Si può STUDIARE dagli AUDIOLIBRI?

Gli audiolibri al giorno d’oggi sono ancora una nicchia… ma neanche poi tanto, se ci pensate i podcast sono in crescita, i video su YouTube o su altre piattaforme si ascoltano più che guardarli, insomma il mondo dell’audio in generale sta diventando sempre più protagonista dell’esperienza formativa, ma anche di svago e social.

Ma la domanda resta: per lo studio vero, per gli studenti e per chi deve fare della formazione seria, l’audio da solo senza un supporto visivo può essere una forma efficiente ed efficace?

E allora, visto che ho ricevuto diverse richieste in merito negli scorsi mesi oggi parliamo proprio di questo e capiamo insieme se audiolibri, audioregistrazioni, audiopodcast, audio tutto possano essere sfruttati… per studiare!

 

Per prima cosa, che cosa intendiamo con audiolibro? Beh, la definizione di per sé è molto semplice: è un libro letto o recitato, e quindi trasformato in un prodotto che si può ascoltare invece che leggere alla vecchia maniera.

Ai fini di quello che vogliamo capire noi, in realtà, potremmo dire che tutti i ragionamenti che valgono per un testo che è stato convertito in un audio valgono in realtà anche per un podcast o una registrazione, è indifferente quale sia l’origine della fonte di informazioni. Nel momento in cui viene trasformata in un audio noi dobbiamo solo capire se possiamo sfruttarla oppure no.

Tra l’altro, come dicevamo all’inizio, il trend è sempre più quello di ascoltare i video invece di guardarli, e quindi lo stesso ragionamento di può estendere anche ai prodotti audiovisivi.

 

 

 

VANTAGGI

Partiamo dai vantaggi: gli audiolibri e i podcast sono incredibilmente flessibili, versatili e portatili, addirittura più dei video, perché uno può tenerli in background mentre fa una passeggiata, guida, svolge le faccende di casa…

In qualunque momento in cui siamo occupati in qualche altra attività possiamo ascoltare, mentre invece un video vero e proprio, come una videolezione o un videocorso, ci tiene più occupati e richiede più preparazione e un ambiente in cui ci sia uno schermo, una posizione buona per ascoltare e guardare.

Un altro grande vantaggio dei prodotti che nascono o vengono convertiti in audio è che spesso viene curata molto di più la cosiddetta delivery, cioè l’esposizione.

Spesso i lettori sono degli esperti, degli speaker radiofonici di professione, o magari degli attori, insomma persone che lavorano con la voce, e questo rende il tutto più interessante e coinvolgente rispetto a una normale lezione di un insegnante o la lettura piatta di un libro.

Inoltre esistono app molto comode per l’ascolto dei prodotti audio e dei podcast, e questo rende l’esperienza di ascolto e fruizione ancora più immediata, semplice ed efficiente.

 

E per quanto riguarda i contenuti? Beh, per quelli non si può generalizzare anche perché non dipendono dal fatto che si abbia a che fare con un audio, un testo o un video, ma da chi li ha preparati, dalle fonti di partenza da cui li si è estratti e in generale da tutto il processo produttivo e di scrittura e preparazione della fonte… come del resto per qualsiasi altra cosa.

Quindi non possiamo dire che di per sé gli audiolibri o i podcast siano meglio o peggio di qualunque altra fonte.

 

 

 

SVANTAGGI

Ma quali sono i difetti dell’ascolto di prodotti audio per lo studio, la formazione e l’apprendimento?

Ce ne sono diversi.

Il primo, quello più importante e più evidente, e lo avrete di sicuro sperimentato, è l’ascolto passivo e distratto.

Ora, l’ascolto passivo e distratto in realtà è una costante a lezione, a scuola, all’università, ai convegni, e di questo ho parlato anche nell’articolo di ieri in cui spiegavo come si impara da un video o da un videocorso, andate a recuperarlo! 

A maggior ragione, in un ascolto che è privo dell’aspetto visivo e del coinvolgimento in diretta, che non intrattiene fisicamente e che non richiede la nostra partecipazione attiva vera e propria, questo effetto aumenta a dismisura.

Avete presente quando a lezione vi distraete, pensate ad altro, e quello che ascoltate entra da una parte ed esce dall’altra? Ecco, quando ascoltiamo un podcast o qualsiasi altro prodotto audiovisivo questa tendenza aumenta esponenzialmente perché siamo meno coinvolti e spesso ascoltiamo passivamente senza prendere appunti o fare concretamente qualcosa che ci tenga concentrati.

Questo aspetto di collega al secondo problema: la fruizione esclusivamente audio purtroppo molto spesso porta al multitasking, e anche di questo rischio ne abbiamo parlato infinte volte.

In poche parole, il multitasking è completamente incompatibile con qualunque attività cognitiva di alto livello che abbia a che fare con il ragionamento e l’apprendimento.

Certo, si può fare multitasking quando si tratta di ascoltare la radio e guidare in maniera attenta con gesti automatizzati che ripetiamo tutti i giorni, ma non si può pensare di svolgere un esercizio di matematica e nel frattempo lavare i piatti, o di ascoltare una lezione importante da cui dobbiamo trarre delle informazioni e al tempo stesso fare pesistica.

