendere questa passione una di quelle che ha trasformato la mia vita. Le ragioni, in realtà, sono altre due:

 

  • La prima è che il gioco di carte mi ha insegnato principi di strategia, di tattica, di statistica applicata, di bluff, di ragionamento, di ottimizzazione, di analisi e di selezione che ancora oggi stanno alla base di quello che faccio ogni giorno. Per fare un esempio, mi ritrovo continuamente a paragonare nella mia mente decisioni di business, ad esempio, a scelte di costruzione di un mazzo di carte. È difficile da spiegare se non avete mai condiviso questa passione, ma la forma mentis di un giocatore di carte ti resta dentro e cambia il modo in cui approcci ogni forma di decisione.

 

  • E poi il secondo motivo, forse il più importante, è che ho conosciuto praticamente tutti i miei migliori amici, in un modo o nell’altro, tramite il gioco. Ero un ragazzo timido, introverso e piuttosto chiuso, e grazie alla passione del gioco di carte ho potuto trovare persone simili a me, persone con cui ho legato a una profondità che le rende ancora oggi, dopo quasi vent’anni da quando ho iniziato, parte della mia famiglia. Siamo una tribù di giocatori.

 

Si dice che un giocatore vero non appenda mai il mazzo di carte al chiodo, e in parte è vero. Ho passato periodi senza giocare, ma in un modo o nell’altro prima o poi ci ricado sempre. Prima della pandemia mi ero buttato su un nuovo gioco dello stesso creatore di Magic, chiamato Keyforge, a cui ero arrivato a un ottimo livello partecipando anche a tornei importanti. Ultimamente, per cause di forza maggiore evidenti, niente più gioco dal vivo, solo Hearthstone online e anche ben poco, giusto un paio di partite al giorno!

Ma mi conosco: prima o poi tornerò su quel tavolo con un mazzo di carte in mano da mescolare!

 

 

IL FITNESS E LE ARTI MARZIALI

Durante l’infanzia e l’adolescenza, ma anche la prima giovinezza, sono stato per molto tempo insicuro di me e del mio aspetto fisico. Ero grassoccio e sfigatello e mi sono trascinato addosso questa cosa per tanti tanti anni. Poi mi sono stufato e ho deciso che qualcosa doveva cambiare. Avevo praticato per diversi anni da ragazzino arti marziali, ma poi avevo mollato.

Ho ricominciato, buttandomi sulla Boxe, la Muay Thai, le MMA. Non solo. Mi sono appassionato di fitness a tutti i livelli, invasato col Crossfit, pesistica, spartan race, bibitoni proteici e petto di pollo, seguito da allenatori e allenatrici, insalata pesata con la bilancia e kg in più sul bilanciere. Botte al sacco, calci rotanti e stacchi da terra.

Questa passione mi ha dato tanto, tantissimo, ma sono tre i punti per i quali ha cambiato la mia vita.

  • Per prima cosa mi ha ridato fiducia in me stesso e nelle mie possibilità. Mi ha fatto capire che potevo trasformare me stesso in ogni aspetto e arrivare dove mai mi sarei aspettato. Mi ha fatto sentire sicuro di me e per la prima volta nella mia vita anche soddisfatto del mio aspetto, che non è una cosa da poco per qualcuno che si era sempre visto molto male allo specchio.

 

  • Mi ha insegnato la costanza e la metodicità. Ho imparato a stabilire degli obiettivi e perseguirli senza sgarrare mai, senza cedere mai, andandomi a prendere quello che voglio. Questa mentalità è quella che mi ha permesso di resistere per anni e anni sui social e arrivare a costruire quello che ho ora.

 

  • Infine, in un bruttissimo periodo della mia vita, quando mi sono confrontato con la depressione fin troppo da vicino, il fitness è stata una delle pochissime cose che mi ha permesso di sopravvivere e mi ha dato qualcosa a cui dedicarmi completamente, senza limiti, per non collassare del tutto. L’allenamento è diventato ossessivo in quel periodo, due allenamenti al giorno 5 o 6 giorni alla settimana, non mangiavo nulla che non fosse pesato e conteggiato, ero insopportabile, intrattabile e l’unica cosa che mi importava era aumentare i kg di ghisa che spostavo e diminuire i punti percentuale di massa grassa. Ma nella follia di quei momenti questa ossessione mi ha tenuto a galla e, per quanto possa sembrare drammatico, mi ha dato qualcosa per cui vivere. Mi ci sono aggrappato.

