QUANDO, COME e PERCHE' dovresti studiare in GRUPPO

 

Chi fa da sé fa per tre, dicono… Ma sarà poi vero?

In un certo senso, quando parliamo di studio e di apprendimento, sì, è vero, perché tanto più sono coinvolte la comprensione, la rielaborazione, il ragionamento, tanto più è necessaria la focalizzazione assoluta. E non c’è niente di meglio per raggiungerla che l’essere isolati, con meno stimoli possibile oltre a ciò che dobbiamo imparare. Un bell’ambiente controllato, silenzioso, organizzato, senza distrazioni, in cui sei da solo o da sola di fronte al tuo libro, spesso è ideale.

Lo studio, però, come dico spesso, è un sistema complesso, formato da molti diversi aspetti, fasi, step che si incastrano fra loro come le ruote dentate di un ingranaggio e non tutti questi passaggi, questi meccanismi, necessitano di solitudine, anzi.

Lo studio di gruppo può trasformarsi in una risorsa preziosissima, un’arma segreta persino, a patto che sia gestito al meglio e al momento giusto.

E allora in questo articolo scopriamo quando, come e perché dovresti studiare in gruppo.

 

Ok come dicevamo, abbiamo tre domande a cui rispondere: quando, come e perché è una buona idea studiare in gruppo. Andremo in ordine, così sarà più semplice capire il tutto. Per prima cosa capiremo insieme quali siano le fasi dello studio ottimali per il lavoro in gruppo, dopodiché vedremo come organizzarlo al meglio e infine ci domanderemo perché sia importante, quali vantaggi ci offra. Via!

 

QUANDO

Sono due i fattori che determinano quando sia il caso di procedere a un lavoro di gruppo: in che fase dello studio ti trovi e che tipo di argomento stai affrontando.

FASI

Partiamo con le fasi, come basi di riferimento prenderò la struttura del metodo di studio che insegno e di cui parlo stesso, il famoso PACRAR, ci ho scritto diversi articoli sopra, ti lascio qui l’ultimo che ho fatto, vai a recuperarlo quando abbiamo finito nel caso avessi qualche dubbio. Pianificazione, acquisizione, comprensione, rielaborazione, applicazione, ricordo.

  • La prima fase, la pianificazione, è neutra rispetto al lavoro di gruppo, mi spiego: in questo caso il gruppo è ininfluente, chiaramente per una pianificazione davvero attenta solo tu puoi conoscere i tuoi ritmi ed impegni, ma anche confrontarti con altri non produce svantaggi di sorta. Quindi fai un po’ come ti pare;

 

  • La seconda fase e la terza, acquisizione e comprensione, in cui rientrano la lettura efficace, la presa degli appunti e i primi ragionamenti, invece, vanno portate avanti in solitaria, non c’è niente da fare. Sono i momenti in cui acquisiamo le informazioni per la prima volta e le comprendiamo, necessita di assoluta focalizzazione, di ragionamento, di un ambiente di studio controllato e ben organizzato. Per questo, quindi, prediligeranno nettamente la solitudine;

 

  • Anche la quarta fase, quella di rielaborazione, in cui costruiamo schemi e ci concentriamo sul trasformare le informazioni, filtrarle, selezionarle e inserirle nella nostra rete di conoscenze e collegamenti, beneficia del potersi concentrare da soli e dell'aggiungere elementi personali, ed è quindi orientata ancora una volta verso lo studio solitario;

 

  • La quinta fase, quella di applicazione ed esercizio, sta un po' a metà. Si può sfruttare il gruppo, specie se si lavora in contemporanea a uno stesso problema pratico, ma spesso il confronto arriva all'inizio e alla fine dell'esercizio o in tappe pre-stabilite dello stesso, non durante lo svolgimento vero e proprio;

 

  • E arriviamo così alla sesta fase, in cui si ripassa, si memorizza, si simula l'esame e ci si prepara concretamente alla prova che ci aspetta, e qui le cose cambiano: tutto questo lavoro finale, di consolidamento e preparazione, beneficia moltissimo del lavoro di gruppo ed è il momento in cui il confronto, la discussione, la spiegazione a vicenda, la divisione in ruoli ecc. esprimono il massimo del loro potenziale.

