pixel facebook Alessandro de Concini
Back

Le cause della procrastinazione (e come combatterle)

Le cause della procrastinazione, i motivi per cui ti riduci all’ultimo per poter rispettare una scadenza, o svolgere un’attività importante, sono sicuramente tantissimi e personali. Possono dipendere dalla particolare situazione in cui ti trovi, oppure dalle persone con cui interagisci, o ancora dalla fatica che percepisci. Eppure, se ci pensi attentamente, ti accorgerai che in fondo possono ricadere in alcune “macro categorie”.

Conoscere queste cause e capirne i meccanismi sottostanti può darti la chiave giusta per scoprire come puoi cambiare rotta e ritrovare la tua piena produttività.

PERCHÈ PROCRASTINI?

I motivi psicologici che spingono a procrastinare agiscono in modo diverso in ogni persona: magari in te ne domina uno in particolare, oppure si intrecciano tutti tra loro. Ogni persona ha il suo mix specifico.

In linea di massima, però, esistono 5 grandi cause della procrastinazione.

1. Per evitamento

Il motivo più comune è l’evitamento. Rimandi perché vuoi evitare un’attività o un compito che percepisci come sgradevole, difficile, una sorta di minaccia.

Questa sensazione non è razionale. È istintiva, viscerale. Un riflesso del tuo sistema di difesa mentale. Il problema è che, molto spesso, rimandi proprio quei compiti che, sul lungo periodo, potrebbero aiutarti a progredire significativamente nei tuoi progetti, evitandoti fallimenti e sensi di colpa.

2. Per ribellione e bisogno di autonomia

Un altro motivo profondo per cui potresti procrastinare è il desiderio di riprendere il controllo sulle tue azioni. È una forma di ribellione silenziosa contro le regole esterne, le imposizioni, l’autorità o le aspettative di chi ti circonda.

In questi casi, procrastinare diventa un modo (controproducente, ma comprensibile) per decidere cosa fare e quando farlo. Anche se, di fatto, si tratta solo di un’illusione, perché finirai per covare agitazione per tutti i compiti che si accumulano nel tempo.

3. Per performare

Che tu ci creda o no, almeno una volta hai rimandato intenzionalmente perché hai pensato che, sotto pressione, avresti reso meglio. È un copione classico: quante volte hai studiato all’ultimo momento? O magari hai consegnato un progetto di lavoro solo a ridosso della scadenza?

Il problema, in questi casi è che anche se a volte funziona, il prezzo in termini di stress, ansia e burnout è altissimo. E a lungo andare, rende tutto meno sostenibile.

4. Per motivi inconsci

C’è poi un motivo più subdolo, a volte nemmeno consapevole: potresti procrastinare per ottenere qualcosa da qualcun altro. Magari speri che altre persone svolgano un compito faticoso al posto tuo. Oppure potresti inconsciamente volerti vendicare di un torto che hai subito, o semplicemente restare indifferente alle richieste di una persona che non stimi.

Non sempre è manipolazione volontaria: a volte succede senza pensarci. Ma va riconosciuta, perché coinvolge direttamente le altre persone e potrebbe minare i tuoi rapporti.

5. Per sovraccarico

Infine, c’è il motivo del sovraccarico mentale. Troppi impegni, troppe promesse, troppi “sì” detti per compiacere le persone intorno a te. A un certo punto, la mente si blocca e procrastina non per pigrizia, ma per auto-conservarsi.

In questo caso, dovresti imparare a dire di no, a selezionare gli impegni e costruire una routine sostenibile.

COSA ALIMENTA LA PROCRASTINAZIONE

A questi motivi profondi si aggiungono poi le convinzioni sottostanti, cioè idee irrazionali che ti tengono nel limbo della procrastinazione senza che tu ne abbia la piena consapevolezza.

Convinzioni rigide e assolutistiche

Inconsciamente, potresti aver sviluppato l’idea che servano delle condizioni perfette per agire. Per esempio, prima di iniziare un’attività potresti avere pensieri come:

  • devo avere la giusta ispirazione;
  • devo avere la certezza di poter fare tutto perfettamente;
  • devo avere assoluto silenzio e ordine.

Queste pretese rigide trasformano semplici preferenze in ostacoli invalicabili. La verità è che non ti servono condizioni perfette per cominciare: basta iniziare comunque.

Terribilizzazione

Un altro errore comune è la terribilizzazione: può capitare di trasformare ogni piccolo disagio in una catastrofe.

La noia diventa intollerabile, la fatica è quasi sempre insopportabile e anche solo pensare all’attività da portare a termine ti causa ansia e frustrazioni.

In questi casi, non riesci a distinguere i veri problemi da semplici esperienze fastidiose ma affrontabili. La soluzione è provare a ridimensionale e a reagire in modo più equilibrato: questo ti permette di osservare la situazione con più distacco e oggettività, senza finire in un loop infinito di agitazione.

Intolleranza al disagio

Molto vicina alla terribilizzazione, c’è poi l’incapacità di gestire il disagio, il fastidio che potrebbero causarti le attività molto complesse.

Questa sfiducia nelle tue risorse a lungo andare ti immobilizza e ti impedisce di agire. In altre parole, ti blocchi nell’esatto istante in cui compare anche la più piccola sensazione negativa.

Svilimento

Hai mai notato che quando non ti senti all’altezza, o pensi che il compito da svolgere sia inutile o “non adatto a te”, entri in uno stato di svilimento? Preferisci non agire, piuttosto che fallire o affrontare il giudizio delle persone che ti circondano.

Questo ti spinge a non metterci alla prova, a rimanere troppo a lungo nelle tue zone di comfort, pur di non metterti in discussione. In questo modo, però, è anche impossibile migliorare, imparare, scoprire.

COME SCARDINARE LE CONVINZIONI TOSSICHE

Queste convinzioni alla base della procrastinazione non agiscono in modo isolato. Spesso sono collegate tra loro, si alimentano a vicenda e danno origine a un comportamento complesso, difficile da spezzare.

Eppure, il primo passo per cambiare è conoscere le cause della tue procrastinazione, nominarle, riconoscerle. Solo così potrai smontarle e sostituirle con pensieri più sani e funzionali.

Insomma, finché non comprendi i tuoi meccanismi interiori, la tua tendenza a rimandare continuerà a disturbarti e a interrompere anche le giornate più produttive.

Parti da quanto hai appena letto, analizza profondamente le cause della procrastinazione e individua quelle in cui ti riconosci maggiormente. Dopodiché inizia a lavorare per smettere di rimandare e aumentare la tua produttività.

Se ancora non bastasse e ti servisse un aiuto per impostare al meglio il tuo flusso di lavoro, ti aspettiamo in Progetto Pro², il videocorso che abbiamo pensato appositamente per aiutarti a sviluppare un preciso protocollo di produttività, eliminando tutto ciò che ti impedisce di esprimere al meglio le tue capacità.

Team ADC
Team ADC

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *