5 consigli per prendere 30 all’ESAME

5 consigli per prendere 30 all’esame… titolo clickbait?

Sì, ma in realtà questo è un argomento di cui volevo proprio parlare, e volevo farlo in modo un po’ diverso dal solito.

Nel mio blog e sul mio canale YouTube parliamo sempre di studio, metodo di studio, puntando all’eccellenza e al sapere davvero le cose, all’essere preparati e pronti ad esprimere il meglio della nostra conoscenza e competenza in un esame o in qualunque altro contesto di valutazione.

Qualche volta però la competenza e la conoscenza sono di certo la base di partenza, ma non sono sufficienti per ottenere il massimo risultato possibile… e allora oggi in questo articolo parliamo proprio di come mettere la ciliegina sulla torta del vostro esame!

 

 

Bene, come dicevo oggi mettiamo la ciliegina sula torta, e quindi diamo per scontato che la preparazione ci sia e non parliamo come al solito di come arrivarci attraverso il metodo di studio, il ripasso programmato, il testing, e tutti i principi del metodo di studio che ormai conoscete se mi seguite o se siete iscritti al mio corso completo Sistema ADC.

No, oggi parliamo di quello che viene dopo lo studio, quando la fase di studio è finita, la preparazione è consolidata e dobbiamo assicurarci di ottenere il massimo risultato possibile aggiungendo dei piccoli elementi che possono fare la differenza e che magari, a parità di preparazione con un altro studente, portano a quel qualcosa in più… a quel voto eccellente che tutti noi sogniamo.

 

Ah, permettetemi una piccola parentesi: questo non è un articolo per avere trucchetti, noi qui studiamo bene e otteniamo degli ottimi risultati, quindi non pensate di poter sostituire lo studio, la vera preparazione e il tempo speso sui libri in maniera efficace ed efficiente. Quindi tutto quello che vi racconto oggi va in aggiunta, e non in sostituzione, ad una preparazione solidissima come l’acciaio.

Ultima precisazione: quello che vi dirò qui vale soprattutto per gli esami orali e per quelli scritti a domande aperte, dove si ha la possibilità di giocarsela in modo un po’ più vario. Negli scritti con domande a risposte chiuse o esercizi si ha invece meno margine di manovra, ma magari torneremo prossimamente a parlare di queste tipologie di esame e di come eccellere in esse.

 

 

NON “FREGARE” L’INSEGNANTE

Strano ma vero, il primo consiglio per prendere 30 in un esame non è qualcosa da fare, bensì qualcosa da non fare.

Mai, mai e poi mai tentare di fregare l’insegnante e di intortarlo, non cercate di fare giri di parole e non imparate a memoria termini specifici che non conoscete solo per esibirli e buttarli là per cercare di fare una bella impressione.

Questo non è un discorso solamente etico, o che ha a che fare con la qualità dello studio, no, è qualcosa di pratico, è semplicemente una strategia fallimentare.

Gli insegnanti non sono dei cretini (quasi sempre), e, cosa più importante, sono stati degli studenti anche loro, e queste tattiche che sono vecchie come il mondo le conoscono benissimo e le sgamano subito.

Non esiste la manipolazione del professore o della professoressa, l’unica cosa che si deve fare è cercare di mostrare quello che abbiamo imparato nella migliore luce possibile.

Se non si conosce una risposta, la cosa più facile da fare e che ci fa ottenere il miglior risultato è dirlo chiaramente in modo onesto e diretto. È una migliore gestione non soltanto del rapporto con l’insegnante, ma anche del tempo stesso. Se ci pensate, quando vi viene posta una domanda alla quale non sapete rispondere e cominciate ad arrampicarvi per cercare la soluzione un po’ alla supercazzola per fregare il professore, in realtà state consumando del tempo che potrebbe essere investito per rispondere ad altre domande su cui magari siete davvero preparati.

In poche parole vi state mangiando tempo prezioso andando a tentativi e sperando che l’insegnante non si renda conto di quello che state facendo… ma inevitabilmente se ne rende conto, e a questo punto il vostro tempo è finito.

Se invece, quando ricevete una domanda a cui non sapete rispondere, lo dichiarate in modo tranquillo e onesto, certamente questo influirà negativamente sul risultato finale, ma avrete la possibilità di cavarvela meglio con le domande successive, magari rendendo la risposta che non conoscevate inutile e quasi ininfluente ai fini della valutazione.

