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Come capire se stai studiando troppo

Studiare troppo è tanto dannoso quanto studiare troppo poco o, forse persino di più: infatti, se studiamo troppo poco quello che rischiamo ovviamente è di non essere preparati e di fallire al nostro esame, studiando troppo non soltanto rischiamo la stessa cosa, ma in più scherziamo col fuoco e “flirtiamo” con lo stress e l’esaurimento. Insomma, lo hai capito: non è una buona idea.

Abbiamo discusso tante volte dell’importanza delle pause dallo studio, del sonno, dello svago per controbilanciare lo stress cognitivo che arriva dallo studio, ma come fare a capire se effettivamente stiamo esagerando?

Ecco 5 sintomi che ti aiuteranno a capirlo:

  • Il tempo: non c’è una regola fissa sul “quanto” studiare ogni giorno, che possa andare bene per chiunque in qualunque situazione, tuttavia possiamo sicuramente trovare un limite massimo. Se il tuo studio occupa più di un terzo della giornata complessiva (dunque più di 8 ore) puoi stare certo che ti stai spingendo troppo in là. Nella settimana che precede un esame può sembrare quasi normale passare più tempo del solito sui libri, anche solo perché si vuole ripassare tutto correttamente. Diverso è, però, cominciare a fare reclusione un mese prima dell’esame. Se hai organizzato bene il tuo lavoro fino alla data X, non avrai bisogno di chiuderti in camera come se fosse l’antro di Batman. Certo, se sei costretto a farlo dalle circostanze, forse questo significa che hai sbagliato qualcosa nella pianificazione dello studio stesso, e molto probabilmente sei finito nel pieno del cramming. Ma questo è un problema di cui parliamo un’altra volta;
  • Sonno e spossatezza: se ti senti continuamente stanco, anche quando hai dormito le tue giuste ore di notte, se sei spossato tutto il giorno, ti si chiudono gli occhi, fatichi a stare dritto alla scrivania, se anche facendo pause frequenti (come con la tecnica del pomodoro) ti è difficile rimanere concentrato, bé, con grande probabilità stai studiando troppo e lo stress ha iniziato ad accumularsi. Questo vale anche se senti che sta diventando faticoso sia addormentarti che svegliarti, o se ti prendono quelle botte di sonno colossali a metà giornata. Tutti sinonimi del fatto che forse c’è bisogno di uno stacco;
  • Mancanza di motivazione generale: non sto parlando di motivazione allo studio di per sé, sia chiaro, difficilmente si è entusiasti di passare mezza giornata davanti a un libro, no, parlo di motivazione generale sotto i livelli di guardia. Ti è mai capitato di star facendo schemi o esercizi e di non riuscire a rimanere concentrato sul procedimento? Bene, perché anche questo è un sintomo del fatto che stai spingendo il vostro cervello oltre la soglia di guardia. Se stai studiando troppo e vai verso l’esaurimento ogni attività, compresi gli hobby, le tue passioni, la socialità, l’allenamento fisico ne risentiranno. È come se la tua mente, devastata dall’eccesso di sforzo cognitivo, non avesse più voglia di fare nient’altro. Anche l’umore, tra l’altro comincerà a risentirne, sarai spesso scontroso e frustrato;
  • Sintomi fisici negativi: mal di testa sopra di tutti, ma anche male alla schiena, alle spalle (spesso acuito da una postura scorretta quando studi) e dolori assortiti. La verità, che troppo spesso diamo per scontata, è che il corpo parla. Manda dei segnali molto chiari sul fatto che si stia raggiungendo un limite massimo. Ne abbiamo già citati tanti, ma non devi dare per scontato nemmeno i momenti di grande fame. Sì, proprio i momenti atavici in cui mangeresti anche il tavolo. C’è poi un altro fenomeno fisico che puoi considerare come un vero campanello d’allarme: il senso di rifiuto. Per farti capire meglio, hai mai avuto la sensazione, quando ti alzi la mattina, di sederti al tavolo e sentire un senso di nausea e repulsione anche solo a pensare di aprire il video? Bene, vuol dire che sei pieno. Il tuo cervello ha bisogno di riposare di più, perché sul momento non può assorbire nient’altro;
  • Performance deludenti: lentezza incredibile nello studio, errori costanti negli esercizi pratici, fatica a ricordare quanto imparato, insofferenza verso le varie metodologie che impieghi, vuoti di memoria, generale sensazione di non aver imparato nulla. Più la sensazione di stanchezza è elevata, più la nostra soglia dell’attenzione e la voglia di fare si abbassano. Capita a tutti, almeno una volta, di stare chini sui libri e di fissare il paragrafo anche per un’ora, senza riuscire ad andare avanti e, soprattutto, senza capire davvero cosa stiamo leggendo. Siamo saturi, e ormai assorbire nuove informazioni è pressoché impossibile.

Oltre a questi cinque punti volevo aggiungerne uno a parte, una mia piccola opinione personale. Tra i segnali del studiare troppo c’è anche il parlare costantemente dello studio stesso. Prova a farci caso: sei a bere una birra con degli amici, e ogni volta che ne hai l’occasione, anche se si sta parlando di dove andare in vacanza ad agosto, trovi il modo di inserire nel discorso lo studio. Magari non è una cosa che si fa consapevolmente, ma capita. I momenti in cui siamo lontani dai libri sono anche quelli in cui dovremmo distrarci di più, liberandoci completamente dal pensiero di lezioni ed esami. Perciò, se non riesci a smettere di parlare di studio nemmeno fuori casa, forse dovresti considerare di ridimensionare il tuo carico di lavoro.

Se uno o più di questi sintomi dovessero presentarsi devi prestarci molta attenzione e non sottovalutarli. L’esaurimento è una cosa seria e, come dico sempre, lo studio è una maratona, non uno sprint: dobbiamo gestire il nostro apprendimento in modo sostenibile a lungo termine, non crollare a metà gara.

Usa questi sintomi come campanelli d’allarme e prendi sul serio questo aspetto, spesso sottovalutato, del metodo di studio. Organizzati, lascia il giusto tempo alla tua mente di riprenderti, e il tuo studio generale farà un salto di qualità.

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Alessandro de Concini