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Ad Astra: la scuola segreta di Elon Musk

Credo che Elon Musk ce lo abbiate presente, il miliardario sudafricano tra gli uomini più ricchi, influenti, geniali e svitati del mondo, sempre sulle prime pagine dei giornali per qualche invenzione o qualche tweet fuori luogo, il volto e la mente dietro a TeslaSpaceX, Neuralink, Boring Company e mille altre aziende tech

Tra l’altro, ho parlato di lui già in diversi articoli in cui spiego i segreti dell’apprendimento di Elon Musk, ve ne linko un paio di interessanti!

Tra una controversia e l’altra, Elon ha trovato pure il tempo di creare una scuola sperimentale per i suoi figli, interamente finanziata da lui, che poi si è evoluta in un progetto di cui si sa poco, volutamente tenuto privato e lontano dai riflettori

“Ad Astra”, verso le stelle, questo è il nome che ha scelto.

In questo articolo scopriamo la scuola segreta di Elon Musk e cerchiamo di capire se sia l’ennesima pazzia o una vera rivoluzione a livello didattico e di apprendimento.

LA STORIA 

La storia della scuola di Elon Musk è semplice… più o meno.

Fino al 2013, i cinque figli di Elon Musk (ora sono sei) frequentavano tutti l’esclusiva scuola d’eccellenza Mirman per ragazzi plusdotati con sede a Los Angeles, ma da quel poco che si sa Musk era deluso e frustrato dalla struttura e dagli insegnamenti della scuola, anche se non si sa bene perché a dire il vero, non ha mai reso noti i dettagli.

Nel 2014 decide di fondare una sua versione di scuola insieme a Joshua Daun, un insegnante tra i responsabili proprio della scuola Mirman e ad altri insegnanti di livello altissimo che condividessero le sue idee pedagogiche.

Quando a Musk una cosa non piace, lui se la ricostruisce da solo.

Inizialmente la scuola era riservata solo ed esclusivamente ai figli di Elon e si organizzava all’interno di una sala conferenze di SpaceX, poi si è espansa gradualmente a figli di figure rilevanti delle aziende di Musk e ora ospita all’incirca 40 tra ragazzi e ragazze tra gli 8 e i 14 anni, e c’è pure un sito internet piuttosto oscuro e incomprensibile dove sembra si possa candidare il proprio figlio, con domande online sulla colonizzazione dei pianeti e problemi su cui il ragazzo si deve esprimere.

Il processo di selezione, così come i parametri usati, sono del tutto misteriosi e arbitrari, si legge in giro di dipendenti di SpaceX che non riescono nemmeno a ricevere informazioni sulla scuola, nonostante nel loro contratto con l’azienda, Ad Astra fosse menzionata fra i benefit. Solo pochi eletti, insomma, non si sa bene scelti in che modo, vi possono accedere per ora.

Vi lascio sotto qualche articolo per approfondire.

I PRINCIPI

Su quali principi si basa questa rivoluzionaria scuola indipendente? Come dicevo, non trapela moltissimo dalle aule di Ad Astra, ma 3 principi sembrano costituire il cuore dell’offerta didattica e formativa.

  • Per prima cosa, la struttura stessa della formazione è completamente diversa da una scuola tradizionale: nella scuola secondo Elon Musk non ci sono classi né livelli, gli studenti partecipano e lavorano tutti insieme, a prescindere dall’età o dalle capacità.

Il programma è incentrato su veri e propri progetti affrontati attraverso apprendimento cooperativo, lavoro di gruppo e confronto tra i ragazzi, che sono visti come essenziali.

Ah, e niente voti tradizionalmente intesi, ovvio.

  • Il secondo elemento è proprio il metodo didattico e pedagogico adottato: parlavamo di progetti e apprendimento cooperativo, giusto? Ecco, il fulcro è proprio l’idea di progetto pratico, di realizzazione di qualcosa, di costruzione.