Non tornerei mai a quei livelli di ossessione, ma in qualche modo sono grato a quella follia.

Purtroppo a fine 2018, tornato ad allenarmi nelle MMA, perché le Spartan Race non mi sembravano abbastanza estrema, mi sono fatto molto molto molto male alla spalla, una brutta lesione slap, e da allora non mi sono più allenato. In più questo è coinciso con il decollo della carriera lavorativa, poi il Covid e… mi sono perso. Ho preso dieci kg e ora sono di nuovo un’ameba molliccia e ho il fiatone quando faccio due piani di scale di corsa.

Vorrei tornare in forma, la mia spalla ora sta bene, ma ho perso completamente quella grinta che avevo e sono tornato pigro, non ci sto riuscendo al momento.

Spero di riuscire a ritrovare la forza di allenarmi perché mi manca un sacco e credo che ne avrei davvero bisogno.

 

 

INTERNET

Ci sono persone che usano Internet e ci sono persone che abitano Internet. Ecco, fin da quando ho potuto aver accesso a un computer io internet lo ho abitato.

Mi ricordo le ore infinite sulle chat su msn, i forum, 4chan, i primi tempi su Facebook e YouTube, le esplorazioni del dark web con Tor e la hidden wiki…

Bei tempi.

Internet mi ha sempre colpito e affascinato. In realtà ho cominciato cercando contenuti proprio sui giochi di carte che tanto mi occupavano, ma la subcultura online è entrata praticamente subito a far parte di me, tanto che mi sono sentito spesso a casa più dentro spazi virtuali che fuori dagli schermi.

Anche oggi sono immerso in questa cultura, forse più di quanto non lo sia mai stato, forse anche troppo a dirla tutta, ma i vantaggi che mi ha portato sono evidenti.

Se oggi sono un imprenditore digitale, ho un mio canale YouTube, se sono riuscito a conoscervi e a parlarvi attraverso questo schermo lo devo anche al fatto che ho sviluppato negli anni tanta familiarità con questo mondo, mi sento a mio agio in esso, non ne ho mai sottovalutato le potenzialità e un po’ anche mi posso permettere di dire che lo capisco. Un po’, non troppo.

Questo hobby legato a Internet mi ha dato uno spazio per connettermi con centinaia di migliaia di persone, e mi ha permesso di esprimere quello che volevo e costruirmi un lavoro da zero. Gli devo tantissimo.

E tutto è cominciato con qualche forum di giocatori… Se me lo aveste raccontato quindici anni fa vi avrei riso dietro. E sarei tornato a chattare online.

 

 

LE TECNICHE DI MEMORIA

Il mio interesse per il mondo dell’apprendimento efficace, del metodo di studio e di tutto quello che gira loro attorno ha un punto di origine chiarissimo, e quel punto sono le tecniche di memoria.

È iniziato tutto quando avevo 20 anni e mi sono imbattuto prima online e poi dal vivo in corsi misteriosi che promettevano di trasformare la tua memoria per sempre, di insegnarti a ricordare qualsiasi cosa, a leggere libri interi in pochi minuti, a preparare esami senza alcuna fatica.

Ero un po’ sprovveduto, e quelle affermazioni mi hanno colpito in un modo diverso da quello che potreste pensare. Non ne sono rimasto affascinato solo per andare meglio all’università, ma perchè mi hanno messo in testa il dubbio che forse nella mia mente esisteva un potenziale che ancora non conoscevo, e mi è stato chiarissimo fin da subito che avrei dovuto esplorarlo. Non potevo resistere, dovevo imparare a tutti i costi.

Ora, lasciamo poi perdere in che cosa mi sono infilato davvero, che cosa penso di quel genere di corsi e tutto il resto, ne ho già ampiamente parlato in tante diverse occasioni, come in questa live che vi consiglio di recuperare!

