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Il vocabolario del metodo di studio

L’inglese: croce e delizia dei nostri tempi.

L’inglese che è la lingua di internet, la lingua internazionale, la lingua dell’economia, la lingua della scienza, la lingua di… tutto, compreso lo studio.

Sì, perché quando ho cominciato, ormai più di 10 anni fa, a cercare informazioni serie, veritiere, verificabili sul mondo dell’apprendimento efficace, della cognizione e dello studio mi sono rapidamente reso conto che trovare risposte alle mie domande in italiano sarebbe stato non solo difficile, ma impossibile.

I più autorevoli siti aggregatori di ricerche scientifiche sono in inglese, le pagine wikipedia più dettagliate sono in inglese, i libri didattici e divulgativi più completi sono in inglese, i video YouTube più ricchi di informazioni sono in inglese… avete capito l’antifona.

Ora, potrei anche rimandarvi ai miei approfondimenti su come si imparano le lingue straniere e chiuderla qui, ma il fatto è che ancora molti di voi fanno fatica con la lingua della perfida Albione, lo si vede da quante volte domandate “in italiano si trova?” ogni volta che nomino un testo scritto in inglese. E così il 10 settembre 2020 ho fatto una live spiegandovi alcuni dei termini inglesi relativi al mondo dello studio più importanti da conoscere…

In questo articolo riprendo quei termini, ne aggiungo qualcuno in più e li spiego uno per uno. Da ora in poi non avrete più scuse. Ecco il vostro vocabolario inglese dello studio!

Non provate a dirmi che è un articolo pigro, facile da fare, perché lo so già che lo è, ma è anche molto molto utile per parecchia gente. Due piccioni con una proverbiale fava.

SPACING:

È il principio per il quale l’apprendimento, o studio, risulta più efficace quando è distribuito nel tempo. Concretamente, significa 2 cose:

  1. che studiare mezz’ora ogni giorno è più efficace a lungo termine che studiare 3 ore e mezza di fila una volta alla settimana
  2. che ripassare di frequente, a intervalli di tempo precisi, invece che tutto in una volta alla fine dello studio, permette di ricordare meglio e più a lungo

SPACED REPETITIONS:

Vengono spesso tradotte in italiano con ripetizioni programmate, ripetizioni dilazionate, ripetizioni spaziate, non sono altro che l’applicazione concreta del principio dello spacing alla fase di ripasso. Si ripassa a intervalli di tempo crescenti a partire da poche ore dopo aver studiato qualcosa, secondo una progressione che, semplificata, funziona più o meno così: la prima ripetizione dopo qualche ora, poi dopo 24 ore, poi dopo qualche giorno, poi dopo una settimana, poi dopo un mese, poi dopo 3 mesi e così via.

FORGETTING CURVE:

La curva dell’oblio, scoperta alla fine dell’800 dallo scienziato tedesco Ermann Hebbinghaus, è la progressione negativa della memoria, la curva che segue il suo decadimento. Proprio studiando questa curva Hebbinghaus ha scoperto il principio dello spacing e posto le basi per il concetto di spaced repetitions.

CRAMMING

L’opposto dello spacing è la pratica di accumulare lo studio in sessioni full-immersion a ridosso della scadenza, che sia un esame, una verifica, un’interrogazione, un concorso. Ha dei piccoli vantaggi a breve termine sulla performance ma è difficile da pianificare in modo accurato, e a lungo termine non permette il consolidamento, è rischioso e porta a un accumulo di stress, che poi sono i motivi per cui gli esami non si possono preparare in 4 giorni.

CHUNKING

Letteralmente significa spezzettamento, è l’idea di dividere e raggruppare una serie di informazioni che vogliamo apprendere o utilizzare per permettere alla memoria di lavoro di gestirle al meglio e alla memoria a lungo termine di consolidarle più facilmente. È il motivo per cui il numero della carta di credito è diviso in blocchi di 4 e non scritto tutto in fila, o per cui, quando si detta un numero di telefono, si va a coppie o triplette e non tutto insieme.

È un principio che funziona a tutti i livelli nello studio e nell’apprendimento di qualsiasi cosa.

TESTING

Che poi è l’abbreviazione di “testing effect”, effetto testing, la constatazione che il modo più efficace ed efficiente di ricordare qualcosa a lungo non è quello di rileggere o riascoltare o riscrivere, ma piuttosto di mettersi alla prova con esercizi pratici, quiz, domande e risposte. Sta alla base delle fasi di applicazione e di ripasso in tutti i metodi di studio avanzati.

ACTIVE RECALL

Il principio cognitivo su cui si basa l’efficacia del testing. Traducibile con “richiamo attivo” o “recupero attivo” è l’atto di frugare nella memoria a lungo termine e ripescare l’informazione che cerchiamo.

Lo mettiamo in pratica quando siamo sottoposti a una domanda o ci troviamo di fronte a un problema da risolvere che richiede l’applicazione di un’informazione precisa imparata in precedenza. Lo sforzo dell’active recall è ciò che rende efficace l’uso del testing.

FLASHCARDS

Uno degli strumenti pratici per applicare testing e active recall. Non sono altro che bigliettini, virtuali o cartacei, contenenti una domanda o un esercizio da risolvere. Nei metodi di studio più semplici sul retro del biglietto è presente anche la risposta alla domanda.

Nel metodo di studio che insegno, che trovate in Sistema ADC, il mio videocorso completo, che è anche il miglior corso di metodo di studio esistente, non serve scrivere la risposta, perché la si ritrova in un attimo sullo schema creato nello step di studio precedente.

DESIRABLE DIFFICULTY

Difficoltà desiderabile: è il concetto per cui lo studio deve metterci di fronte a delle sfide e deve costringerci a uno sforzo, non troppo eccessivo né troppo blando. Un giusto livello di difficoltà, di sfida, che ci permette di tirare fuori il meglio di noi e di sfruttare appieno il nostro potenziale cognitivo, aiutandoci nel ragionamento e nella memorizzazione, senza aumentare eccessivamente il livello di affaticamento e stress.

L’assenza di difficoltà desiderabile impedisce lo sviluppo di conoscenze e competenze reali, così come l’assenza di sforzo muscolare impedisce di farsi i muscoli in palestra. Ecco perché sbobine, appunti presi dai compagni, metodi troppo immediati e automatici non funzionano. e c’è anzi bisogno che il metodo di studio ci ponga di fronte problemi e ci porti leggermente fuori dalla nostra zona di comfort.

DUAL-CODING 

È un termine complesso e sfaccettato nelle scienze cognitive. Nel caso del metodo di studio si riferisce alla constatazione che informazioni codificate e presentate con diverse modalità sensoriali e percettive vengono comprese e ricordate più facilmente e più a lungo.

È uno dei principi alla base dell’uso del colore e della grafica e della costruzione di schemi.

MAP

Mappa, usata di solito per indicare le due principali forme di schematizzazione: mappa mentale e mappa concettuale. Per quanto presentino modalità differenti, i due tipi di mappe sono sempre forme schematiche di rappresentazione della struttura di ragionamento e costituiscono metodi preziosi per la fase di rielaborazione

DIAGRAM

Diagramma, la traduzione sembra immediata, tuttavia quello che intendono con questo termine gli anglosassoni è qualunque rappresentazione schematica molto puntuale, specifica e rappresentativa di una tipologia di ragionamento o di argomento.

Potremmo classificare i diagrammi all’interno dei cosiddetti “schemi complementari”, schemi meno universali delle grandi categorie classiche, da utilizzare in momenti specifici.

SKIMMING

L’atto dello scorrere rapidamente un testo, senza leggere davvero, per farsi un’idea generale del contenuto e della struttura. È una delle fasi della cosiddetta “lettura esplorativa”, serie di attività preliminari alla lettura vera e propria.

