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6 consigli per il ritorno a scuola

La scuola è appena ricominciata, con tutti i casini che già sapete: le nuove regole, la confusione, insegnanti che mancano, banchi nuovi che non arrivano, la pandemia, e tutto il resto.

È una situazione difficile e incerta, inutile girarci intorno, ma a maggior ragione è una buona idea cominciare col piede giusto e magari fare il possibile per evitare che l’intero anno scolastico vi collassi addosso e imploda, trasformando la vostra vita in un inferno sulla terra.

E allora oggi, in questo articolo, vi do 6 consigli sul rientro a scuola. Pronti?

COME PRENDERE APPUNTI 

Non potevo non partire con il classico consiglio da boomer che avrete già sentito 7000 volte arrivare da insegnanti e genitori. Prendete appunti.

Che sarà anche una cosa trita e ritrita, ma ha pure il brutto vizio di funzionare davvero. Volete per caso passare i pomeriggi interamente sui libri, ogni istante lontano da scuola immerso nello studio?

Sospetto di no, e allora vi conviene sfruttare ogni istante della vostra permanenza in aula per risparmiare tempo libero poi.

Anche perché, se ci pensiamo bene, è adesso che potete creare i vostri appunti serenamente, che vi potete portare a casa con maggiore facilità i primi buoni voti preziosi che potranno aiutare poi con la media nell’eventualità di cadute inaspettate o di qualche votaccio preso a caso.

È adesso che potete creare un buon rapporto con gli insegnanti, che potete studiare con meno fatica e più rapidamente perché siete più freschi dopo le vacanze, che potete dedicarvi a migliorare il vostro metodo di studio perché siete meno sotto pressione.

È adesso che avete un vantaggio strategico sulla scuola. Se aspettate troppo e iniziate ad arrancare poi passere i sei mesi successivi a rincorrere la scuola e quella sensazione la conosciamo bene tutti e non c’è nulla di più fastidioso e faticoso da sopportare.

Perciò, tornando a una delle attività principali che si svolgono in classe, non mi limito a dirvi di prendere (anzi, meglio, di produrre) appunti, vi do anche alcune indicazioni su come farlo:

Sfruttate tre principi:

  • il primo è quello della sintesi, cioè cercare di scrivere singole parole che rappresentano i concetti espressi dall’insegnante. Eliminate tutto il superfluo e tenete solo l’essenziale, solo quello che davvero vi aiuta a capire l’argomento e a farlo vostro. Non preoccupatevi di segnare ciò che dice la professoressa o il professore parola per parola, non siete ripetitori, siete studenti.
  • numero due, sfruttate la forma schematica. Create appunti simili ai vostri schemi ma, magari senza troppi colori o personalizzazioni: semplice, con qualche freccia, qualche casella, elenchi puntati e via. La grafica schematica aiuterà le parole chiave e vi permetterà di rendere gli appunti più leggibili e completi.
  • e tre, usate il metodo Cornell. Facciamola semplice, non è neanche necessario che usiate tutto il metodo, se vi interessa fino in fondo magari ne riparliamo, per il livello scolastico è più che sufficiente dividere il foglio in due parti: a destra scrivete gli appunti schematici, a sinistra segnate una serie di domande che potrebbero essere quelle che l’insegnante vi farà in interrogazione o nel compito in classe. Mettetevi nei panni del professore e provate a pensare a quali domande fareste. Così poi, quando rileggerete gli appunti e li metterete a posto, potrete usare quelle domande per facilitare la fase di lettura, di testing e di ripasso!

Semplice, ma efficace.

Vai col prossimo consiglio!

TENERSI IN PARI  

Tutti vi dicono sempre di tenervi in pari, di non prendervi indietro, di non accumulare ritardo nello studio, ma nessuno vi dice cosa questo significhi nel concreto delle tue giornate. Ve lo spiego io, dovete cambiare del tutto la struttura delle vostre giornate.

Normalmente quello che fate è svolgere ogni giorno i compiti per il giorno successivo e studiare per le eventuali interrogazioni e compiti in classe, giusto?

Sbagliato, sbagliatissimo. Dovete iniziare a rendervi conto che non siete in balia di professori, professoresse e casualità, siete in grado di determinare i vostri risultati e di essere responsabili. Certo, la sfiga esiste così come esistono gli insegnanti stronzi, i compiti a sorpresa e gli imprevisti, ma il ruolo di tutto questo può essere estremamente limitato nel risultato finale se affrontato nel modo giusto.

