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Si può studiare con lo smartphone? – Studio vs tecnologia

Il nostro rapporto con la tecnologia è strano: in un istante passiamo dallo spennarci le mani di applausi di fronte all’ultimo modello di smartphone esattamente identico a quello di prima come se fossimo le scimmie di Kubrick davanti al monolite nero, a momenti in cui rifiutiamo, e addirittura temiamo, la tecnologia, per paura che possa diventare la fine della razza umana e sterminarci tutti stile terminator.

Scriviamo Tweet e post incazzati contro il 5G con i nostri telefoni connessi a Internet col 4G, di cui lamentiamo la lentezza.

Nello studio le cose non sono poi tanto diverse. C’è chi adora sperimentare ogni nuovo dispositivo e si getta a capofitto su app, programmi, gadget e tecnologia di ogni tipo, e chi invece odia tutto questo e rimane saldamente un adepto di carta e penna e matite colorate.

Tu da che parte stai? E quale di queste due fazioni vincerà?

Lo scopriamo in questo articolo.

Ho pensato di fare così: ho diviso in 9 aree diverse i vari elementi dello studio, e per ognuna di queste vedremo pro e contro della tecnologia, campi di applicazione e diverse proposte.

Pronti?

AMBIENTE

Lo dico fin da subito: quando si parla di ambiente di studio, per me la tecnologia perde su tutta la linea. Niente distrae di più di una finestra inesauribile sull’intero mondo, è una trappola per il nostro cervello che brama una dose in più di informazioni, magari dai social.

È come decidere di mettersi a dieta e vivere perennemente all’interno della cioccolateria di Willy Wonka: è impossibile!

studiare con smartphone

In ogni caso lo sappiamo, la concentrazione si nutre di minimalismo e di rimozione delle distrazioni. E allora ecco che quando siamo chini sui libri il telefono andrebbe rigorosamente tenuto in modalità aereo, distante da noi in modo da non poter nemmeno vederlo e non poter pensare alle notifiche che ci stiamo perdendo.

Quando siamo costretti ad usare il computer, il tablet o il telefono, la salvezza ce la danno le tantissime app fatte apposta per monitorare la nostra dipendenza dai social e bloccarli. L’app per tenere il tempo e ridurre le distrazioni che preferisco è Forest, l’ho già consigliata tante volte. Sul computer invece adoro utilizzare Cold Turkey, che ha un sacco di funzioni interessanti.

Ma la tecnologia non è soltanto software, è anche hardware!

E allora, soprattutto quando il nostro ambiente è rumoroso, possiamo ricorrere a cuffie da cantiere antirumore, come quelle utilizzate da Andrea Muzii quando deve memorizzare. Possono anche funzionare cuffie con cancellazione automatica del rumore, e magari una musica di sottofondo se ti trovi bene.

Personalmente preferisco il silenzio, ma ci sono tanti studenti che invece trovano beneficio da certe tracce. Mi raccomando però, evita beat troppo ritmati e parti cantate, perché distraggono fin troppo. Ti segnalo a proposito una playlist di musica rilassante per studenti in piena ansia che mi ha passato Martino Vergnaghi, un musicista di Milano che ha contribuito a crearla.

E infine, per supportare le lunghe ore alla scrivania, anche la sedia è un ottimo strumento su cui sperimentare un po’ di avanzamento tecnologico. Vi dico la verità, da quando sono passato a usare la sedia da gaming che vedete nei miei video la mia vita è cambiata, provare per credere!

PIANIFICAZIONE

La pianificazione e il tracciamento della produttività sono la seconda area di sviluppo tecnologico, e qui a farla da padrone sono timer e tracker vari.

In questo campo credo che la tecnologia possa veramente aiutarci tantissimo, non c’è limite agli sviluppi che in futuro potranno supportarci sempre di più nel creare piani sempre più accurati e precisi e seguirli alla perfezione.

In questo momento personalmente rimango sul semplice, sfrutto Google Calendar per prendere appuntamenti e fissare impegni specifici, Google Keep per segnarmi le note e le to-do list, e il mitico Microsoft Excel, per il quale ho una venerazione per via del mio ormai leggendario Masterplan, la tabella con cui suddivido la mia settimana in blocchi da mezz’ora ciascuno.

