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Esami open book e a corso integrato: Cosa ne penso?

Gli esami sono sempre gli esami. I soliti vecchi esami, che tra l’altro, come dice il detto, non finiscono mai.

Nonostante questo, e nonostante le tipologie siano più o meno sempre le stesse più o meno dall’alba dei tempi, ci sono anche delle proposte nuove e tipologie particolari che cominciano a farsi strada sempre di più nelle nostre università.

Controversie tra studenti e professori, esperti e non esperti su nuovi modi di valutare la preparazione degli studenti stessi.

E allora oggi, in particolare, guardiamo due tipi di esami, gli esami open book e quelli a corso integrato, e scopriamo cosa sono, come funzionano, quali sono i loro pro e contro e… cosa ne penso io! 

L’articolo sarà strutturato così: prima prenderemo in rassegna gli esami open book, poi quelli a corso integrato. Capiremo cosa sono e quali sono le loro caratteristiche, discuteremo insieme i loro punti forti e deboli dal punto di vista dello studente, e poi chiuderemo con dei consigli per farvi andare al meglio e con il mio parere finale, se mi piacciono o no e perché.

OPEN BOOK

Open book, letteralmente “libro aperto”… il nome dice tutto.

Sono esami in cui si possono consultare libri, appunti o risorse varie durante l’esame stesso. È previsto quindi che lo studente possa cercare la risposta nel libro o negli appunti, insomma consultare delle risorse.

Questa tipologia sta cominciando a diffondersi in giro per il mondo, e ogni tanto fa le sue apparizioni anche in Italia. La prima, primissima cosa che uno pensa quando sente parlare di esami open book è: “ma quindi non serve studiare?” Come spesso accade, per questa domanda c’è una risposta breve e una lunga.

Quella breve è… assolutamente no! Certo che serve studiare!

La risposta lunga è che, nonostante l’aspetto mnemonico dello studio e del nozionismo fine a sé stesso abbia senza alcun dubbio un ruolo meno importante, rimane comunque fondamentale aver scavato a fondo in un argomento per poter superare un esame di questo tipo.

L’aspetto di rielaborazione e ricerca ha un ruolo molto più consistente: diventa fondamentale la capacità di recuperare gli argomenti giusti e individuare le risposte in modo rapido… perché vi voglio vedere io a rispondere in un’ora a 20 domande andando a sfogliare il libro, non c’è proprio il tempo!

Bisogna già conoscere molto bene e a fondo la materia per essere in grado di recuperare subito le risposte giuste, almeno a livello concettuale, e poi avere il tempo per cercare i dettagli nelle fonti consultabili.

Serve una conoscenza strutturata, e in merito vi voglio raccontare di un meme che ho trovato su 9GAG di uno studente a cui è stato detto che poteva portarsi una sola pagina di appunti all’esame, e ha naturalmente compilato l’intero foglio senza lasciare neanche un millimetro di carta vuoto.

La cosa interessante è che nei commenti qualcuno gli faceva notare che con grande probabilità nel costruire quel bigliettino supremo ha studiato, approfondito e rielaborato… e quindi in definitiva sapeva le cose anche senza leggerle.

Questo è proprio quello che succede: quando ci concentriamo sull’essere in grado di rielaboraresintetizzare e condensare le informazioni, in realtà studiamo molto meglio, e alla fine i supporti consultabili non ci servono nemmeno.

Quindi, per quanto riguarda i pro: minore focus sulla memoria e sul nozionismo, che non piacciono mai a nessuno, e una maggiore focalizzazione sulla comprensione profonda, la padronanza e la rielaborazione.

Quanto ai contro… beh, di solito gli esami di questo tipo sono più lunghi e difficili, e spesso richiedono una grande dose di rielaborazione personale (molto spesso ad esempio viene chiesto il nostro parere e di dare una visione particolare di un certo argomento) e di capacità di fare collegamenti e rispondere in modo molto dettagliato. Inoltre è necessario che tutto sia sotto controllo, non solo per quanto riguarda le fonti tangibili sul banco ma anche a livello di ordine mentale … gli esami open book non sono fatti per gli studenti disordinati. Bisogna capire al volo la consegna e cosa vuole sapere il professore e darglielo nel modo migliore possibile!

Dal mio punto di vista questi esami sono fantastici… approvati! Mi piace molto questa modalità, e ho solo una grossa paura, e cioè che vengano usati dagli insegnanti come scusa per dare esami difficilissimi e impossibili da superare. In definitiva, credo che lo studio debba essere rivolto più all’interiorizzazione delle informazioni che al nozionismo, e che esplorando meglio la materia ci sia più possibilità per lo studente di appassionarsi senza doversi ossessionare sui micro-dettagli.

Al contrario però, studenti che non sono interessati alla materia possono cavarsela un po’ più facilmente e magari sviluppare dei trucchetti invece che studiare.

