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Come lavorare e studiare insieme

Questo è un articolo dedicato a chi studia e lavora insieme. A chi si fa un mazzo così dalla mattina alla sera lavorando per poi farsi un mazzo così anche dopo, sui libri.

E lo fa per migliorare il suo lavoro, la sua vita, la sua cultura, le sue possibilità. O anche semplicemente per passione.

Prima dei consigli, prima delle spiegazioni, prima di tutto, lasciate che vi dica questo: siete degli esempi per tutti. E non lo dico in modo iperbolico o ironico, lo dico sul serio.

Ho una stima infinita degli studenti lavoratori, di chi percorre questa strada, una strada difficile, lunga, complicata e a volte frustrante, che chi ha avuto il lusso di poter studiare full time non può nemmeno comprendere a fondo.

Complimenti, davvero.

Ma voi studenti lavoratori avete a maggior ragione bisogno di aiuto, di strategia, di tecnica, di metodo.

E allora in questo articolo scopriremo insieme quali sono i 6 punti fondamentali per poter studiare e lavorare alo stesso tempo!

Ah, chiariamo una cosa: ovviamente le situazioni sono molto diverse, tutti i consigli che darò nell’articolo valgono per qualunque studente lavoratore, ma l’intensità degli stessi varierà in base a quanto lavorate. C’è una bella differenza tra un full time, un part-time e un lavoro del sabato sera. Tenetelo sempre a mente e calibrate quello che dirò alla vostra situazione.

Non perdiamo un secondo di più. Via!

ASPETTATIVE

Il primo discorso che dobbiamo fare, purtroppo, non vi piacerà, ma se mi seguite lo sapete: io parlo chiaro e cerco sempre di dire le cose come stanno e di non fare false promesse.

E la verità è che avere delle aspettative realistiche è di fondamentale importanza sempre, ma a maggior ragione quando si portano avanti studio e lavoro al tempo stesso.

No, purtroppo non riuscirete a laurearvi in tempo alla pari con gli studenti full time, salvo eccezioni rarissime. Il vostro percorso sarà necessariamente più lungo, ma per forza, non perché studiate peggio o siete meno abili, ma perché il tempo è un fattore cruciale quando si parla di apprendimento.

Detto questo, dovete chiarirvi con voi stessi e voi stesse e sapere quanto potete aspettarvi e quanto, al contrario, non potete chiedervi.

Questo è il primo segreto del successo come studenti lavoratori, per non rischiare di cadere nella frustrazione totale quando non si riescono a seguire dei ritmi che ci si era imposti o si finisce per accumulare quantità di stress disumane e bloccarsi.

A margine, un elemento importante per gestire tutto il percorso è la scelta del percorso stesso e dell’ateneo in cui frequentarlo. Io credo che oggi, nel 2021, con poche eccezioni, per uno studente lavoratore, specie full time, la soluzione giusta sia un’università telematicaHo scritto un articolo a riguardo che vi invito a recuperare, vi lascio il link qui. 

Nonostante alcune criticità che evidenzio nell’articolo, credo che le agevolazioni di poter pianificare gli esami, frequentare le lezioni a distanza quando si vuole e poterle interrompere o rivedere e tutto il resto siano impagabili per qualcuno in questa situazione. Informatevi bene e valutate questa opzione, io ve la consiglio.

PIANIFICAZIONE

Una volta calibrate le aspettative, bisogna cominciare a parlare di pianificazione. Tutti devono essere pianificati quando devono studiare, siamo d’accordo, ne abbiamo parlato mille volte, ma uno studente full time ha solo l’università di cui preoccuparsi, non ha il lavoro, e di rado ha da preoccuparsi di casafamigliafigli, fare la spesapulizie e tutto il resto.

Lo studente full time ha quel superpotere meraviglioso del “vabbè, sono disorganizzato, mi limito a studiare in ogni minuto libero della vita”. Eh no, voi non potete permettervelo.

Ergo, quello che dovete fare è affrontare ogni singolo esame (e sì, vi conviene affrontarne uno solo alla volta), come se fosse un progetto, di cui conoscete tutta la timeline, tutto lo sviluppo, e per il quale avete delle tappe prestabilite, degli obiettivi intermedi, dei parametri di riferimento e un’idea precisa di quanto tempo ci metterete, quante ore potete dedicare, quali fonti studierete e tutto il resto.