Per un periodo ho anche sfruttato l’app Habitica, eccellente per sviluppare buone abitudini e rispettare gli impegni presi. Sfrutta il concetto di gamification, e la consiglio tantissimo anche a tutti quelli che amano i giochi di ruolo, l’ambientazione fantasy e i videogiochi in genere.

LETTURA

Passiamo adesso alla lettura, e cominciamo con un po’ di tecnologia fuffa, di cui parlavo anche qualche tempo fa nel mio articolo definitivo sulla lettura veloce, che vi consiglio di recuperare perché è uno dei più importanti qui sul blog. 

Spritz è un’app che proietta in sequenza le parole a velocità sempre crescente per permetterci di accelerare tantissimo. Funziona? No, non funziona, quantomeno se vogliamo studiare, comprendere e ricordare a fondo. Magari può andare bene per leggere qualche articoletto sul web di poca importanza. Resta il fatto che sperimentare male non fa, io stesso mi sono divertito a provarlo, ma sicuramente non va bene per un libro di testo molto complesso.

La tecnologia poi si insinua nella lettura attraverso i dispositivi, lo schermo del computer, i tablet, i reader.

Possono sostituire la buona vecchia carta quando si tratta di leggere in modo efficace? Sì e no.

Per quanto mi riguarda, la tecnologia si sta evolvendo sempre di più proprio verso questo risultato, e prima o poi potremo davvero fare a meno dei libroni polverosi per studiare. Al momento però mi sento di accettare la sostituzione solo con tablet di alta fascia con schermi eccellenti, e magari con penne altrettanto eccellenti per sottolineare.

Sì, sto parlando degli Ipad di ultima generazione che, inutile far finta, sono i migliori, e praticamente gli unici tablet che penso possano davvero andare bene per studiare.

Ci sono anche i famosi paper tablet come Remarkable, su cui ho scritto una recensione molto accurata che vi consiglio di andare a recuperare. 

La lettura sullo schermo tende ancora ad affaticare troppo gli occhi e a risultare un po’ difficoltosa e superficiale alla lunga.

Potete però scaricare l’estensione per Google Chrome di Sans Forgetica, il font sviluppato dall’università australiana RMIT pensato apposta per aiutarvi a gestire la lettura sullo schermo, che ho usato anche per il mio libro di lettura efficace Leggere per sapere, andate a darci un’occhiata!

RICERCA

Non si può non menzionare l’aspetto di ricerca e approfondimento dello studio, che forse è il singolo campo che ha più beneficiato della nuova era tech. Io mi ricordo ancora dei tempi in cui per consultare l’enciclopedia Encarta dovevi inserire il cd nel lettore, aspettare che si caricasse, cliccare sulle varie pagine e poi ricopiare a mano cambiando qualche parola, in modo che la maestra non si accorgesse che avevi copiato selvaggiamente.

Ecco, Internet e Youtube hanno cambiato tutto, e adesso le risorse a disposizione degli studenti sono infinite, a volte persino troppo. Abbiamo Google Scholar, innumerevoli siti e blog specializzati, videocorsi di Adc da comprare in massa, gruppi Facebook di studenti, banche dati scaricabili, …

Vediamo tre consigli su come sfruttare tutto questo.

  1. Non moltiplicate troppo le fonti da cui attingete, cercate di rimanere più compatti possibile per evitare confusioni, sovrapposizioni eccessive e divergenze di approccio che rischiano di rallentarvi
  2. Se tendete a perdervi nella fase di ricerca, mettetevi un timer, assegnatevi un tempo specifico e quando questo si esaurisce chiudete tutto e tornate a studiare, altrimenti non è più finita.
  3. Assicuratevi di selezionare con attenzione le fonti e le risorse che vi procurate. Ormai si sa, su Internet si trova di tutto, ma questo non significa che sia tutto vero, utile e di qualità.

SCHEMATIZZAZIONE

Anche qui ovviamente regnano i tablet di alta fascia, ma devo dire che anche il buon vecchio computer si difende bene.

Programmi per schematizzare ce ne sono uno sfacelo, ma i miei preferiti sono Ayoa (una volta si chiamava iMind Map), che per quanto riguarda le mappe mentali è il migliore in circolazione a parer mio, e poi XMind, che come software per la schematizzazione probabilmente è il più completo, perché è perfetto sia per le mappe mentali che per gli schemi lineari e le mappe concettuali, ma anche per schemi ibridi.

Quando insegno la schematizzazione efficace ci tengo sempre a precisare che il mio consiglio è di passare al mezzo informatico solo quando si è già presa confidenza con il foglio di carta vero e proprio. Ci sono varie ragioni per questo, e le principali sono due:

  • La prima è che se non sappiamo ancora realizzare al meglio lo schema si rischia di procedere in modo superficiale, e lo strumento informatico di per sé tende a incoraggiare questo problema, perché consente di andare avanti in modo più rapido e automatico. Questo è fantastico per uno schematizzatore esperto che deve velocizzarsi, ma diventa un boomerang per il principiante, che potrebbe commettere degli errori.
  • Il secondo motivo è che il foglio digitale è infinito, e questo significa che se non abbiamo acquisito il colpo d’occhio nell’organizzare le informazioni sul foglio reale con i limiti di spazio che ci sono, di certo non lo svilupperemo all’interno del programma. Il risultato saranno schemi sbilenchioblunghi, mal distribuiti e difficili da consultare.

Meglio farsi le ossa sulla carta, capire come organizzare lo spazio e gestire il tetris delle parole chiave e delle grafiche, e poi trasportare questa consapevolezza nella costruzione degli schemi digitali.

APPUNTI

Eccoci agli appunti!

Se prendete appunti in versione tecnologica digitale informatica carpiata rotante che si trasforma in un missile con circuiti di mille valvole, preparatevi prima dei template già fatti, dei fogli organizzati per ospitare diverse aree, un po’ come quelli che si sfruttano nel metodo di appunti Cornell, che ho già spiegato in diversi articoli.

MEMORIZZAZIONE

Qui la tecnologia serve ancora a pochissimo, almeno fino al momento in cui il buon Elon Musk non smetterà di perdere tempo a dare nomi ridicoli e impronunciabili ai suoi figli e produrrà davvero il tanto anticipato Neuralink.

Quando si parla di memoria e di tecniche di memoria, l’unico aggancio possibile sono dei software che ci permettono di allenarle più comodamente, e in particolare quello che il campione di memoria Andrea Muzii consiglia sempre è Memory League.

Senza una solida base di mnemotecniche non andate da nessuna parte… per fortuna c’è Mnemonica!

CALCOLO E PROGRAMMI DI ANALISI

Ci sono facoltà, materie e argomenti che semplicemente hanno bisogno della tecnologia per poter essere studiati.

Ricordo ancora con infinito piacere e nostalgia i pomeriggi passati a fissare onde sonore scomposte su PRAAT per l’esame di fonetica… che bella la vita del linguista!

RIPASSO

E infine il ripasso.

Tutti ormai conoscono il mitico programma Anki, che digitalizza le ripetizioni programmate e aiuta a costruire flashcards, utilissime per l’applicazione quotidiana concreta dei principi del testing e del richiamo attivo.

Io però, da vecchio barbogio che sono, ho una passione morbosa per i post-it e per i foglietti colorati!

Ecco qua, questa era la mia carrellata di tutte le aree dello studio in cui la tecnologia può o non può fare la differenza, e sono profondamente convinto che questa lista si allungherà di anno in anno e diventerà più complessa e stratificata.

La tecnologia avanza e credo che sia solo questione di tempo prima che ambienti di apprendimento virtuali, realtà aumentata, libri interattivi, lezioni e esami al computer diventeranno la quotidianità per gli studenti.

Quello che stiamo vivendo in questo periodo ci sta costringendo a muoverci verso una didattica e uno studio sempre più connessi tramite cavi e onde invece che aule, banchi, cattedre e matite.

Per quanto non possono nascondere un minimo di tristezza e nostalgia, spero proprio che il progresso sarà sempre a favore di chi studia!

A questo punto fammi sapere tu a che fazione appartieni, se sei tra gli odiatori della tecnologia che agitano clave contro i pali che trasportano l’energia elettrica, oppure se sei un early adopter che si lancia su ogni nuovo dispositivo astruso per testarlo nello studio quotidiano!

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Alessandro de Concini