Vediamo adesso 4 consigli al volo per questi esami:

  • Innanzitutto la frequenza delle lezioni è importantissima, non tanto per l’assorbimento delle informazioni quanto per capire gli schemi mentali dell’insegnante e cosa vuole sentirsi dire, il che ci tornerà utile quando dovremo rispondere.
  • Per questo tipo di esami, ancora di più che per quelli normali, è fondamentale schematizzare. Non solo fare schemi dell’argomento in sé, ma realizzare anche una mappa generale che organizzi i vari argomenti e ci mostri i collegamenti, così che ci guidi a trovare le risposte in modo più rapido.
  • Testing con simulazione. Attenti! Non fate l’errore di sottovalutare questo tipo di esami, ma anzi simulateli, provateli, cercate le domande delle sessioni precedenti e fate simulazioni a tempo in modo da essere sicuri di sapere cosa vi sta aspettando.
  • Infine, preparatevi bene i materiali: se avete dei libri potete inserire divisori, linguette e tutto quello che vi può velocizzare, perché il tempo sarà il fattore chiave per prendere un buon voto.

CORSO INTEGRATO

Passiamo adesso alla seconda modalità particolare di esame: gli esami a corso integrato, che altro non sono che esami formati da multipli moduli, argomenti, materie con un gigantesco esame finale e un unico voto.

Di fatto sono come dei corsi multipli all’interno di un macro-corso il cui voto da verbalizzare sarà uno solo e si riferirà all’intero corso integrato, sulla base della valutazione dei risultati conseguiti nelle singole discipline.

Le lezioni degli esami di questo tipo possono svolgersi anche con diversi docenti e nello stesso periodo. È un po’ come fare tanti esami insieme ma con un unico voto. A seconda delle facoltà, degli atenei e dei professori, gli esami a corso integrato possono svolgersi separatamente, sostenendo quindi gli esami relativi alle singole discipline, oppure in un’unica data con un unico esamone gigantesco che si riferisce all’intero programma dell’intero corso integrato. A volte c’è la possibilità di scelta tra queste due possibilità, ma a volte gli studenti sono costretti a fare l’una o l’altra.

Altra cosa a cui fare attenzione: spesso, se le singole discipline possono essere affrontate una alla volta, i voti di ciascuna di esse non sono conservati all’infinito, ma generalmente solo fino alla fine dell’anno accademico. Quindi se non completiamo il corso integrato entro l’intero anno perdiamo tutti i voti e dobbiamo rifare tutto da capo.

Partiamo dai pro di questi esami. Come prima cosa, l’impegno dello studio e delle lezioni è più distribuito e c’è quindi una maggiore facilità nel seguire lo spacing e nell’essere costanti con lo studio. Inoltre, se sei bene organizzato e non ti perdi mai, non procrastini e non ti prendi all’ultimo momento, sei avvantaggiato perché puoi affrontare piccoli pezzetti uno alla volta e arrivare alla fine in pari con lo studio. In più hai la possibilità di vedere la materia da più punti di vista, e quindi c’è un maggiore approfondimento e una maggiore varietà, con voci multiple e multipli insegnanti.

Passiamo ora ai contro: per prima a cosa a volte c’è molta distanza tra gli argomenti, e diventa difficile giocolare con tutte queste materie differenti. In più c’è un’enorme pressione psicologica e un carico di studio molto maggiore rispetto agli esami normali. Inoltre cosa succede quando una parte ti va bene ma un’altra va male? In questi cosi diventa molto più difficile recuperare.

In definitiva, capisco i pro, ma di base devo dire che sono contrario agli esami a corso integrato. Tutti i vantaggi che presentano sono in realtà riproducibili anche con gli esami normali imparando ad organizzarsi bene. A questo proposito, iscrivetevi a Sistema ADC, così imparate ad organizzarvi perfettamente a qualsiasi tipologia di esame, integrato o non integrato che sia!

Inoltre, per quanto riguarda l’approfondimento, la varietà e le voci multiple, si potrebbe ottenere lo stesso effetto negli esami normali organizzando dei seminari durante le lezioni invitando ospiti diversi.

Qualche consiglio per questo tipo di esami:

  • Per carità, studiate in pari con le lezioni, altrimenti è finita!
  • Se è possibile scegliere, sconsiglio in ogni modo possibile l’esamone enorme alla fine. Fate sempre i parziali se ne avete la possibilità.
  • Come sempre consiglio assolutamente la frequenza delle lezioni, ma questa volta non tanto per abituarsi a cosa vuole sentirsi dire l’insegnante, ma per abbassare il carico di lavoro, e a questo proposito la dose quotidiana di appunti può aiutarci a mantenerci in pari e a distribuire il carico gigantesco in modo più omogeneo ed efficiente.

Direi che la mia analisi può finire qui. Abbiamo visto due tipologie di esami particolari, una che mi piace molto, l’esame open book, e un’altra, l’esame a corso integrato, con cui non mi trovo molto d’accordo e che a mio avviso è comodo solo per gli insegnanti.

Ditemi cosa ne pensate e soprattutto raccontatemi le vostre esperienze con queste tipologie di esami. Tra l’altro, fatemi sapere se conoscete altre tipologie di esami particolari su cui vorreste sapere la mia opinione!

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Alessandro de Concini