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Procrastinazione: 6 step per distruggerla

Quante volte rimandi qualcosa che sai di dover fare? Un compito importante, un progetto, una semplice email.

Intanto il tempo scorre, la lista delle cose da fare si allunga e tu resti in bilico tra senso di colpa e distrazioni mascherate da attività “utili”.

La procrastinazione non è solo una cattiva abitudine: è una vera e propria trappola mentale che ostacola la tua produttività, rallenta i tuoi progressi e mina la tua autostima. È il nemico invisibile che si nasconde dietro ogni “lo faccio dopo”.

Combattere questa pericolosa tendenza è possibile. In questo articolo ti guiderò attraverso 6 step pratici ed efficaci per smettere di rimandare e riprendere il controllo del tuo tempo e dei tuoi obiettivi.

1. COMPRENDI LA TUA PROCRASTINAZIONE

Capire perché continui a rimandare attività importanti, spostando scadenze e creando pericolose sovrapposizioni ti permetterà di individuare esattamente le convinzioni e le motivazioni profonde su cui poggia la tua procrastinazione.

Questo primo passaggio di certo non sarà sufficiente a sconfiggerla, ma porrà le basi per un miglioramento a lungo termine.

Sebbene i “sintomi” della procrastinazione siano praticamente sempre gli stessi, la malattia in sé può essere piuttosto diversa, per cui ti consiglio di approfondire, perché altrimenti qualunque cambiamento farai durerà poco, e tornerai ben presto alle tue vecchie abitudini.

Esistono decine di libri sull’argomento, nessuno semplice, diretto, chiaro e ben scritto come questo, “Procrastinare” di Windy Dryden. In questo libro uno psicologo e terapeuta eccezionale ti darà gli strumenti per capire come funziona nel profondo il tuo meccanismo di procrastinazione. Fatto questo, puoi passare allo step 2.

2. ELIMINA LO PSEUDOLAVORO

Lo pseudolavoro è quel tipo di attività che dà l’illusione di lavorare su qualcosa di utile e importante, ma in realtà fa solo perdere tempo. È procrastinazione camuffata da efficienza.

Va eliminato. Senza pietà.

Ma come si riconosce lo pseudolavoro?

Di solito si presenta sotto forma di attività preparatoria: non fa davvero avanzare il lavoro, ma sembra utile perché dovrebbe facilitarlo. Ed è proprio questo a rendere subdolo lo pseudolavoro.

Si nasconde in compiti apparentemente legittimi — come pianificare, fare ordine, leggere in preparazione — ma se portati all’eccesso si trasformano in spreco di tempo. Ci sono tre segnali in particolare per individuarlo.

  • Svolgi un’attività preparatoria per troppo tempo. Pianifichi per giorni? Per mettere a posto la scrivania perdi 6 ore? Fai la punta alle matite finché non sono appuntite abbastanza da essere usate come arma letale da John Wick? Ecco, magari stai esagerando.
  • Tendi a ripetere più e più volte lo stesso compito, ogni volta che puoi, anche quando ormai ha esaurito il suo scopo primario e se non lo svolgi ti senti incapace di procedere.
  • Dopo aver finito di svolgere l’attività preparatoria hai esaurito il tempo a disposizione e ti dici “ok, il primo passo è stato fatto”, fai una pausa e rimandi il vero inizio alla prossima sessione di studio o di lavoro.

In molti casi è difficile riconoscere lo pseudolavoro, proprio perché si tratta di un eccesso di attività che di per sé sarebbe utile, ma che si trasforma in una trappola quando diventa fine a se stesso. Proprio per questo serve attenzione e lucidità.

Come eliminarlo? Semplice: usa un timer. Imposta un tempo preciso e ragionevole per svolgere l’attività e, quando scade, ti fermi.

Pianificare un’intera sessione di studio? Un giorno. Riordinare la scrivania? Quindici minuti. Fare la punta alle matite di John Wick? Cinque minuti, non di più.

E se ti rendi conto che certe attività non portano alcun beneficio e ti fanno solo perdere tempo, il consiglio è uno solo: tagliale del tutto e vai avanti senza voltarti indietro.