SCANNING 

Simile allo skimming e alternativo ad esso, consiste nello scorrere rapidamente il testo alla ricerca di risposte a domande specifiche, formulate in una fase precedente. È di solito più semplice da usare per i principianti della lettura esplorativa, ma leggermente più lento in quanto costringe a più passate sul testo.

Sia lo skimming che lo scanning sono spiegati alla perfezione nel mio manuale gratuito di lettura efficace “leggere per sapere”.

SPEED-READING

La maledetta lettura veloce, pratica pseudoscientifica che promette di aumentare a livelli impressionanti la velocità di lettura senza perdere comprensione e ricordo. Non funziona, non è altro che skimming spacciato per lettura. 

PHOTO-READING

È sempre la stessa cosa, sempre lettura veloce e cioè sempre skimming spacciato per lettura. Anche questo non funziona, ma ha un nome ancora più suggestivo, perfetto per vendere corsi fuffa e farsi i dollarozzi.

MULTITASKING

L’atto di svolgere più attività contemporaneamente. È accettabile solo quando si tratta di attività altamente interiorizzate e automatiche, come guidare e parlare allo stesso tempo, ma più le attività si fanno intense a livello di ragionamento e sforzo cognitivo più il multitasking diventa pericoloso, ammazzando la concentrazione, aumentando gli errori, rallentando il ragionamento, danneggiando il ricordo. È sconsigliatissimo nello studio

OVERTHINKING

Letteralmente “pensare troppo”, questo si spiega abbastanza da solo.

MASTERPLAN

Il piano supremo, una pianificazione settimanale che dettaglia, ora per ora o mezz’ora per mezz’ora tutte le nostre giornate e le attività che le occupano.  È uno strumento eccezionale per la produttività e l’organizzazione nello studio.

NOTES

Note, che però possono indicare sia le note a margine che si possono prendere leggendo, sia gli appunti in classe sia, talvolta, gli schemi in generale.  È un termine un po’ vago e confuso con moltissime applicazioni possibili in inglese. L’italiano a mio avviso è più preciso con la suddivisione in “note”, “appunti” e “schemi”.

SUMMARIZE

Riassumere. Ma attenzione: se segui il mio blog sai che io odio i riassunti e faccio lobby per gli schemi quando si studia, tuttavia il verbo summarize può indicare anche il ricapitolare, il fare il punto, il riprendere i concetti fondamentali e ripensarci, non per forza il riscriverli sotto forma di riassunto vero e proprio.

In questa accezione, summarize è importantissimo nello studio, è quello che si fa in lettura efficace nella fase che io ho rinominato “puntualizzare”. Ci si ferma e si controlla di aver capito il succo del discorso. Oltre che in lettura efficace, avviene in realtà ad ogni passaggio dello studio.

LEARNING STYLES

Stili di apprendimento, qua c’è una controversia da chiarire. Con questo termine si indicano talvolta due cose ben diverse.

Da un lato gli stili di apprendimento “sensoriali”, i famosi cinestesico (o cinestetico), visivo e uditivo (o auditivo).

Dall’altro, gli stili cognitivi di elaborazione dell’informazione, spesso espressi sotto forma di coppie antitetiche: globale/analitico, sistematico/intuitivo, impulsivo/riflessivo. Consiglio agli interessati di approfondire il tema coi lavori di Cornoldi e del gruppo MT.

Ecco, se gli stili cognitivi di elaborazione dell’informazione sono una cosa seria e fanno parte dello studio psicologico e pedagogico, gli stili di apprendimento sensoriali sono una ca**ata pseudoscientifica.

Non funzionano, ne ho parlato anche in un articolo sulle bufale sul metodo di studio.

Ci siamo, direi che abbiamo affrontato tuti i termini inglesi relativi allo studio più importanti da conoscere e che mi sentirete usare spesso nei miei articoli. La lista sicuramente non è completa, mancherà qualcosa, qualcos’altro me lo sarò dimenticato, magari scrivetemi gli altri termini di cui non conoscete il significato o aggiungete termini che credete possano essere utili a tutti!

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Alessandro de Concini