I ragazzi devono costruire robot da guerra, programmare videogiochi, simulare una lotta per sconfiggere intelligenze artificiali ostili, discutere di politica…

Uno dei principi fondamentali che Elon Musk sempre e comunque promuove è proprio il famoso “teach to the problem, no to the solution”, cioè concentrati sull’insegnare i problemi, non le soluzioni

Ai ragazzi vengono posti dei dilemmi, delle situazioni da risolvere, delle sfide sugli argomenti più disparati e vengono poi incoraggiati a sviluppare le conoscenze, i ragionamenti e le competenze necessarie ad affrontarli.

E poi sono favoriti i dibattiti e i confronti di tutti i tipi.

  • Il terzo principio è la personalizzazione: se in gran parte la didattica è cooperativa e di gruppo, l’attenzione specifica è tutta sul singolo ragazzo o sulla singola ragazza. L’obiettivo è valorizzare le capacità e le propensioni individuali, rispettare e incoraggiare i tempi, il carattere e le inclinazioni di ogni individuo permettendogli così di raggiungere il suo pieno potenziale.

Questo è un punto che a Musk sta particolarmente a cuore, infatti ha più volte raccontato della sua esperienza terribile a scuola, dove le sue “stranezze” e le sue capacità intellettive superiori lo hanno esposto a episodi di bullismo anche piuttosto violenti e traumatizzanti.

In Ad Astra nessuna materia è obbligatoria, gli alunni possono scegliere, cambiare, costruire il proprio curriculum scolastico a piacimento e contribuire ai lavori di gruppo nella misura in cui sono in grado di farlo, secondo i loro tempi, senza pressioni esterne, senza una competizione tossica o un focus maniacale sulla performance.

LE MATERIE

Ma che cosa si studia nella scuola di Elon Musk?

Storia, geografia, matematica e scienze? Greco e latino? Filosofia? Storia dell’arte? Musica? Sport? 

Niente di tutto questo. Non nel modo tradizionale, comunque.

Ad Astra

Il curriculum completo non è noto, ma si sa per certo, ad esempio, che in Ad Astra non vengono insegnate le lingue, perché Elon è certo che nel giro di qualche anno tutti avremo dei traduttori digitali istantanei e conoscere lingue straniere sarà del tutto inutile.

L’insegnamento si concentra sulle nuove tecnologie, l’informatica, il coding, l’ingegneria, la costruzione pratica, ma anche l’etica e il ragionamento critico, l’avvicinamento all’imprenditoria e lo sviluppo di hard e soft skill fondamentali nel mondo dell’innovazione e del lavoro.

OLTRE AD ASTRA

Ma il progetto Ad Astra cerca di andare oltre al piccolo recinto della scuola di Musk e vuole portare l’innovazione e lo stile di insegnamento e formazione che lo caratterizza anche all’esterno.

Prima di tutto sembra che siano disponibili dei pacchetti per tutti gli scartati dalla selezione della scuola per applicare lo stesso tipo di insegnamento in versione home schooling, altro trend in costante crescita, specie negli States.

E poi c’è Astra Nova, lo spinoff online di Ad Astra, gestito dagli stessi responsabili, completamente no profit, così come il resto dell’iniziativa, che si pone l’obiettivo di sfruttare i canali digitali per portare il futuro dell’istruzione, secondo la visione dei suoi creatori, in tutto il mondo.

CHE COSA NE PENSO

E io, che cosa ne penso?

Beh, penso che innanzitutto la grande innovazione in questo progetto sia, banalmente, l’averlo davvero messo in pratica.

Per quanto rivoluzionari e innovativi possano sembrare all’apparenza i principi portati avanti da Ad Astra, in realtà non si allontanano poi molto da quello che gli studi pedagogici e di psicologia dell’apprendimento conoscono e predicano da tempo, da tanto tempo.

E non sono poi neanche così diversi da quello che le scuole di certi paesi del nord Europa già mettono in pratica con enorme successo.