 

Al tempo stesso, così come non ha senso cercare di intortare l’insegnante o di fregarlo, non ha neanche senso tentare di lusingarlo troppo… i lecchini non piacciono a nessuno, e non piacciono nemmeno le persone sottomesse.

La cosa migliore è avere un atteggiamento sicuro, ma di questo parleremo tra poco!

 

 

COMUNICAZIONE CHIARA

Andiamo con il secondo consiglio, che è quello della comunicazione chiara.

Come prima cosa quello che dovete fare è ascoltare bene la domanda, non sapete quanti studenti si mangiano il risultato perfetto perché pensano già alla risposta prima ancora di ascoltare cosa l’insegnante sta dicendo!

E allora per prima cosa rilassatevi, aprite bene le orecchie e gli occhi e ascoltate esattamente parola per parola quello che dice l’insegnante; se invece si tratta di un esame scritto a risposta aperta leggete bene più volte la consegna per essere certi di aver individuato esattamente cosa vuole sapere il professore.

Dopodiché, quando cominciate a scrivere o a parlare, prediligete sempre un linguaggio semplice con frasi chiare, brevi e precise: pensate bene a cosa dire prima di iniziare a esprimervi, per evitare di cominciare frasi che non sapete dove andranno a finire… è meglio prendersi qualche secondo di silenzio per pensare meglio la risposta piuttosto che mugugnare parole senza un filo logico!

Ricordatevi che lo scopo della risposta è mostrare all’insegnante che sapete le cose, e tentare di infarcire il tutto con termini aulici o troppo complessi, o con frasi con infinite subordinate, va sempre a schiantarsi con il fatto che non siamo in grado di gestirle.

Quindi è inutile cercare di “parlare come un libro stampato”, perché è semplicemente un obiettivo irrealistico; cercate sempre di parlare come parlerebbe uno studente che ha studiato e che vuole comunicare questo all’insegnante.

Attenzione però: questo non significa che non dovete utilizzare il lessico specifico o i dettagli tecnici, tutt’altro. Fa parte della preparazione il fatto di aver appreso e saper utilizzare le formule specifiche e le parole tipiche della materia e dell’argomento che state affrontando.

Evitate solo di utilizzare a sproposito termini di cui non sapete neanche il significato!

Altro consiglio per prendere 30 al vostro esame: prima rispondete in modo puntuale e preciso alla domanda che vi è stata posta, e solo in un secondo momento vi espandete aggiungendo dettagli e farcendo il tutto con quello che sapete per fare bella figura.

 

 

APPROFONDIMENTO

Il terzo consiglio per prendere 30 riguarda l’approfondimento, il fatto di aggiungere.

Eh sì, perché uno studente veramente eccellente che all’esame dimostra non soltanto di aver studiato, ma di averlo fatto veramente bene e di meritarsi il massimo dei voti, magari persino la lode, è uno studente che approfondisce, che sa qualcosa in più, che è andato veramente a fondo nella materia e negli argomenti che sono oggetto d’esame.

 

Come dicevamo prima, per prima cosa si risponde in modo mirato per assicurarsi che il professore appuri il fatto che sappiamo la risposta e che siamo pronti a recuperare immediatamente quelle informazioni dalla nostra mente e usarle, e solo allora si espande.

Se l’insegnante lascia parlare è giusto andare avanti e costruire un discorso articolato mostrando tutto quello che sappiamo, magari aggiungendo collegamenti con altri argomenti o facendo esempi concreti, cercando in qualche modo di spiegare all’insegnante quello che ha insegnato a voi durante il corso. In questo modo potrete dimostrare di avere padronanza totale delle informazioni!

I 30 e 30 e lode sono riservati non ai pappagalli che ripetono parola per parola, ma a chi ha veramente rielaborato, ha fatto proprio l’argomento ed è pronto a usare quelle informazioni e a modificarle quando serve.