 

Quindi ci siamo, le fasi preferenziali in cui inserire il lavoro di gruppo sono quelle finali, dopo che ciò che dovevi imparare è già stato acquisito, compreso e rielaborato, e resta solo da metterlo in pratica, esercitarlo, memorizzarlo e prepararlo per il momento del testo o della valutazione.

 

ARGOMENTO

Per quanto riguarda invece la specifica materia che stai cercando di imparare, la questione è abbastanza semplice: quasi tutti gli argomenti si possono declinare in uno studio di gruppo, seguendo i consigli che ti sto dando in questo video, tuttavia, tanto più l’argomento è tecnico e/o nozionistico e tanto più facile sarà organizzare sedute di gruppo produttive.

Quando invece si tratta di argomenti che presuppongono una forte interpretazione, un ragionamento personale, uno spunto creativo, sarà più complesso. Ci si riesce eh, per carità, ma diventa in genere più caotico e meno produttivo.

Bene, a questo punto abbiamo chiaro il quando studiare in gruppo, passiamo al…

 

COME

 

PERSONE

Per prima cosa, un gruppo è formato da persone, e sono dunque le persone stesse l’elemento prioritario da selezionare. E sì, lo so, lo so, non è il massimo parlare di “selezione” per quanto riguarda lo studio in gruppo, sembra di voler formare quei gruppetti spocchiosi di studenti fighetti che si vedono nelle serie tv americane, eppure un qualche tipo di parametro dobbiamo trovarlo: se non funzionano i membri del gruppo tutto il resto collasserà di conseguenza.

Il primo consiglio è di attorniarci di persone con cui ci troviamo bene, e questo vince direttamente il premio banalità dell’anno, grazie grazie , grazie, davvero

Ma non basta attorniarsi di persone simpatiche e positive, che ci piacciono e che conosciamo, anche se questa è certamente la base, perché se vi detestate sarà difficile impedire che il gruppo si trasformi in una sorta di gabbia ottagono in cui menarsi.

Detto questo, per lo studio di gruppo cerchiamo anche alcune caratteristiche fondamentali, 4 nello specifico:

 

  • dedizione e buona volontà. Mi dispiace per i simpatici cazzoni, vanno benissimo per uscire e divertirsi, ma quando c'è da studiare seriamente sono solo un problema, ci vuole qualcuno votato all'eccellenza; Attenzione però, non confondere la dedizione con i voti. Il tuo gruppo non deve essere costituito per forza di sola gente con una certa media, non è questo il senso di questo consiglio, non devi trasformarti in uno spocchioso capo-club esclusivo, cerchi persone che abbiano voglia di darsi da fare, che puntino a migliorarsi e a studiare al meglio, questo è ciò che conta;

 

  • spirito di gruppo. Sembra banale, ma non lo è, ci sono persone che, per natura, tendono ad essere schive e solitarie, altre che prevaricano e sovrastano gli altri. Entrambe queste tendenze sono pessime per lo studio di gruppo. Hai bisogno di persone pronte a prendersi responsabilità, sicure di sé ma collaborative, aperte, pronte a mettersi anche al servizio degli altri, ad aspettare il proprio turno;

 

  • affidabilità: devi poterti fidare dei feedback, delle conoscenze e dei compiti che assegnerai loro; questo è di cruciale importanza, perché se non è così nel retro della tua mente ogni volta che chiederai qualcosa a un membro del gruppo e lui o lei ti darà una risposta tu penserai “sì, ok, ma meglio controllare”. E allora tanto vale essere da soli. Se metti in discussione ogni cosa detta dagli altri membri, non ti danno sicurezza ecc, non è un buon gruppo;

 

  • E infine devono condividere un metodo di studio se non simile, quantomeno compatibile col tuo. Se il modo di studiare dei tuoi compagni è il “leggi e ripeti” classico e tu invece applichi tecniche migliori, più avanzate, difficilmente riuscirai a trovarti davvero bene. La buona notizia è che puoi mostrare i miei video e articoli anche ai tuoi compagni di gruppo, dire loro di iscriversi ai miei canali social e poi, visto che ci siete, entrare tutti nel mio corso e community, Sistema ADC, così il problema è risolto una volta per tutte e sarete tutti padroni di un metodo di studio fenomenale. Bene così.

