I SEGRETI dei MIGLIORI studenti al MONDO

Quali sono le caratteristiche chiave di un apprendimento davvero efficiente ed efficace? Quali sono le abitudini che possono cambiare radicalmente il nostro approccio allo studio e la nostra capacità di eccellere?

Ne abbiamo parlato tante volte, e in anni e anni di studio e divulgazione mi sono occupato spesso dei “segreti di apprendimento” di personaggi incredibili quali Elon Musk, Steve Jobs, Terence Tao e altri.

E se c’è una cosa che adoro è proprio cercare di estrapolare gli atteggiamenti vincenti e sintetizzarli in una serie di consigli pratici e applicabili da chiunque.

È il famoso principio del modeling, che è una delle pochissime idee che si salvano della PNL, disciplina pseudoscientifica su cui ho già espresso le mie considerazioni in questo articolo.

Perché sì, è vero che un titolo come “i segreti dei migliori studenti al mondo” è un po’ clickbait… ma è anche vero che è più semplice interiorizzare un concetto quando si nota che la sua applicazione porta a risultati concreti ed eccezionali. È una scorciatoia, ma funziona.

Oggi, quindi, vediamo i consigli più frequenti, semplici e applicabili degli studenti migliori al mondo.

 

Bando alle ciance, niente introduzioni o fronzoli, andiamo dritti al primo punto.

 

LA FREQUENZA

Partiamo con la frequenza delle lezioni.

La frequenza è stato uno dei problemi in cui sono incappato in prima persona, quando ero ancora un giovane studente, un po’ arrogantello e pieno di idee strampalate. La questione che molti pongono, infatti, è che se la frequenza ad una lezione serve per assorbire le informazioni, è necessario che il professore sia capace, gli strumenti siano idonei, le condizioni siano perfette… eccetera eccetera.

Si, è vero che carpire le informazioni è difficile quando la lezione è strutturata peggio della battaglia di Waterloo… ma è anche vero che uno dei passaggi fondamentali di un buon metodo di studio è la produzione di appunti.

Già, “produzione”, e non “presa”. Perché la rielaborazione tramite appunti è un’attività impegnativa e complessa, che ci permette di anticipare la fase di schematizzazione e oliare - passatemi la metafora - il motore prima della gara vera e propria.

Oltre all’assorbimento delle informazioni e alla loro rielaborazione, inoltre, una frequenza costante favorisce quasi involontariamente il processo dello spacing. Il nostro cervello non è adatto alle full immersion in tematiche che non gli sono familiari, e dilazionare nel tempo lo studio e farlo sedimentare con calma aiuta a creare delle basi più solide per l’apprendimento.

Questi tre principi, combinati assieme, garantiscono che le lezioni possano avere un impatto decisivo all’interno di un metodo di studio. Logicamente, se il professore ha l’abilità espositiva di Borat e la verve di un bradipo sotto Xanax dovrai valutare con attenzione se non valga la pena spendere le ore di lezione in altro modo, ma nel farlo non sottovalutare mai l’importanza della frequenza e prendi la decisione di stare a casa e fare altro solo in casi estremi e con grande serietà.

Tra l’altro, diversi dei più veloci studenti della storia a conseguire lauree anche prestigiose e complesse, dichiarano che il principale motivo dei propri successi accademici è proprio la frequenza e l’atteggiamento in questa frequenza.

Parafrasando, è come frequentare con una tale attenzione e costanza da riuscire, una volta usciti dalla lezione, a insegnare ad altri studenti quello che si è appena appreso.

Di certo questa è un’estremizzazione e mantenere un simile impegno 365 giorni all’anno per tutta la propria carriera scolastica e universitaria è difficilissimo, ma passo dopo passo, questo primo consiglio può migliorare moltissimo il nostro metodo di studio.

 

LA COMPRENSIONE

E passiamo ora al secondo punto di questo articolo: il focus sulla comprensione. Per chi mi segue da abbastanza tempo sarà una cantilena quasi scontata ormai, ma “capire” è il primo passo per “ricordare”.