 

Per quanto riguarda le riflessioni personali, a mio avviso sono le benvenute. Il fatto che uno studente che ha studiato veramente bene abbia dei suoi pensieri sugli argomenti d’esame è di sicuro una buona cosa, ed è indice di una preparazione portata avanti come si deve. Non è detto però che tutti gli insegnanti la pensino così: assicuratevi che il professore abbia piacere a sentire dei pareri personali, e soprattutto, se ci sono diverse teorie e opinioni su un certo argomento, evitate di andare contro la sua posizione, altrimenti il risultato potrebbe essere un litigio che al voto sicuramente bene non fa.

 

 

GESTIONE DELLO STATO PSICOFISICO

Il quarto consiglio per prendere 30 o persino la lode agli esami è forse quello che non vi aspettereste: prendersi cura del proprio stato psicofisico.

Non sapete con quante centinaia di studenti mi capita di avere a che fare che sottovalutano questo aspetto e puntualmente si presentano il giorno dell’esame, del concorso o dell’interrogazione distrutti, stanchi, affaticati e incredibilmente stressati, e a causa di questo non sono in grado di esprimersi al massimo della loro brillantezza.

Eh sì, perché se il vostro stato psicofisico è negativo, non avrete quella rapidità di recupero delle risposte, né quella capacità espositiva massima che vi permette di impacchettare la risposta nel modo migliore possibile, né un livello di concentrazione tale da non fare errori.

Insomma, il fatto di avere uno stato psicofisico alterato in negativo aumenta in maniera esponenziale la probabilità di fallire l’esame o di prendere un voto più basso di quello che vorreste o meritereste.

Ma come fare per assicurarsi di avere uno stato psicofisico da 30 e lode?

Beh, la cosa più importante è il sonno… lo so, sono noioso, ne parlo sempre! Dovete dormire tanto e bene: ho scritto innumerevoli articoli su questo argomento, vi lascio sotto i link ai più importanti così potete andarveli a recuperare.

Il sonno è una parte del metodo di studio: non solo vi aiuta ad esprimere il massimo a livello psicofisico il giorno dell’esame, ma vi aiuta anche nel consolidamento delle informazioni: saprete di più, saprete meglio e saprete utilizzare al meglio le informazioni quando vi serviranno.

 

Per quanto riguarda i giorni prima dell’esame, quello che vi consiglio è di fare un ripasso blando specializzato e focalizzato sul testing, ma ho già scritto degli articoli anche in merito a questo, ve li linko sotto.

In linea di massima i due giorni prima dell’esame conviene abbassare un po’ il ritmo, prediligendo testing e magari qualche simulazione della prova che sicuramente può aiutare, ma l’importante è farlo in modo rilassato, non più di quattro ore al giorno, così che possiamo riposarci e dedicarci anche ad attività che ci piacciono.

Tanto, se abbiamo studiato bene con il giusto metodo di studio, non è il fatto che l’ultimo giorno non abbiamo studiato 10 ore a portarci a dimenticare le informazioni… e se ce le dimentichiamo vuol dire che non avevamo studiato come si deve!

Un’altra cosa importante per curare l’aspetto psicofisico nei giorni prima dell’esame è l’uso della visualizzazione. Sappiamo che la visualizzazione ha un influsso positivo, anche se non determinante, nel percorso di apprendimento, ma diventa invece molto importante per curare la performance perché permette di arrivare al momento dell’esame più rilassati e meno stressati, pronti ad affrontare eventuali incertezze i problemi che potrebbero presentarsi.

Ma che cosa dobbiamo visualizzare? Tutte le cose che potrebbero andare male all’esame, tutte le domande che potrebbero metterci in difficoltà, insomma tutte le situazioni in cui non riusciremmo a dare il 100% e ad aggrapparci a quel 30 o 30 e lode che vogliamo metterci in tasca.

E allora visualizziamo questi scenari e le possibili soluzioni, arrivando preparati al momento in cui potrebbero verificarsi per davvero!

La vostra non deve essere una finta tranquillità esibita, né l’esaltazione motivata in stile americano, deve invece essere una tranquillità un po’ agitata per la prova, come è normale, che viene però dalla preparazione.

Non lottate contro quella giusta dose di ansia e paura, perché sono normali, ma cercate solo di tenerle a bada. Se avete problemi di ansia seri vi lascio sotto alcuni link a dei video che ho realizzato con il Dott. Bartoletti, che è uno specialista proprio di questo campo!

