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I 6 motivi per cui perdi tempo piuttosto che studiare

Oh, adesso mi metto a studiare, una bella giornata produtt…

Urca, ma è uscita l’ultima puntata di Falcon & The Winter Soldier? E si picchiano con i super soldati?

Eh vabbè dai, dura 40 minuti alla fine, non mi cambia certo la giornata, me la sparo e poi subito dopo ci si mette sotto per gli esami.

*6 ore, 4 puntate di lol, 12 litigi online e 27 video di YouTube sugli orologi più tardi*

Cacchio, è ora di cena, alla fine non sono riuscito a studiare… Eh vabbè, comunque alla fine una giornata in meno non fa differenza sul lungo periodo. Nessun problema, domani spacco! Potrei anche prendermi avanti già questa sera almeno un po’…

Urca, sai che però potrei iniziare il rewatch di Sons of Anarchy? È un po’ che non me lo riguardo…

Come dici? Capita anche a te?

Ecco, bene, e pensa che questo meccanismo è solo uno dei tanti che ti può far perdere tempo invece che studiare… ce ne sono ben 6 diversi.

Oggi, in questo articolo, scopriamo come funzionano… e come sconfiggerli!

Ormai lo sapete, tra il mio canale YouTube, i vari profili social, i gruppi e i miei corsi, ho a che fare ogni giorno con migliaia di studenti di ogni età, livello e situazione, dagli universitari agli studenti lavoratori ai ragazzi di scuola.

Uno dei feedback trasversali che ricevo più spesso è quello di chi vorrebbe, per un motivo o per l’altro, perde un sacco di tempo invece di studiare. A volte consapevolmente, altre volte meno.

Capita a tutti, tra l’altro, non solo agli studenti: capita anche a me con il lavoro… se non mi conoscessi bene e non conoscessi questi meccanismi come le mie tasche sarei il re della perdita di tempo, e in realtà lo sono stato per anni.

Ho passato anni sul divano a non fare una mazza, per dirlo con un francesismo, ma quando ho sviluppato la consapevolezza di me e di quello che facevo ho cominciato pian piano a cambiare. Qualche volta perdo tempo anche io eh, sia chiaro, spesso anzi, ma riesco a limitare i danni e i miei momenti di perdita di tempo alla fine non pregiudicano il mio lavoro o il raggiungimento dei miei obiettivi.

Dovrebbe essere lo stesso tuo obiettivo: non diventare un robot esecutore senza debolezze, ma conoscerti, controllarti, concederti le giuste perdite di tempo ogni tanto, ma portarti comunque a casa il tuo studio come si deve.

Quindi, elenchiamo questi 6 meccanismi di perdita di tempo nello studio, concretizziamoli, e vediamo un consiglio per tenere a bada ciascuno di essi!

IL CAZZEGGIO TOTALE

Dunque, il primo avversario alla tua produttività, il primo motivo per cui perdi tempo invece di studiare non può che essere il cazzeggio totale, quello puro, quello che non è neanche procrastinazione ma proprio fisiologico desiderio di non fare nulla per un po’, di svaccarsi sul divano e di non pensare allo studio.

Ora, il primo errore che si può commettere è quello di pensare che il cazzeggio possa essere del tutto eliminato dalle nostre vite, sconfitto e bandito.

Non è così, perché, scherzi a parte, quello di staccare per un po’ è un bisogno fisiologico.

Quello che si può fare non è sopprimerlo, dunque, ma controllarlo, lasciando sempre modo e tempo perché si sfoghi. Più tendiamo a reprimerlo e più salterà fuori nel momento sbagliato, prepotente, a rovinarci i piani.

Come fare quindi? Prevedere almeno un giorno alla settimana di pausa totale dallo studio (o due mezze giornate) e almeno due momenti al giorno, ogni giorno, di relax libero. In più, applicare le famose micro-pause interne alle sessioni di studio, la tecnica del pomodoro e quant’altro.

Io personalmente come momenti di totale relax giornaliero scelgo la pausa pranzo e la sera dopo cena, perché trovo si adattino bene al mio modo di vivere e a quello di molti. Per di più sono anche i momenti in cui fisiologicamente si studia peggio per gli influssi della digestione e dei ritmi circadiani, quindi è perfetto.

Più siamo costanti nel lasciare questi momenti, magari tenendoli anche con un orologio per assicurarsi che non si allunghino troppo, e meno bisogno sentiremo di cazzeggiare quando non è il caso. Avremo già abbondantemente sfogato questa nostra necessità. Ecco perché la pausa-cazzeggio è da considerare elemento a tutti gli effetti parte del sistema di studio.

Organizzare il cazzeggio, conoscerlo, rispettarlo e lasciarlo sfogare dove e come non può danneggiare il nostro studio: questo è il primo segreto!