 

Quanto al numero di persone per uno studio di gruppo io direi tra le 3 e le 5 persone. In 2 le dinamiche cambiano molto e diversi dei principi per i quali questo tipo di strategie funzionano non si verificano. Più di 5 risulta difficilissimo trovare le persone adatte e mantenere un gruppo coeso e produttivo diventa esponenzialmente più difficile.

 

COME ORGANIZZARE

Cosa fare nel concreto, questa è la chiave del successo dello studio di gruppo. Il mio consiglio è di arrivare ad ogni incontro, ogni seduta di lavoro con una idea precisa in mente di che cosa farete e in che modo, un piano, uno schema, altrimenti il rischio è che il tutto si trasformi in un secondo in una seduta di chiacchiere e risate, che fa benissimo all’umore ma meno alla media dei voti.

Ti voglio proporre 3 strutture base di studio di gruppo, ognuna particolarmente indicata per un tipo di argomento e di situazione. Dopodiché le varianti sono potenzialmente infinite e anzi sarò curioso di sentire le tue idee e varianti personali.

 

ESERCIZIO COMUNE

Questa è la struttura perfetta quando si tratta di materie tecniche, in cui l’esame sarà basato sulla risoluzione di esercizi, problemi o dimostrazioni. Matematica, ingegneria, logica, materie di questo tipo sono perfette per questa struttura, ma con qualche aggiustamento la potete adattare anche a esami scritti di materie più concettuali.

La seduta è divisa in 4 step: per prima cosa la selezione di una tipologia specifica di esercizio e un rapido ripasso generale del metodo di risoluzione e delle conoscenze richieste per risolverlo; dopodiché si prende un esercizio del genere e lo si risolve in gruppo, a turni, come se fosse un gioco cooperativo: tu fai il primo passaggio e gli altri lo scrivono, un tuo compagno fa il secondo, un altro il terzo e via così, finché l’esercizio non è risolto correttamente. Se si commette un errore si ricomincia.  Ad ogni passaggio se ci sono dubbi si discute e ci si confronta. Quando l’esercizio è completo si passa allo step 3: si prende un nuovo esercizio, ma questa volta lo si risolve autonomamente, da soli. Una volta che tutti sono arrivati alla fine ci si confronta, si chiariscono gli ulteriori dubbi se ne è sorto qualcuno e si individuano eventuali errori e differenze. Si può ripetere questa stessa struttura più volte, cambiando tipologia di esercizio.

 

SIMULAZIONE DI ORALE

Questa struttura è adatta a interrogazioni ed esami orali, ovviamente, e funziona così: si preparano una serie di domande sotto forma di bigliettini, alcune saranno domande più generali e altre più specifiche, cercate di riprodurre al meglio le possibili domande che potreste incontrare nel vostro esame. A questo punto, a turno, si estrae un biglietto. Chi estrae il biglietto dovrà rispondere alla domanda come se si trovasse di fronte al professore, mentre gli altri ascolteranno e agiranno come un professore maligno, puntualizzando gli errori (con simpatia, mi raccomando, o finisce a mazzate) e criticando. Dopo ogni risposta se ci sono ulteriori dubbi o mancanze si va a recuperare e si discute dell’argomento. Quando siete soddisfatti e quella domanda è stata sviscerata, si passa avanti, fino ad esaurire i bigliettini.

 

ESPOSIZIONE E CONFRONTO

Questo invece è più adatto a materie fortemente concettuali e discorsive, magari a fronte di esami dove c’è da discutere di temi complessi e articolati: filosofia, storia, ma anche biologia, informatica, dove insomma gli argomenti sono vasti e interconnessi fra loro oppure in contesti in cui viene richiesto di esporre un argomento a piacere. È il tipo di struttura più semplice delle tre: ognuno si prepara a casa uno o più argomenti, con l’intento di diventarne un vero esperto, e poi a turno si espone quello stesso argomento al gruppo, che parteciperà attivamente facendo domande, osservazioni, critiche, come se fosse una piccola classe di fronte a un professore. Terminata l’esposizione di un argomento si passa alla persona successiva e si va avanti così. Esauriti tutti gli argomenti è finita la sessione.

