La VERA SCIENZA dello STUDIO EFFICACE - Make it stick

Mi sono reso conto che tra i tanti libri che ho consigliato su questo blog negli anni e che hanno a che fare con il metodo di studio e l’apprendimento efficace ce n’è uno di cui tanti, tantissimi studenti e appassionati mi hanno chiesto e che, nonostante io lo abbia nominato diverse volte, non ho mai approfondito con un articolo “monografico”.

Un libro fondamentale, in qualche modo provocatorio, con radici profonde nella scienza più aggiornata sull’apprendimento e la memoria, ricco di spunti concreti, utilissimo per chi studia e vuole capirci qualcosa in più di come funziona lo studio.

Sto parlando di “Make it stick”, di Peter C. Brown, Henry L. Roediger III e Mark A. McDaniel.

Il libro perfetto per inaugurare questa mia nuova versione 2021 della vecchia rubrica libroconsiglio, ribattezzata “quattro frasi per”, in cui, invece di procedere con una classica (e un po’ noiosa) recensione, racconto il libro partendo da 4 frasi specifiche che hanno lasciato il segno su di me.

Quello che farò, quindi, sarà proprio questo: vi leggerò 4 frasi dal libro particolarmente centrali, importanti e che mi hanno colpito, e a partire da quelle cercherò di spiegarvi perché credo che Make it stick sia uno dei libri che non può mancare nella vostra libreria di studenti.

 

Basta premesse, mi sono stufato, lasciamo parlare le parole!

 

FRASE UNO

“For the most part, we are going about learning in the wrong ways, and we are giving poor advice to those who are coming up behind us. A great deal of what we think we know about how to learn is taken on faith and based on intuition but does not hold up under empirical research.”

“Per lo più ci approcciamo all’apprendimento nel modo sbagliato, e diamo pessimi consigli a chi verrà dopo di noi. Gran parte di quello che pensiamo di sapere su come si impara è preso sulla fiducia e basato sull’intuizione ma non regge alla ricerca empirica.”

 

Una sberla in faccia, una doccia fredda, una pietra tombale sulla testa di studenti, insegnanti e pseudo guru del settore.

Gli autori di Make it stick all’inizio del libro con questa frase aprono e chiudono il discorso, mettono subito le cose in chiaro: quello che ci sembra, quello che sentiamo, quello che crediamo, quello che ci viene raccontato sullo studio e l’apprendimento non funziona.

La maggior parte, quantomeno. 

Il punto critico di questo concetto viene dal fatto che il nostro cervello è pessimo nell’autovalutare le performance di apprendimento, e che il mondo dello studio di conseguenza è infettato a tutti i livelli da false illusioni, sensazioni date per scontate ma mai verificate in modo scientifico, tradizioni perpetrate in quanto tali, luoghi comuni, per non parlare poi delle pseudoscienze e delle fesserie dello speed learning che si trovano in giro portate avanti dai buffoni del metodo di studio. 

Lo scopo primario di questo libro, forse il motivo per cui lo amo così tanto, è proprio smantellare uno per uno questi falsi miti sullo studio e sostituirli con le ricerche più aggiornate e concrete delle neuroscienze cognitive, che portano a risultati veri e solidi. È una miniera d’oro di consigli seri, non di false speranze.

                                                                                                  

FRASE DUE

“It’s one thing to feel confident of your knowledge; it’s something else to demonstrate mastery. Testing is not only a powerful learning strategy, it is a potent reality check on the accuracy of your own judgment of what you know how to do.” 

“Una cosa è sentirsi sicuri della propria conoscenza, un’altra è dimostrare competenza, padronanza. Il testing non è solo una potente strategia di apprendimento, è anche un fondamentale momento di controllo sull’accuratezza del tuo stesso giudizio su cosa pensi di saper fare.”

 

Quando io ho scoperto il testing, e il concetto più generale su cui è basato, il retrievial effect, le cose sono cambiate.

È stato davvero il tassello finale del mio percorso, il pezzo del puzzle che mi mancava come studente, quello che mi ha consentito di capire davvero come rendere lo studio efficace ed efficiente per me e per gli altri. Senza quella scoperta, oggi non esisterebbe questo blog, non esisterebbe Sistema Adc e nessuno degli altri miei corsi.

Ma di testing abbiamo parlato tante volte e tante altre ne parleremo, non è niente di nuovo. E allora perché Make it stick è così speciale nel raccontarlo? Per la pulizia e la semplicità del linguaggio, per come è spiegato.

Non è il librone teorico in scientifichese del professorone barbuto in cattedra. Si percepisce invece in ogni parola il desiderio di Brown, Roediger e Mc Daniel di trasmettere quello che sanno e avere un impatto reale sulle vite di chi legge il loro lavoro.