LA PROCRASTINAZIONE

La procrastinazione vera e propria è l’atto del rimandare a dopo qualcosa che dovremmo fare. In questo caso, lo studio.

Sostituire quello che dovremmo fare con qualsiasi altra cosa, costruirsi scuse su scuse per rimandare ed evitare di iniziare a darsi da fare sul serio.

Potrebbe sembrare simile al cazzeggio totale ma c’è una differenza sottile, ma profonda: la spinta al cazzeggio, per come la intendo io, viene da un desiderio interno, da una necessità di relax e svago, la procrastinazione viene da una pressione esterna, viene dalla resistenza verso l’attività che dobbiamo iniziare, per questo è molto più pesante e difficile da sconfiggere.

È una vera piaga dell’umanità!

Ma qui voglio parlare di una forma particolare di procrastinazione, quella che si origina, paradossalmente, dall’eccesso di libertà, dalla disorganizzazione, dal… tempo libero, anche.

Hai mai notato che spesso le giornate più libere, quelle in cui non hai impegni, sono anche le più difficili da gestire, e quelle che più facilmente portano alla procrastinazione?

Ecco, il motivo è che il vero problema con le cose da fare e la procrastinazione è il momento della partenza, lo start, la costruzione di un ritmo di lavoro. Una volta avviato il ritmo mantenerlo è estremamente più facile, estremamente meno dispendioso, e richiede molta meno forza di volontà. È la resistenza iniziale quella tremenda da superare.

Ed è per questo che le giornate in cui non hai nulla da fare sono le più difficili da mantenere produttive. Ecco allora che saltano fuori 3 consigli utili in questo senso:

  • Pianifica attentamente la tua intera giornata: ai miei corsisti e studenti insegno la tecnica del Masterplan, che consiste nel suddividere le giornate in slot da mezz’ora da pianificare attentamente, considerando anche le pause, il cazzeggio e il tempo libero, per ricollegarci a quello che dicevamo prima. In ogni caso, non devi vedere la giornata come una massa informe che fluisce, ma come una serie di caselle da completare.
  • A questo proposito, altro elemento fondamentale di cui ho già parlato altre volte è quello di separare il momento della decisione e della pianificazione da quello dell’esecuzione. Vale a dire, per ridurre l’inerzia e la fatica, pianificare le tue giornate prima, a monte, magari la domenica per la settimana successiva, così da dover poi fare “solo” la fatica di rispettare il piano che hai creato, non quella di pensarlo ex novo ogni giorno.
  • Infine, puoi sfruttare la cosiddetta “tecnica dei 5 minuti”, resa celebre dal fondatore di Instagram, che consiste nel forzarsi a iniziare i primi 5 minuti del compito che si deve portare a termine appena ci viene in mente, nel tuo caso lo studio, per poi illudersi di fermarsi e tornare a cazzeggiare. Spesso però una volta cominciato si riescono a trovare le energie per continuare e costruire un po’ di ritmo.

Oltre a questi consigli e a quelli che do nell’articolo specifico sulla procrastinazione, in ogni caso, è importante guardarsi dentro, capirsi, conoscersi e usare la furbizia e qualunque trucchetto mentale possibile per ridurre l’impatto della procrastinazione nel nostro studio.

Se poi diventa una cosa cronica che inghiotte la tua vita intera, come succede nei casi veramente gravi, sarà piuttosto il caso di sentire uno psicoterapeuta specializzato e competente, come il mitico dott. Bartoletti, con cui collaboro, che tra l’altro ha da poco aperto un canale YouTube, correte ad iscrivervi in massa che ne vale la pena!

Per questa ragione abbiamo elaborato Studente Strategico, il primo corso per superare il blocco dello studente, in collaborazione con il Dott. Alessandro Bartoletti, psicologoclinicosaggista e docente esperto della psicologia dello studente.

perdi tempo invece di studiare

LE DISTRAZIONI CONTINUE

Il terzo motivo che ti fa perdere tempo durante lo studio è proprio il bombardamento di stimoli che ti interrompe e distrae di continuo.

Notifiche, vibrazioni sospette da smartphone, la notifica che è uscito un nuovo video di Adc, gente che ti chiama, cani che abbaiano e tutto il resto.

Qui il consiglio è molto semplice: il minimalismo. Ridurre gli stimoli invece che cercare di resistere loro. Buttare via la cioccolata invece di tentare di auto-convincersi a mangiare il finocchio bollito.

Intorno a voi quando si studia deve esserci il vuoto pneumatico spaziale, solo ciò che vi serve per studiare il singolo argomento che dovete affrontare, nient’altro.

Il cellulare è il buco nero di distrazioni per eccellenza: tenetelo in modalità aereo dove non potete vederlo né raggiungerlo. Fondamentale questo.