Quindi in generale, cercate di arrivare all’esame al massimo delle vostre capacità, perché saranno quelle che verranno richieste.

 

 

PRESENTAZIONE

Ultima ma non ultima, la presentazione. Sì, perché se è vero quello che abbiamo detto, che non si intorta il professore e non si usano paroloni, è anche importante presentarsi bene.

È un dato di fatto che i primi secondi e minuti sono quelli che fanno la differenza nel formarsi un’opinione di una persona, e i professori sono esseri umani anche loro, con i loro stereotipi e pregiudizi, e quindi fare colpo con una presentazione positiva è sicuramente un’arma importante per ottenere il massimo dei voti.

Adesso con gli esami a distanza abbiamo pochi secondi, siamo di fronte ad una telecamera e non possiamo giocarci tante carte, dobbiamo semplicemente presentarci in modo da, quantomeno, non far venire voglia all’insegnante di bocciarci sul posto senza neanche ascoltare!

Vediamo quindi qualche consiglio sulla presentazione.

Per quanto riguarda il linguaggio ne abbiamo già parlato: frasi chiare e semplici, prediligere la comunicazione vera e propria, …

Ma anche riguardo alla voce c’è qualche cosa da dire. Una voce timorosa e incerta dà l’impressione di una persona che non ha studiato, anche se magari non è così. Questo non significa che dovete cercare di modificare le vostre corde vocali o che dovete esprimervi come qualcun altro. Cercate solo di tenere un tono di voce non troppo basso, né troppo alto, e un ritmo del vostro parlato che sia ascoltabile e piacevole.

 

Magari potete fare anche degli esercizi di esposizione nell’ultima settimana prima dell’esame con simulazioni allo specchio, oppure registrandovi, assicurandovi che anche l’aspetto paraverbale sia curato e non sia lasciato al caso o al dominio dell’ansia e delle paranoie totali, che possono rischiare di farvi apparire come persone non preparate anche se magari il vostro studio è stato eccellente.

Qualche consiglio anche sulla postura: gli studenti impettiti non si possono davvero vedere, ma neanche quelli ingobbiti, o quelli che si trasformano in una sorta di gamberetto sulla sedia, e che poi si domandano perché abbiano mal di schiena…

 

                                      

Insomma, cercate di tenere una postura naturale e rilassata, ma che allo stesso tempo non vi qualifichi immediatamente come una persona paurosa che si vuole difendere, o ancora peggio come uno spaccone.

Per carità, non sognatevi mai di fare il sorrisetto sbruffone, è una cosa veramente terribile, e gli studenti di questo tipo generalmente vengono bastonati sui denti in maniera impietosa, quindi mi raccomando! Al tempo stesso però non sognatevi di avere un atteggiamento da vittima sul patibolo.

La cosa migliore è comportarsi da persone professionali che sono lì per fare il proprio lavoro: sicuri di voi e delle vostre capacità e sicuri dello studio eccellente che avete portato a termine, senza avere paura o sentirvi in soggezione, e senza sentirvi al di sopra del professore, bensì alla pari. Ricordatevi che il lavoro dell’insegnante è quello di valutare, mentre il vostro come studenti è quello di studiare e rispondere alle domande.

Se possibile quindi una stretta di mano di presentazione male non fa, magari cercate di mantenere il contatto visivo sicuro senza bisogno di scappare dallo sguardo arcigno dell’insegnante, e in generale presentatevi come persone composte pronte a rispondere alle domande senza farsi sballottare come se si trovassero su una nave in preda alla tempesta.

 

 

Ecco qui! Avrei voluto inserire un sesto consiglio bonus per parlarvi in modo oscuro e di sotterfugio del mio corso Sistema ADC… poi ci ho pensato e ho deciso di parlarvene chiaramente.

Sistema ADC è il mio corso definitivo sul metodo di studio, e tutti i consigli che abbiamo visto in questo articolo non hanno alcun senso se a monte non abbiamo un metodo di studio che veramente ci assicuri di arrivare preparati in modo impeccabile al giorno dell’esame.

E allora, se non sapete di che cosa sto parlando, vi lascio qui il link di Sistema ADC, che è una bomba, anche perché la settimana scorsa è uscita la nuova versione definitiva con nuove grafiche e contenuti aggiornati!


 

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