Tutto il libro è giocato su storie vere, esempi, commenti e asserzioni cristalline, impossibili da malinterpretare.

Tra l’altro, io spesso sono insofferente allo stile all’americana di inserire storie all’interno di un libro che dovrebbe comunicare informazioni, nozioni e insegnare qualcosa. Ma al contrario di altri manuali simili che esagerano, qui gli inserti sono bilanciatissimi, brevi, ben integrati con il resto, e arricchiscono senza appesantire e senza farmi pensare “sì, va bene, adesso salto il paragrafo e arrivo alla ciccia.”

Gli autori non soltanto trasportano il lettore in un viaggio tra i concetti legati alla difficoltà desiderabile, lo sforzo necessario per poter dire di aver imparato davvero, ma affrontano anche il tema della paura di sbagliare e di perché l’apprendimento debba invece nutrirsi di errori, tentativi, prove. Una realizzazione liberatoria per chi, come me, ha la mania del perfezionismo e la stupida fissa di non sbagliare mai.

 

FRASE TRE

“You have to suit up, get out of the door, and find what you’re after, Mastery, especially of complex ideas, skills and processes, is a quest. […] be aggressive!”

“Devi prepararti, uscire dalla porta e trovare quello che cerchi. La competenza, la padronanza, specialmente di idee complesse, abilità e processi, è una ricerca, una sfida […] sii aggressivo!”

 

Lo studio molliccio, passivo, sottomesso ci ha stufato, è ora di farla finita.

Questa è forse la battaglia più importante che porto avanti coi miei insegnamenti, e rileggere spezzoni di Make it stick per l’ennesima volta per preparare questo articolo mi ha riacceso il fuoco sacro dentro.

Non è un libro motivazionale, ma non so perché a me fa questo effetto. Sarà perché ad ogni pagina trovo conferme di quello che dico sempre nei miei articoli (e questo, inutile negarlo, riempie di soddisfazione), ma al tempo stesso mi fa scendere più in profondità e mi dà nuovi spunti su cui ragionare e nuovi punti di vista da esplorare su tematiche che già padroneggio per bene.

È uno di quei libri che appena lo hai finito lo vorresti rileggere da capo, e poi di nuovo e di nuovo, anche se, come ci spiega il libro stesso, rileggere è la strategia peggiore in assoluto per imparare.

Consigli per gli studenti e per gli insegnanti, smentite di bufale, ricerche che ti portano a oscillare sui temi della creatività, dell’intelligenza, del ragionamento, c’è di tutto.

 

FRASE QUATTRO

“No matter what you may set your sights on doing or becoming, if you want to be a contender, it’s mastering the ability to learn that will get you in the game and keep you there”

“Non importa che cosa tu ti prefigga di fare o di diventare, se vuoi farcela, se vuoi essere un contendente, padroneggiare la capacità di imparare è ciò che ti metterà in gioco e ti terrà in gioco.”

 

L’avrete sicuramente sentita nominare l’espressione “lifelong learning”, apprendimento che dura una vita, è un concetto che va un sacco di moda nel mondo della formazione per un ottimo motivo: perché è vero.

Oggi ancora più che in passato, imparare e studiare non è qualcosa che rimane fra i banchi di scuola o nell’aula di un’università, ma è una realtà quotidiana per tutti, ad ogni età e in qualunque campo, e chi sa farlo meglio degli altri ha un vantaggio talmente schiacciante da essere quasi ingiusto.

Imparare un metodo di studio, o anche solo semplicemente conoscere e comprendere il processo di apprendimento per come ce lo descrivono le neuroscienze, è un investimento che ripaga ad ogni livello.

Questo libro è un ottimo punto di partenza e un ottimo punto di arrivo.

 

Purtroppo Make it stick, che io sappia, non è disponibile in italiano ma varrebbe la pena imparare l’inglese anche solo per leggerlo!

Ci sarebbero altre seimila cose da dire, parlare di come è strutturato, di tutti i temi che affronta, del curriculum dei suoi autori, della bibliografia fenomenale, ma con questo nuovo stile di articoli-recensioni di libri ho deciso di lasciar parlare il più possibile le parole e le mie suggestioni intorno ad esse, creando degli articoli meno strutturati, più di getto, per vedere se colpiscono di più la vostra immaginazione.

 

Fatemi sapere, ovviamente, che cosa ne pensate di questo libro pazzesco, se lo avete letto o volete leggerlo e anche che cosa ne pensate di questa nuova modalità, questo 4 frasi per… che io ho trovato parecchio stimolante da scrivere!

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