E infatti, se siete onesti con voi stessi e vi guardate allo specchio, quando ascoltate i podcast in macchina o nella vita di tutti i giorni, non state davvero ascoltando con la stessa intensità, intenzionalità e immersione che avreste se quella fosse una lezione in diretta da cui dovete assolutamente acchiappare tutte le informazioni necessarie per superare l’esame o la verifica.

 

L’altro grande problema dell’ascolto di audiolibri e podcast, e che ne rovina un po’ la fruizione per lo studio, è l’impossibilità di sfruttare tutta una serie di meccanismi che sono invece presenti nella lettura efficace.

In particolare non si può sottolineare, non si possono prendere note, non si può fare un’analisi preliminare del paratesto o uno skimming, perché l’audio dobbiamo per forza ascoltarlo dall’inizio alla fine, non possiamo passare da un punto all’altro, anticipare o individuare delle parole o porzioni di testo ed evidenziarle, e non possiamo trasformare le informazioni in uno schema così facilmente.

Insomma, si impasta un po’ tutto il processo di acquisizione del contenuto informativo.

Non solo, ma tornare indietro e riascoltare ci fa perdere molto più tempo ed è molto più difficile rispetto a recuperare i concetti della riga o della pagina prima se non li abbiamo capiti bene.

Quindi il supporto fisico rispetto a quello sonoro è un aiuto perché permette una più facile fruizione e gestione delle informazioni.

 

 

 

APPLICAZIONE DEL METODO DI STUDIO

Per quanto riguarda l’applicazione di tutte le fasi del metodo di studio… beh, l’abbiamo capito: senza alcun dubbio la lettura efficace intesa come la applichiamo solitamente su un libro vero e proprio non si può certo adattare ad un audiolibro.

Non si può trasferire esattamente quello che facevamo di fronte ad un manuale ascoltando qualcuno che parla, perché semplicemente non è la stessa cosa.

Al tempo stesso, non possiamo utilizzare un file audio come fonte principale del nostro studio, altrimenti saremo costretti ad abdicare completamente all’idea di condurre uno studio efficace con la schematizzazione, il testing e tutto il resto, e fissarci invece sul riascolto totale.

Invece del “leggi e ripeti” finiamo per fare l’”ascolta e ripeti”, ma questo dilata enormemente i tempi e rende tutto il processo di studio molto più pensante e inefficiente.

Ma allora cosa dobbiamo fare? Dobbiamo arrenderci? I podcast e gli audiolibri sono totalmente inutilizzabili quando si parla di studio, apprendimento e formazione?

Non proprio.

Quello che possiamo fare è trattare la fonte audio come se fosse una lezione vera e propria. Quindi, invece di affrontare l’audiolibro come una trasposizione del libro e applicare tutte le metodologie relative alla lettura efficace, possiamo adottare le metodologie, le pratiche e gli atteggiamenti che applicheremmo alla presa degli appunti.

Come se seguissimo una lezione asincrona digitale.

Ecco che allora ci avviciniamo a qualcosa di interessante!

È vero, non c’è la parte visiva, ma possiamo comunque ascoltare e segnarci le informazioni più importanti, possiamo utilizzare il metodo Cornell e creare degli appunti simulando una lezione vera e propria.

Attenzione però: questo non significa che dobbiamo trascrivere o sbobinare l’intero audiolibro. Mai fare le sbobine!

Tra l’altro, vi prometto che ci tornerò presto sul tema della presa degli appunti perché me lo state chiedendo in tantissimi!

 

 

 

MA… QUINDI?

E arriviamo così alla nostra conclusione: gli audiolibri, i podcast e l’ascolto di un libro mentre si fa altro possono andare bene solo per romanzi, narrativa e intrattenimento, oppure per ottenere informazioni superficiali, un’infarinatura iniziale per interessarsi o informarsi in modo generico su un argomento.

In altre parole una fase esplorativa equivalente allo skimming nella lettura.

Purtroppo però non può andare bene per lo studio vero e proprio.

 

L’unica condizione alla quale si può studiare dagli audiolibri o dai podcast è che questi vengano trattati come se fossero delle lezioni, applicando quindi tutte le metodologie relative alla presa degli appunti.

In generale, considerate le fonti audio come integrative, come qualcosa da aggiungere al vostro studio per aumentarne la qualità, ma che di certo non potrà sostituire le vostre fonti primarie.

 

E voi cosa ne pensate? Oltre ai romanzi, ascoltate audiolibri e podcast anche per la formazione e lo studio? E se sì, come vi trovate? Sono curioso di sapere come la pensate!

E se volete portare il vostro metodo di studio al massimo livello possibile quello che vi serve è Sistema ADC, il mio videocorso completo di metodo di studio in tre versioni differenti: per studenti universitari full-time, studenti lavoratori e per chi prepara concorsi, vi lascio il link qui. Se volete qualità, completezza e scientificità sapete dove andare, la fortezza dello studio vi sta aspettando!


 

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