La fase preliminare dello studio deve essere svolta alla perfezione (si fa per dire eh, che la perfezione vera non esiste), non potete improvvisare, non potete studiare in modo spontaneo e caotico.

Ogni sessione di studio deve essere pianificata in anticipo. Largo anticipo, se possibile.

Prima di iniziare a studiare mettetevi lì, prendetevi un giorno a dedicare a questo e stabilite degli obiettivi credibili che tengano conto di tutto quello che dovete fare nella vita e che non spostino l’asticella troppo in alto, rischiando di portarvi al fallimento o all’esaurimento.

GESTIONE DEL TEMPO

La pianificazione è una cosa, l’organizzazione quotidiana è un’altra. Potremmo quasi dire che la pianificazione è la strategia, la visione a lungo termine, mentre l’organizzazione e la gestione del tempo sono la tattica, le scelte quotidiane di efficienza e compromesso per continuare ad avanzare sulla strada giusta.

Per prima cosa, dovete riconoscere l’importanza del weekend. Brutta notizia, lo so, ma vi ho promesso che sarei stato onesto e diretto, giusto?

E allora è nel weekend che procederete davvero con lo studio, che avanzerete decisi nel vostro programma: durante la settimana si ritaglia qualche ora di studio ogni volta che si può, certo, magari ci si organizza per studiare un’oretta prima di cena o subito dopo cena o la mattina prima di andare al lavoro se siete super-mattinieri, ma saranno sempre piccole porzioni di tempo, non potrete quasi mai prendervi tre ore per una bella sessione completa.

Durante la settimana si avanza un po’, ma soprattutto ci si occupa di ripasso (come vedremo dopo) e di consolidamento, mentre nel weekend (o comunque nei giorni in cui non si lavora) si danno delle decise accelerazioni al programma.

Anche la questione ritagli di tempo, comunque, non è da sottovalutare. Alcune fasi dello studio, come appunto il ripasso o il testing o una revisione rapida di uno schema, possono essere portate avanti anche 15 minuti alla volta e in qualunque luogo, non è necessario prendersi due ore alla scrivania.

Sarà una buona idea quindi distribuire durante il giorno e trasformare in abitudini questi piccoli momenti di ritorno alle informazioni, di ragionamento o consolidamento, così da sfruttare anche il principio dell’immersione, sempre efficace e utile per accelerare e rendere più efficace il processo di studio e apprendimento.

Naturalmente lo spacing, ovvero la distribuzione nel tempo, un po’ alla volta, dello studio, è la vostra unica soluzione. È la migliore anche per gli studenti full time, ma qualche volta capita di poter dedicare una settimana totale o due allo studio e riuscire a cavarsela agli esami. Ma questo non è possibile con il lavoro di mezzo: la stanchezza mentale è troppa e non vi consente di studiare lunghe ore con un’intensità fuori dal normale. Non dimenticatelo mai.

FOCALIZZAZIONE

La distrazione, lo sappiamo, è una compagna di vita quotidiana per qualunque studente, subirla un po’ è inevitabile, ma di tempo da sprecare distraendoci voi non ne avete. Meglio piuttosto non studiare, occuparsi di altro per liberare tempo per poi poter studiare, piuttosto che passare minuti preziosi a fissare il vuoto col libro davanti.

Praticate un minimalismo assoluto e rigoroso, i vostri pochi spazi di studio devono essere sacriintoccabili, isolati il più possibile e circoscritti nel tempo così da non rischiare di isolarvi troppo da tutto il resto della vostra vita.

Un consiglio utile, se potete, è quello di dedicare uno spazio preciso allo studio, un angolo della vostra casa o un luogo comunque che possiate lasciare sempre lì, pronto, organizzato, ordinato, con tutti gli strumenti necessari per potervi immergere.

Altra cosa: è importante che chi vi sta intorno, la vostra famiglia, i vostri amici, i vostri colleghi, conoscano e rispettino i vostri momenti e i vostri spazi di studio.

Con i bambini piccoli ovviamente è complicato, ma in generale la cosa migliore da fare è spiegare quello che succede, spiegare la vostra necessità e non aspettarsi invece che le altre persone arrivino da sole a capire che non va bene disturbarvi mentre studiate.

Spesso uno studente lavoratore o una studentessa lavoratrice si muove in un contesto in cui le altre persone intorno a lui/lei non studiano, magari da molto tempo, non si rendono conto e non sono abituate. È bene quindi discutere insieme quanto sia importante per voi, farlo sapere loro e chiedere loro di aiutarvi nel vostro sforzo di studio.