I principi sono noti e apprezzabilissimi: partire dallo sviluppo di conoscenze e competenze, dalla risoluzione di problemi, dal superamento del nozionismo sterile in favore dello sviluppo di uno spirito critico e di una valorizzazione di curiosità e creatività, il focus sul lavoro produttivo di gruppo ma, al tempo stesso, sulla valorizzazione dell’individuo, il superamento del sistema dei voti e una maggiore attenzione sulla psicologia dei ragazzi e sull’incoraggiare i loro talenti.

Io su questo mi trovo perfettamente in linea con lo stile di Ad Astra e credo che non siano questi principi a rendere unica e speciale questa scuola, bensì il fatto che li abbiano messi in pratica davvero.

In pieno stile Elon Musk, il suo vero valore è quello di avere la visione e forse anche la follia necessaria a concretizzare l’innovazione, a testarla, metterla alla prova, non soltanto parlarne.

Sulla scelta delle materie sono d’accordo solo a metà, nel senso che sono convinto che le nuove tecnologie, l’etica e il pensiero critico debbano essere al centro della scuola del futuro ma anche del presente, ma penso che alcuni dei programmi tradizionali di lingua, di matematica, di cultura, di storia, siano fondamentali e non siano affatto da buttare, semmai da riformare.

Anche lo sviluppo e l’incoraggiamento all’imprenditoria è una cosa meravigliosa, ma non dobbiamo fare l’errore di pensare di essere tutti uguali, che tutti abbiano la stessa indole e non possiamo nemmeno fare l’errore di creare una scuola incentrata solo sul valorizzare i ragazzi plusdotati, rischiando di trascurare quelli più normali.

L’altra criticità che vedo è nell’organizzazione: il sistema pensato da Musk temo sia incompatibile, almeno ad oggi, con una scuola di massa, con migliaia e migliaia di alunni, e presenta delle sfide incredibilmente complesse se l’obiettivo è diffonderla in scala. Il rischio è che rimanga solo un esperimento eccentrico per super ricchi e privilegiati.

Non che ci sia nulla di male eh, chi potrà permettersi qualcosa del genere farà bene ad approfittarne, ma se si vuole avere un reale impatto sul mondo scolastico bisogna a un certo punto scendere dalle colline di Los Angeles ed entrare nella società vera.

Probabilmente sarebbe necessario scendere ad alcuni compromessi: l’organizzazione scolastica non è frutto solo di arretratezza e rigidità culturale (anche se certamente questo gioca un ruolo chiave), ma anche di esigenze strutturali.

Infine, vedo una fortissima impronta delle idee e della personalità di Musk, come se questa scuola fosse il suo tentativo di creare qualcosa per il sé stesso bambino. Io, lo sapete, credo che Musk sia una delle persone più rilevanti della contemporaneità, un uomo dall’intelligenza e dalla capacità incalcolabili, che rimarrà nei libri di storia, ma è inutile negare anche le sue debolezze, il suo egocentrismo, il suo carattere instabile e la sua tendenza ad occuparsi anche di cose in cui non è poi realmente competente spacciandosi per esperto, basti pensare a cosa diceva del Covid qualche mese fa.

Credo che l’ultima parola la dovranno avere studiosi, psicologi cognitivi, pedagogisti ed esperti educatori, ma sono anche convinto che questo esperimento, con pure le sue stranezze e la sua oscurità, anticipi i tempi e porti alla ribalta alcuni concetti che dovranno per forza diventare centrali nella scuola del prossimo secolo.

A questo punto però voglio sapere che cosa ne pensate voi della scuola secondo Elon Musk, è il futuro o solo l’ennesima provocazione del pazzoide dei razzi? Ci andreste, se possibile? Ci iscrivereste i vostri figli?

Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche quelli che ho scritto su  Bill GatesElon MuskBatman e Bruce Lee, ti sorprenderanno.

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