Tutte e tre le strutture si adattano bene ad essere portate avanti anche come appuntamento fisso durante l’anno, non per forza in sessione d’esame, ci si può organizzare trovando un giorno fisso alla settimana e seguendo gli argomenti condotti in classe dall’insegnante. Un’altra buona idea, se il vostro è un gruppo che apprezza particolarmente la sfida e la competizione, è quella di aggiungere elementi di gamification, assegnando punti alle varie fasi e step e tenendo una sorta di classifica.

In definitiva, quello che conta è creare una struttura che conduca lo studio di gruppo senza tempi morti, in cui tutti partecipino (torneremo su questo concetto tra un minuto) e abbiano il proprio spazio,

 

COME GESTIRE I TEMPI

Oh, per quanto riguarda i tempi, fate attenzione a rispettare sempre una sana alternanza tra intensità e pausa, magari seguendo la classica tecnica del pomodoro o del pomodoro doppio, non trascinate le sedute per ore e ore senza interruzione perché è inevitabile che la qualità dell’attenzione si deteriori e si moltiplicano le occasioni di distrazione, gli errori, la sonnolenza, l’improvviso impulso di scolarsi una bottiglia di vodka alla fragola per annegare nell’alcolismo la frustrazione, cose così.

 

COME MANTENERE LA CONCENTRAZIONE

Importante anche la questione concentrazione, ed è assolutamente necessario assicurarsi che ad ogni step tutti i partecipanti abbiano qualcosa da fare, un ruolo attivo, un qualcosa che impedisca loro di isolarsi. L’attività è la chiave, ecco perché il gruppo non può essere troppo ampio, altrimenti il rischio di tempi morti si moltiplica esponenzialmente.

Un buon modo per tenere alta la concentrazione è dare al tutto uno spirito giocoso, non è affatto necessario che l’atmosfera sia tetra e ingrigita come un cimitero indiano saltato fuori da un romanzo di Stephen King, anzi, le battute e le risate sono le benvenute, fintantoché non si esagera e si va fuori argomento o si ostacola lo svolgimento degli step. Ecco, niente off-topic, mai, in nessun caso, vietatissimo, si rimane focalizzati e poi si socializza nelle pause.

 

PERCHE’

Molto rapidamente, quali sono i vantaggi di lavorare in gruppo in questo modo, 5 punti principali:

 

  • Informazioni: aumenta la probabilità di individuare parti del programma che ci eravamo persi, pezzi di lezione che non comparivano nei nostri appunti, aggiunte e approfondimenti che arricchiscono la nostra preparazione e la rendono più solida;

 

  • Controllo: il feedback è fondamentale, e talvolta è difficile rimanere oggettivi quando ci si auto-valuta. Il fatto di essere di fronte ad altre persone facilita il rendersi conto del proprio livello e l’individuazione delle proprie lacune;

 

  • Chiarimento: è altamente probabile che in un gruppo ben selezionato ogni argomento sia stato compreso correttamente da almeno una persona. È un modo eccellente di eliminare dubbi e chiarire punti di difficile comprensione;

 

  • Competitività e pressione: lo studio di gruppo allena alla pressione, ma lo fa senza quell’ansia dell’esame vero e proprio. È un modo per mettersi alla prova in un ambiente controllato, dove tutti sono pronti ad aiutarsi a vicenda e hanno a cuore i risultati di tutti. Ah, a proposito, se un elemento del gruppo invece mette ansia e preoccupazione, si lamenta sempre ecc., mi spiace, ma va cacciato senza pietà.

 

  • Motivazione: lo studio è in larga parte solitario, ce lo siamo detti fin dall’inizio, ma siamo bestie sociali e il contatto con i nostri simili, specie se persone che apprezziamo e con cui condividiamo un obiettivo, è un’ottima spinta motivazionale e un alleggerimento del carico di stress che ognuno di noi accumula mentre studia. Direi che non è poco.

 

E quindi questo è tutto, hai capito quando, come e perché dovresti studiare in gruppo, adesso non ti resta che individuare le persone giuste e cominciare a mettere il tutto in pratica, non vedo l’ora di sapere tu che cosa ne pensi, se hai aneddoti o suggerimenti ulteriori per questo tipo di attività.

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