Il concetto è molto limpido, trasparente e intuitivo, quindi non ci dedicherò più tempo del necessario. Comprendere un argomento o una materia ti permette di avere delle basi su cui costruire il testing, che vedremo tra poco, e da cui ricostruire le informazioni che non riesci a ricordare.

Molti metodi di studio oggi vendono le mnemotecniche, le tecniche di memoria, come fossero bacchette magiche capaci di farti memorizzare interi libri con uno schiocco delle dita.

Ma al di là delle tragiche conseguenze di un simile approccio dopo il tuo percorso di studi - tu ti faresti operare da un dottore che aveva memorizzato la procedura dell’intervento solo quel tanto da passare l’esame? - dimenticano che:

  • comprendere, come persino gli antichi usufruitori delle mnemotecniche come Cicerone avevano capito, aiuta la memoria
  • la memoria può fallire, ma il ragionamento no

Se conosci ciò che hai memorizzato, lo ricorderai meglio e sarai capace di richiamarlo con maggiore facilità.

Recuperati questo articolo che avevo scritto proprio sull’aumento della comprensione.

 

IL TESTING

Terzo punto: il testing. Come evidenziato dalla scienza e dall’esperienza dei migliori studenti al mondo concentrarsi sulla pratica e mettersi alla prova ti permette di valutare oggettivamente la tua preparazione, comprendere le tue lacune e correggere gli errori prima di arrivare ad una valutazione.

Inoltre potenzia e consolida i ricordi, e questo aiuta enormemente la tua capacità di padroneggiare una materia e, non di secondaria importanza, la possibilità di ottenere un buon voto. É la fase più importante di un metodo di studio completo ed efficace, che non può essere sostituita da nessun trucchetto e che, nella sua crudele efficienza, funge da cartina tornasole per la tua preparazione.

Come consiglia Elon Musk: “learn to the problems, not to the tools”. Impara e studia dai problemi, non solo dagli strumenti per risolverli, e saprai raggiungere il risultato che cerchi.

 

IL RIPASSO

Il quarto consiglio fondamentale da applicare nella tua vita di studente riguarda le modalità di ripasso. Sia la scienza, grazie alla curva dell’oblio di Ebbinghaus e alle ripetizioni programmate, sia gli studenti migliori al giorno d’oggi, confermano: meglio ripassare appena terminato lo studio di un argomento e poi portare avanti nel tempo i ripassi in modo rapido e dilazionato.

Abbandona il classico “ripassone” di fine libro, che più che un ripasso diventa una seconda sessione di studio, e ripassa quantità inferiori di informazioni… molto più spesso. Dimentica il cramming disperato e a base di caffeina pre-esame e applicati con metodo alle ripetizioni programmate. Non te ne pentirai.

 

LA PIANIFICAZIONE

Quinto punto, che sembra quasi superfluo, ma che tutti sottolineano: l’importanza della pianificazione. E LO SO! LO SO! Non chiudere l’articolo ancora, stammi a sentire anche se lo sai già.

Pianificare non piace a nessuno, perché costringe il nostro cervello a sforzarsi di incastrare tutti i mattoncini del nostro metodo di studio uno dopo l’altro. É difficile, e ci mette di fronte alla prospettiva reale di ciò che ci aspetta… ma che vuoi che ti dica? Lo studio è difficile. Il compito di questo articolo, come lo è quello di un buon metodo di studio, è di renderlo più lineare ed efficace possibile.

I migliori al mondo aprono il libro è già sanno quali pagine studieranno e in quanto tempo. Sanno che poi avranno un impegno, che stasera dovranno ripassare l’argomento studiato, e che se avranno un qualunque contrattempo si sono ritagliati mezz’ora in più per “limitare i danni”.

Pianificare non vuol dire ingabbiarsi in una prigione di regole, scadenze e terribili punizioni, ma semplicemente di avere il completo dominio sul proprio tempo in modo da organizzarlo nel modo migliore possibile. Pianifica le tue giornate, e avrai più tempo per studiare, lavorare… e cazzeggiare!

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