Eppure, pur avendo buttato via palate di denaro e anni interi dietro a buffonate, la passione per le tecniche di memoria ha scavato a fondo. Ci sono stati mesi in cui non pensavo ad altro che a memorizzare, mi allenavo ovunque e su qualsiasi cosa, mi sembrava di scoprire una parte di me e della mia mente che non conoscevo.

È stata quella passione che, nonostante tutte le delusioni e il rifiuto per le boiate pseudoscientifiche, mi ha portato a continuare ad approfondire, ad andare oltre, a cercare le radici scientifiche.
E poi, anni e anni dopo, a incontrare Vanni e Andrea e creare Mnemonica.

                                       

Le tecniche di memoria sono qualcosa di veramente meraviglioso e fighissimo, lasciatemelo dire, e ancora oggi ovviamente le pratico e le insegno. Non sono mai diventato bravo abbastanza da fare delle competizioni, ma rimangono un hobby che coltivo con grandissimo piacere.

Anche loro, le mnemotecniche, mi hanno veramente cambiato la vita.

 

 

IL MODELLISMO

Vi ho già raccontato in modo un po’ poetico un po’ “narrativo” della mia esperienza con il modellismo e, nello specifico, il modellismo di Gunpla, i modelli giapponesi a incastro tratti dalle innumerevoli serie di Gundam in questo mio video su YouTube (recuperatelo!). 

Ma è una storia che mi piace sempre raccontare. Per farla breve e non ripetermi troppo, che il video in questione dovreste proprio vedervelo, mi sono avvicinato al modellismo dei robottoni giapponesi completamente a caso, in un momento difficile a livello universitario, capitando per sbaglio nella sezione dedicata della mia fumetteria di fiducia, la mitica Banzai di Padova. Che a proposito, se siete di Padova e non comprate i vostri fumetti dal Bonzo, dovete vergognarvi.

Non avevo mai considerato il modellismo, anzi, lo avevo sempre ritenuto qualcosa di noiosissimo, lento, un passatempo per gente che non ha nulla da fare dalla mattina alla sera.

E invece…

È difficile spiegare la soddisfazione quasi esistenziale di creare qualcosa con le tue mani, pensare un progetto, immaginare il tuo robot in tutta la sua magnificenza, e poi passare settimane e settimane con aerografo, carta vetrata, pinzette e taglierini a trasformare quel progetto in realtà. È qualcosa di incredibile

In quel momento avevo proprio bisogno di imparare qualcosa di nuovo da zero e recuperare consapevolezza delle mie capacità e soddisfazione in un nuovo hobby che mi potesse mettere alla prova in modo diverso da qualunque altro provato prima.

I gunpla sono stati perfetti.

È stato un amore abbastanza breve a dirla tutta: mi sono dedicato sul serio ai Gunpla per circa 6 mesi, dopodiché è come se di colpo avessi smesso di sentirne il bisogno. Quei robottoni mi avevano insegnato tanto e a quel punto ero pronto a trasferire quelle stesse conoscenze su altro.

Sono strano? Probabilmente sì, eppure mi è capitato tante volte di bruciare del fuoco della passione per qualcosa e poi spegnermi altrettanto velocemente. Anche a voi è successo?

Quanto ai Gunpla comunque, in realtà sono convinto che sia il passatempo perfetto quando si è davvero stressati, dunque mi tengo pronto, e quando mi dovessi accorgere di aver tirato troppo la corda molto probabilmente mi ributterò sopra dei robottoni di quelli cattivissimi!

 

Di passioni che mi hanno attraversato la vita e che non ho nominato ce ne sarebbero altre mille, dalla lettura di romanzi fantastici e di fantascienza alla giocoleria, alla magia, ai fumetti, ai giochi da tavolo, ma le cinque che vi ho raccontato sono forse quelle che più di tutte hanno inciso sul mio percorso…

E voi?

Questa è l’occasione perfetta per raccontarmi di voi, delle vostre passioni, dei vostri hobby e di come vi hanno cambiato.

Non vedo l’ora di leggere le vostre storie!


 

 

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