Fate così: ogni giorno, quando tornate a casa, per prima cosa fate tutti i compiti che vi sono stati assegnati la mattina a scuola. Sì, quelli che vi verranno richiesti fra qualche giorno o persino la settimana prossima. Se la mattina avete fatto matematica e vi ha assegnato 10 esercizi per mercoledì prossimo, invece di farli martedì prossimo li fate oggi. Così per tutte le materie. Il carico di lavoro è lo stesso, ma la distribuzione molto più efficace e semplice da gestire.

Per quanto riguarda lo studio, fate la stessa cosa: ogni giorno riguardate gli appunti e applicate il metodo di studio al libro sulle materie fatte alla mattina. Se non riuscite a farlo su tutte, come spesso potrà succedere, fatelo quantomeno su quelle più difficili o su cui siete più spesso in difficoltà e poi recuperate le altre nei giorni successivi.

Aggiungo anche un altro consiglio bonus: tenete sempre monitorate le materie e lo studio allo stesso tempo.

Fate una tabella semplice in cui inserire le materie, fin dove è arrivato o arrivata l’insegnante a spiegare e fin dove siete arrivati voi a studiare. Teentela costantemente aggiornata, ogni santissimo giorno (per questo vi consiglio di usare Excel o Notion e usarla in formato digitale) e prestate particolare attenzione alla differenza tra dove è arrivata la spiegazione e dove siete arrivati voi.

Un paio di pagine o di paragrafi di distanza ci sta, è la norma, nessuno si aspetta che davvero riusciate a rimanere perfettamente in pari in tutte le materie.

Cinque-sei pagine, un mezzo capitolo di distanza è qualcosa che potete permettervi solo nelle materie in cui andate già molto bene o siete appena stati interrogati o comunque in cui avete una situazione rilassata, ma non potete permettervi che peggiori.

Un capitolo intero di distanza è troppo, significa che alla prima occasione di verifica o interrogazione sarete costretti a full immersion dannose e rischierete di trascurare qualcos’altro, con tutte le conseguenze del caso.

L’unico problema con questa strategia (che è la migliore in assoluto, non discutere, non provarci neanche, ho ragione io, mi spiace, mettitela via) è che non puoi cominciare ad applicarla a metà quadrimestre. Non funziona così. Quando il circolo vizioso del fare i compiti e studiare all’ultimo momento è partito, non avete più tempo per cambiarlo, perché rischiate di prendere brutti voti pesantissimi.

Ci sono solo due momenti in cui si può ripartire con questo approccio: dalle prime settimane dell’anno o subito dopo le vacanze di Natale. Stop, non avete altre opzioni.

Il momento è ora! Poi non dite che non ve lo avevo detto.

COMPRENDERE I MECCANISMI

Ho pubblicato qualche tempo fa un articolo su come recuperare un debito a scuola (andate a vedervelo!).

Un video piuttosto utile e interessante a mio modo di vedere, ma quello che mi ha sorpreso è che verso la fine dell’anno scorso le visualizzazioni si sono impennate e, soprattutto, ho cominciato a ricevere messaggi disperati di ragazzi e ragazze che mi chiedevano informazioni sulla media, su come si recupera il debito, se secondo me avrebbero preso il debito oppure no, se sarebbero stati bocciati.

Questo mi ha fatto capire una cosa: voi non sapete come funzioni la situazione, non avete idea delle conseguenze dei debiti e di come gestirle.

Al di là del come si recupera un debito, per cui vi rimando a quell’articolo, e del fatto evidente che la cosa migliore in assoluto è non trovarsi mai nella situazione di prenderlo, il consiglio che vi voglio dare ora è quello di raccogliere informazioni, di sviluppare consapevolezza del meccanismo, di sapere davvero come funziona la scuola.

Perché se sapete, forse, capirete anche meglio il primo punto di cui abbiamo parlato, capirete quanto possa essere difficile nel secondo quadrimestre recuperare i debiti del primo portando allo stesso tempo avanti lo studio dei nuovi argomenti e, magari, vi prenderete per tempo.

Altra cosa però: le informazioni su tutto questo prendetele di prima mano, non chiedendo a caso su internet, ma sentendo compagni e compagne che ci sono già passati o passate e, soprattutto, chiedendo ai vostri insegnanti. E questo ci porta dritti al prossimo punto.

