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Come sottolineare in modo efficace nello studio

Ah, che bella sensazione quando hai finito di evidenziare tutto un paragrafo e il libro ha finalmente quel colore giallo psichedelico da evidenziatore che ti fa proprio dire “sì, ho studiato”. Fantastico.

Ovviamente sono ironico

Sottolineare in questo modo, come fa la stragrande maggioranza degli studenti, è del tutto inutile, una perdita di tempo, una pratica diffusasi non si sa come e poi passata di generazione in generazione, tramandata come fosse il segreto dello studio perfetto.

C’è chi sottolinea a matita, chi a penna, chi con gli evidenziatori, chi usa colori diversi, chi passa 2 o 3 volte sul testo evidenziando cose diverse… tutto inefficace, o quasi. Sì, perché sottolineare, se non si sa come farlo, non serve davvero a niente. Ma con qualche accortezza può diventare invece un utile strumento. 

E allora in questo articolo scopriamo insieme perché il modo in cui tu probabilmente sottolinei è inutile… e come invece dovresti farlo! 

E sì, va bene, va bene, lo ammetto, avrei dovuto chiamare questo articolo “sottolineare male non serve a niente, sottolineare bene invece è utile”, ho fatto il titolone clickbait senza ritegno, eh vabbè, che ci vuoi fare, devo campare anch’io, ormai sei qua. 

Per capire come si dovrebbe sottolineare dobbiamo per prima cosa chiarire quali siano gli errori che normalmente gli studenti compiono. Ce ne sono 5 principali:

SOTTOLINEARE TROPPO

Questo è il più comune e diffuso di tutti: gente che sottolinea pezzi di frasi, gente che sottolinea frasi intere, gente che sottolinea interi periodi, gente che sottolinea interi paragrafi, gente che non lascia neanche un minimo spazio tra una sottolineatura e l’altra in 497 pagine di libro.

Non una.

Nel fare questo quello che succede è che, al tempo stesso, si appiattisce il significato del testo, mettendo alla pari tutte le informazioni, e non si sfrutta il potere delle parole chiave.

Sottolineare tutto significa, di fatto, non sottolineare niente, e quella che dovrebbe essere un’operazione di sintesi, di scelta, di discriminazione fra ciò che è davvero rilevante e ciò che non lo è si trasforma in un esercizio autoreferenziale, fine a sé stesso, automatico, in qualche modo anche vigliacco, che non si prende la responsabilità di scartare nulla e non si sofferma a ragionare davvero sul testo.

SOTTOLINEARE IN MODO DISTRATTO

E questa è la diretta conseguenza del punto precedente. Più sottolineo, più la rendo un’operazione automatica e banale, più insorgerà la distrazione perché è l’attività, il coinvolgimento, lo sforzo che ci tiene concentrati.

In assenza di ciò si vedono studenti sottolineare scorrendo il testo troppo velocemente, senza alcuna focalizzazione, pensando a tutt’altro, con in mano questo tristissimo evidenziatore che si muove su e giù quasi da solo.

SOTTOLINEARE PROCRASTINANDO

È quello che succede quando, invece che cercare informazioni ed estrapolarle dal testo, si sottolinea soltanto per evidenziarne le parti importanti. È come se tu passassi sul testo senza davvero impegnarti su di esso, al solo scopo di lasciare dei bigliettini, dei post-it con scritto “attenzione, qui c’è una cosa importante”. 

Ma voglio farti ragionare su questo: a chi stai lasciando quei post-it? A te stesso quando tornerai sul testo, ecco a chi. Stai rimandando il lavoro, stai segnalando al te stesso del futuro in che punto della pagina dovrà concentrarsi di più quando, finalmente, si metterà a studiare.

Ecco perché diventa una versione nascosta della procrastinazione, un finto lavoro, una scusa che ti fa sentire impegnato, ti da la sensazione di esserti dato da fare, quando invece hai soltanto scaricato il lavoro sulla prossima passata.

SOTTOLINEARE PIÙ VOLTE

Questa è l’apoteosi: visto che non sono capace di sottolineare, lo faccio più volte, aumentando a dismisura la quantità di cose sottolineate, perdendo ancora più tempo, rileggendo il libro ancora di più, come se non lo facessi già abbastanza.

Sottolineare più volte è una follia, mi dispiace per chi è abituato così, ma è la rappresentazione perfetta dell’inefficienza. Fra un minuto vediamo come risolvere.