I METODI DI STUDIO INEFFICIENTI

Talvolta non si perde tempo quando non si studia ma mentre si studia. Si sta effettivamente sui libri ma i tempi si dilatano oltre ogni ragionevole senso e si passano ore e ore e ore sulle stesse due misere pagine.

motivi possibili, in genere, sono tre:

  • Il primo è l’applicazione di un metodo di studio sbagliato, lento o ridondante. Lento perché magari si fanno riassunti invece che schemi o si rilegge più volte o si ripete col discorsetto o mille altri approcci scorretti. Ridondante se magari ci si riempie di passaggi inutili come risottolineare più volte in mille colori, schematizzare più e più volte, memorizzare passaggi che non andrebbero memorizzati, cose così. In questo caso il consiglio già lo conoscete, ed è assicurarvi un metodo di studio impeccabile, sequenziale, preciso, efficiente, scientifico, a prova di bomba. Eh sì, vi tocca proprio entrare in Sistema ADC, il primo corso sul metodo di studio adatto a qualsiasi percorso di studio, in grado di garantirti risultati concreti.
  • Il secondo motivo per cui si perde tempo durante lo studio è perché ci si affida alle sensazioni. E allora ci si sente produttivi e impegnati ma, all’atto pratico, si sta perdendo tempo. Ci ritorniamo tra un attimo su questo concetto. In ogni caso, conviene sempre legare lo studio a dei parametri misurabili, oggettivi e quantificabili, perché questo permette anche di evitare di sentirsi dei criceti nella ruota che continuano a studiare senza mai arrivare da nessuna parte.
  • La selezione delle fonti Saltellare tra slide, libri, appunti, sbobine, dispense, riassunti, schemi, siti internet, video integrativi, blog, pagine Wikipedia… porta a lentezza e confusione. Ricordatevi sempre di eleggere una fonte principale, la più completa e qualitativa, su cui basare il vostro studio, il resto può solo integrare.

LO PSEUDO LAVORO

Il quinto motivo per cui si perde tempo invece che studiare è il cosiddetto “pseudolavoro”, che poi non è altro che una forma attiva e ancora più subdola di procrastinazione.

Si rimanda sempre ciò che conta davvero, lo studio vero e proprio, e non lo si fa cazzeggiando, ma perdendo tempo con attività preparatorie che sono legittime, giuste e sacrosante, ma che pian piano si espandono e si trasformano in trappole mangia-giornate.

Come si diceva prima, ci sentiamo impegnati ma, in realtà, si sta solo perdendo un mucchio di tempo in modo inutile.

Mettere in ordine, pianificare, preparare gli strumenti, ricercare e organizzare le fonti, confrontarsi con altri studenti, cercare informazioni precise sull’esame e le sue modalità… tutte cose giustissime, certo, ma la verità è che spesso diventano una scusa per non studiare, e se lasciate fuori controllo e possono portarvi del tutto fuori strada.

La soluzione? Semplice: un timer. Tutte queste attività preparatorie diventano pseudolavoro quando occupano troppo tempo e sfuggono dal tuo dominio. E allora assegna un tempo preciso a ciascuna di esse e tieni il tempo con un timer, un conto alla rovescia. Quando è finito il tempo stop, passi alla prossima attività o direttamente allo studio, senza permetterti un secondo di più.

LA TROPPA PIGNOLERIA

Infine, l’ultima grande perdita di tempo è l’eccessiva pignoleria, la mania del perfezionismo, l’ossessione per arrivare a un livello di preparazione talmente eccelso, talmente mostruoso, talmente completo che il professore stesso se lo sogna.

Ecco, parliamoci chiaro. Se mi seguite lo sapete come la penso, io lotto ogni giorno per uno studio di qualità, per risultati eccellenti, per sapere davvero e non solo tentare di superare gli esami a caso. Ma esiste un limite, un compromesso: non ci si può parcheggiare all’università per 25 anni solo perché si vuole studiare in modo perfetto.

E allora tenete a freno il vostro impulso all’esagerazione, non saprete mai tutto al 100%, concentratevi su quel sano 90% che va più che bene.

Non passate sei ore su un paragrafo, non esagerate con le ricerche extra, non rifate all’infinito schemi che magari non sono usciti spettacolari, e accettate qualche volta il concetto di “good enough”, “buono abbastanza”.

A questo punto ci siamo, non mi resta che aprire l’abisso delle vostre perdite di tempo: scrivetemi e raccontatemi come perdete o avete perso tempo invece di studiare, le vostre storie più assurde e come, si spera, siete riusciti a riprendervi!

E se proprio non ne uscite, ricordatevi di Sistema ADC, il mio corso, che fa la differenza sul serio.

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Alessandro de Concini