METODO DI STUDIO

Sul metodo di studio in sé non perdo troppo tempo, non solo perché ho già scritto molti articoli in cui riassumo tutte le fasi del P.A.C.R.A.R., il metodo di studio completo e definitivo, ma anche perché, di fatto, la progressione del metodo di studio non cambia molto, a cambiare è più che altro l’aspetto organizzativo, di cui abbiamo già detto, e la pratica di applicazione delle varie fasi.

Su questo però una cosa da dire c’è: molto spesso per gli studenti full time si consiglia di applicare tutte le fasi del metodo di studio, argomento per argomento, le più ravvicinate possibili. In altre parole, di applicare lettura efficaceschematizzazione e testing una dietro l’altra, e questo è un ottimo consiglio che anche gli studenti lavoratori possono (e dovrebbero) applicare nel weekend, quando faranno sessioni di studio più lunghe e strutturate.

Durante la settimana, però, è improbabile che ci si riesca, e a quel punto è meglio procedere a una suddivisione intelligente delle varie fasi: un giorno lettura efficace, il giorno dopo schematizzazione, il terzo giorno rapida rilettura attiva dello schema seguita dal testing.

In questo modo sì, è vero, si diluisce il metodo di studio e lo si rende meno efficiente, non a caso siamo costretti ad inserire una piccola rilettura prima del testing, ma quantomeno si riesce a non mollare a metà un argomento a causa del poco tempo, come si rischia invece di fare se ci si impunta sull’applicazione perfetta senza tenere conto del contesto.

Ci sono degli adattamenti da fare al metodo, dei compromessi da accettare, delle scelte da prendere, se si vuole portare il metodo di studio nel mondo di chi lavora.

E, a proposito di questo, è uscita da poco la nuova versione di Sistema ADC, il mio corso completo di metodo di studio… anzi, le nuove versioni! Eh sì, perché sono 3, dedicate a tre diverse tipologie di studenti. E una delle 3, neanche a farlo apposta, è proprio pensata per gli studenti lavoratori e le loro necessità.

Tipi Sistema ADC

Il corso è arrivato a un livello di qualitàcompletezza ed efficacia strabiliante, senza paragoni, andate a dare un’occhiata sul mio sito, e se non mi credete accedete pure alla prova gratuita, così potrete toccare con mano quello di cui vi sto parlando!

Se siete studenti lavoratori e volete finalmente prendere il controllo totale del vostro tempo e del vostro studio, non potete proprio perdervi Sistema ADC.

RIPASSO

E visto che ci siamo, che cosa succede dopo lo studio? Normalmente, purtroppo, succede il ri-studio, quello che gli studenti comunemente scambiano per un ripasso.
Finiscono di studiare tutto il libro o comunque la fonte, per poi riprenderlo da capo. Il problema è che, così facendo, devono in parte ri-studiare perché hanno perso informazioni, non ricordano dettagli, hanno dei vuoti di preparazione e perdono molto molto molto tempo.
E indovinate un po’? Voi studenti lavoratori quel tempo non lo avete, non ve lo potete permettere, puro e semplice.

E allora ritorniamo a quanto dicevamo prima, che durante la settimana conviene portare avanti un testing e un ripasso degli argomenti, distribuito magari sulla base delle spaced repetitions, così da assicurarsi di non perdere quello che avete studiato e non essere mai costretti a ritornare indietro.

Studiare una volta sola, studiare bene e poi mantenere i ricordi vivi e freschi, evitando completamente l’esigenza della ripetizione ossessiva e del ristudio.

Questo è forse il singolo elemento più importante per gli studenti lavoratori, perché vi permette di procedere con lo studio in modo incrementalegradualepreciso, un gradino dopo l’altro, senza preoccuparvi mai della necessità di rifare pezzi di percorso che rischierebbero di portarvi a sforare le scadenze.

Questi, a mio avviso, sono i 6 i punti principali da curare e tenere presenti quando si studia e si lavora insieme, ma voi che cosa ne pensate? Fatemi sapere le vostre storie di studenti lavoratori, le vostre difficoltà, i vostri dubbi, sarò felice come al solito di rispondervi!
E poi entrate in Sistema ADC, nella sua versione specifica per gli studenti lavoratori, che vi aiuterà a raggiungere i vostri obiettivi in modo serioscientificotrasparente!

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Alessandro de Concini