DARE TROPPA IMPORTANZA ALLA SOTTOLINEATURA

E questo è l’ultimo errore classico, scegliere mille colori diversi per segnalare diverse porzioni di testo o diversi argomenti, aggiungere infinite note al testo mentre lo si scorre, passare in generale troppo tempo a sottolineare. In realtà i colori potrebbero anche essere utili, per tre motivi:

  • Stimolano la nostra attenzione, la attraggono e ci permettono di far risaltare alcune informazioni e di rendere più ricco e interessante ciò che studiamo; è per questo motivo ad esempio che i libri moderni, specie quelli scientifici (ma anche quelli umanistici si stanno un po’ alla volta adeguando) sono stampati e progettati a colori e sono corredati da immagini, perché ciò rende la lettura più semplice, fa spiccare certe informazioni e rende anche meno pesante l’atto del passare gli occhi sul testo;
  • L’utilizzo dei colori, se impiegati in maniera puntuale e sensata, separa gli argomenti. Utilizzare i colori in modo strutturato significa non colorare a caso, l’obiettivo non è quello di trasformare il libro o il quaderno in un arlecchino su cui colorare tutto quanto soltanto perché è bello farlo, ma cercare invece di assegnare ad ogni colore un significato, cercando di creare una sorta di legenda, che renda più chiara e netta la suddivisione delle informazioni;
  • Stimolano la memoria visiva e permettono di orientarsi meglio sul testo o sui nostri schemi, facendo risparmiare tempo e contribuendo a costruire ricordi più solidi e duraturi.

Queste cose non sono sbagliate di per sé, ma sono indirizzate male, perché invece di concentrarle nella fase di sottolineatura, andrebbero approfondite dopo, nella realizzazione di uno schema. Usare diversi colori quando si studia non è del tutto sbagliato, ma farlo mentre sottolineate rischia, tra le altre cose, di rallentarvi parecchio.

È quasi obbligatorio, direi, l’utilizzo dei colori quando schematizzate. Non colorate tanto le parole che usate, quanto invece tutte le grafiche, aggiungete disegni, colorate le vostre caselle, le vostre frecce, sottolineate le parole particolarmente importanti o cerchiatele.

Utilizzate sempre il colore con grande attenzione, dividendo gli argomenti. Riempite i vostri schemi di colore in modo che siano facili da leggere, che vi aiutino a distinguere i diversi argomenti,  attirino la vostra attenzione e vi assistano nel ricordare al meglio.

Sottolineare dovrebbe essere un momento operativo, una tappa necessaria che ci serve a ottenere le parole chiave con le quali costruiremo le fasi successive dello studio.

C’è chi questi 5 errori li commette tutti, chi solo qualcuno, ma in generale sono tutti interconnessi tra di loro e l’uno conduce all’altro.

Per fortuna, però, non tutto è perduto. Si può sottolineare bene, basta solo sapere come farlo.

COSA ANDREBBE FATTO

Per prima cosa ci si deve mettere in mente di sottolineare una sola parola alla volta. Solo una alla volta. Ecco perché si chiamano parole chiave e non “frasi chiave”.

Leggo la frase, puntualizzo il suo significato, individuo il contenuto informativo e cioè il cuore del discorso e trovo le singole parole che veicolano quel significato.

Possono essere più o meno numerose a seconda della densità del testo, ma sono sempre singole parole. Spesso sono sostantivi, verbi, aggettivi qualificativi. Niente preposizioni, congiunzioni, quasi mai avverbi ecc.

Stacco la matita o l’evidenziatore dopo ogni parola, isolandola e selezionandola.

Ho spiegato nel dettaglio come individuare le parole chiave nel mio manuale leggere per sapere dove tratto ogni aspetto della lettura efficace, trovi il link qui sotto per scaricarlo, è gratis, quindi non hai scuse, e spacca veramente, oltre 4000 download e recensioni spettacolari finora, non dico altro.

Mentre sottolinei, per non incorrere nella distrazione, poniti costantemente domande mentre studiInterrogati sul testo, frase per frase, mantenendoti attivo e mettendo costantemente in discussione ogni tua scelta. Vorresti sottolineare una parola, sei sicuro sia quella giusta? Sicuro sia fondamentale? E se invece sottolineassi quell’altra? 

Trasforma la sottolineatura in un processo intenzionale di scelta e scrematura e non in quella procrastinazione mascherata di cui parlavamo. Sottolineare serve a capire e sintetizzare il testo qui ed ora, adesso, non dopo, non ci devi tornare più su quel libro, non si rimanda il lavoro, si ragiona in questo esatto momento e si sottolinea una volta sola.

Puoi sottolineare con una matita colorata, un evidenziatore, una penna, fai quello che ti pare, ma non metterti a cambiare i colori e fare diverse passate, non è questo il momento. Conserva questa energia visiva e creativa per la fase successiva dello studio, quando prenderai queste parole chiave e le trasferirai in uno schema.

Sottolineare bene, in modo utile ed efficiente per lo studio si può, ma bisogna farlo una parola alla volta, conoscendo cosa sia e come si individui una parola chiave, e soprattutto arrivando alla sottolineatura come culmine di un processo di ragionamento.

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Alessandro de Concini