3. RIDUCI LA DISTRAZIONE

La distrazione è il fertilizzante su cui cresce rigogliosa la pianta della procrastinazione.

Come non distrarti mentre studi? Prima di tutto riduci gli stimoli.

Non sei in grado di resistere alle notifiche di WhatsApp, nessuno di noi lo è. Meglio mettere il cellulare in modalità aereo mentre devi concentrarti, crea silenzio nella stanza, fai ordine sulla scrivania, scegli il minimalismo assoluto negli strumenti che usi.

E, soprattutto, dichiara morte al multitasking. Basta con questa follia di fare mille cose contemporaneamente e saltellare da un’attività all’altra.

Per distruggere la procrastinazione è fondamentale tornare a fare una cosa per volta e farla bene. Il multitasking moltiplica le occasioni di distrazione e quindi di procrastinazione.

4. PIANIFICA

L’organizzazione aiuta a combattere la procrastinazione, perché separa il momento della scelta da quello dell’esecuzione.

In altre parole ti risparmia la fatica mentale di dover decidere ogni volta se e quando agire. Avere un piano e seguirlo vuol dire vincere l’inerzia.

Per una buona pianificazione devi tener conto di 3 elementi principali.

  • Pianificazione su 4 livelli con ampio margine di manovra e con obiettivi fissati a lungo termine, medio termine, breve termine e micro-obiettivi, che ti daranno continuità nel lavoro.
  • Strumento di time blocking settimanale che strutturi le tue giornate. Si tratta di tecnica di gestione del tempo che consiste nel suddividere la tua giornata in blocchi di tempo da dedicare a specifiche attività.

Quando questi 4 strumenti saranno perfettamente calibrati la tua organizzazione sarà perfetta.

5. ASSEGNATI PREMI E (PICCOLE) PUNIZIONI

Il concetto è molto semplice: per ogni obiettivo che raggiungi, regalati qualcosa che ti piace, magari anche qualcosa di superfluo e che normalmente non ti concederesti.

Puoi mangiare qualcosa di particolare, guardarti una puntata di una serie tv, andare al cinema, qualcosa così. Più è grande l’obiettivo raggiunto, maggiore il premio.

Concedersi un premio può avere un impatto potente, soprattutto se arriva in modo inaspettato. Ogni tanto, anche per attività molto semplici o poco impegnative, premiati semplicemente per il fatto che stai lavorando nella giusta direzione.

Al contrario, assegna una punizione ad ogni obiettivo o scadenza che hai rimandato, ma senza esagerare. Meglio evitare punizioni rigide o demotivanti.

Funzionano molto di più quelle leggere e magari perfino divertenti: fare una piccola penitenza buffa, come cantare una canzone imbarazzante o mandare un vocale motivazionale a un’amica o a un collega, ti ricorda che non hai raggiunto un obiettivo… ma senza trasformare l’errore in un peso.

Soprattutto, ricorda che questo sistema funziona meglio se lo usi solo per brevi periodi — una o due settimane al massimo — giusto il tempo di spezzare l’inerzia. La vera forza sta altrove, nella motivazione profonda che coltiverai passo dopo passo.

6. SFRUTTA LA PRESSIONE SOCIALE

L’ultimo colpo alla procrastinazione lo si dà in gruppo.

Parla del tuo desiderio di superarla a chi ti circonda, condividi la tua pianificazione e i tuoi premi e punizioni, sfrutta il potere della competizione sana per darti una spinta in più e chiedi a qualcuno di aiutarti a tornare in carreggiata se stai ricadendo nella vecchia tendenza alla procrastinazione.

Insomma, fatti dare una mano e al tempo stesso esponiti, in modo da usare a tuo vantaggio quella spinta che ti arriva dagli altri.

Eccoli qua, i 6 step per sconfiggere per sempre la procrastinazione, nello studio come nel lavoro. E se tutto questo non dovesse bastare e tu sentissi il bisogno di farti guidare nel tuo percorso per migliorare la produttività, ti aspettiamo in Progetto Pro², il videocorso pensato per aiutarti a sviluppare un preciso protocollo per organizzare tutti i tuoi impegni di studio, di lavoro, di vita.

Ci vediamo lì?

Team ADC
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