COMUNICARE CON I PROFESSORI

Io lo so che i professori e le professoresse, per voi, sono il nemico. E so anche che ci sono in giro anche insegnanti pessimi, che non sanno fare il loro lavoro e vi rendono la vita un inferno. Ma, intanto non sono tutti così e ci sono anche insegnanti capaci, disponibili, che ci tengono, e poi, in ogni caso, non potete tenervi sempre a distanza.

Se mettete un muro tra voi e chi vi insegna e vi valuta, se c’è un “noi contro di loro”, quello che accade è che la figura aliena del docente diventa anche sconosciuta e misteriosa e vi perdete informazioni importanti, come quelle sui debiti, per esempio, o sui compiti o sui programmi o su cosa ci sarà esattamente nella verifica tra una settimana.

E poi vi ritrovate a chiedere a me cose che io non posso sapere e che avreste dovuto chiedere proprio agli insegnanti.

Non è una buona idea.

Avviate un dialogo, organizzate per bene la vostra rappresentanza di classe, non buttandola a caso ma scegliendo persone che davvero possano rappresentarvi e che vi aiutino a instaurare un dialogo continuo, proficuo, utile, completo.

CURARE GLI STRUMENTI

Il quarto consiglio è forse il meno importante, ma non lo sottovaluterei vista la situazione di quest’anno: curate gli strumenti di studio.

Ora, su questo c’è poco da fare: le ragazze sono più organizzate, basta vedere la miriade impressionante di video YouTube di ragazze che recensiscono astucci, penne, evidenziatori e quadernini colorati.

La situazione dei maschi è il degrado più assoluto, degrado organizzativo, morale, personale, etico: roba lanciata da una parte all’altra della classe, penne rubate, astucci più unti e lerci del motore di un trattore degli anni ’70, quaderni strappati, fogli stropicciati…

Ovviamente è uno stupido stereotipo di genere, le eccezioni sono infinite, lasciatemelo passare, sto cercando anche di fare un po’ di ironia…

In ogni caso, sapete che c’è? Mi spiace, sbagliano entrambi gli schieramenti.

Ragazzi, voi sbagliate perché sembra che vi riforniate di strumenti di studio direttamente dalle discariche comunali.

Ragazze, voi sbagliate perché più che un banco il vostro sembra una succursale di Tiger, tra oggetti colorati, animaletti e matite in ordine di durezza della mina.

La soluzione: ben riforniti, ma essenziali. Qualche colore necessario per i vostri schemi, matita, penna, gomma, cancellino. Quaderni? Io vi consiglio quelli ad anelli, magari con le bustine trasparenti e i fogli removibili, più semplici da tenere organizzati e da gestire, anche perché potete usarne uno solo per più materie.

Non esagerate, portate poche cose, quest’anno sarà diverso e avere troppi libri, fogli, quaderni e strumenti in giro sarà estremamente scomodo. Pensateci prima e siate previdenti.


VISIONE A LUNGO TERMINE

Infine, smettetela di guardare al domani o al fra una settimana. Cominciate a costruire una visione di lungo periodo, che tenga conto per esempio della maturità, se siete all’ultimo anno, della fine del quadrimestre, del prossimo mese.

Uscite da questo tunnel in cui vi ritrovate abbassando la testa e camminando guardandovi i piedi, smettete di vivere alla giornata, organizzatevi, createvi un Master Plan, preparatevi per l’arrivo della verifica anche prima che sia stata annunciata.

Non fatevi perennemente cogliere di sorpresa, altrimenti veramente tutti questi buoni consigli si sgretoleranno e non riuscirete mai a ottenere risultati eccellenti in tutti i sensi.

E, consiglio bonus, in questa visione a lungo termine inseriteci anche il migliorare nel vostro metodo di studio, impadronirvi di nuove tecniche, diventare più rapidi, efficienti, cominciare a capire come si fa una lettura efficace scaricando il mio manuale gratuito Leggere per sapere, cominciare a capire come si costruisce uno schema, come si fa il testing e tutto il resto di cui parliamo sempre.

Bene così, ho parlato fin troppo, fatemi sapere i vostri dubbi, i vostri consigli, le vostre storie di rientro a scuola, condividete l’articolo con tutti i vostri compagni, e non mollate neanche di un centimetro.

Se poi volete anche trasformare il vostro metodo di studio una volta per tutte e fare il salto di qualità definitivo date un’occhiata a Sistema ADC, il mio videocorso sul metodo di studio, non esiste niente che neanche gli vada vicino.

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Alessandro de Concini